Doki Doki Literature Club Plus Recensione – Quanto batticuore, quanto terrore

- Doki Doki Literature Club Plus Recensione – Quanto batticuore, quanto terrore
Doki Doki Literature Club. Come parlarvi di questo gioco? Come spiegarlo a chi non sa nulla di anime e manga e convincerlo che è comunque un’esperienza da provare? Perché lo dico già, Doki Doki dovrebbero giocarlo tutti coloro che possano definirsi dei videogiocatori. Certo chi mastica già intrattenimento animato o videoludico di stampo nipponico lo apprezzerà molto di più, ma tutti coloro che abbiano mai preso un joypad in mano o avviato un gioco sul loro PC dovrebbero provarlo e capire. A patto di capire l’inglese scritto, visto che è l’unica lingua in cui il gioco esiste. Cercherò dunque di dare a tutti gli elementi per comprenderlo. Partiamo dall’inizio.

Cos’è Doki Doki?

È prima di tutto un onomatopea che nella lingua giapponese viene usata per riprodurre il suono del cuore . È l’equivalente del nostro bum bum o tum tum. Lo si trova solitamente utilizzato negli shōjo (manga per ragazze) o negli shōnen (manga per ragazzi) in cui la trama è fortemente incentrata sulle relazioni amorose, come nel sottogenere degli harem, ad esempio. Che cos’è uno harem? Sono dei manga/anime/videogame a target prettamente maschile in cui solitamente c’è un ragazzo o un giovane uomo che si ritrova al centro delle attenzioni di più esponenti del gentil sesso e solitamente non sa mai come comportarsi o quale delle ragazze scegliere. È un genere incentrato sugli equivoci e l’ironia, con solitamente anche una buona dose di fanservice, ovvero scene piú o meno erotiche, con protagoniste le ragazze.
Doki Doki Literature Club

Il gruppo di co-protagoniste. Tutto al femminile.

Doki Doki Literature Club,  nato come gioco gratuito per PC e approdato ora su console con questa sua versione Plus!, parte come uno di questi titoli. Il protagonista principale è un ragazzo, del quale è anche possibile scegliere il nome, che un giorno viene “costretto” dalla sua cara amica d’infanzia ad entrare nel club di letteratura della loro scuola.
Qui, oltre alla succitata amica, l’adolescente si ritrova in compagnia di altre tre ragazze, guardacaso attraenti, e così il giovane decide di iniziare a frequentare il club per riuscire ad entrare nelle grazie di una di queste.
Le tre donzelle presentano caratteristiche che le fanno rientrare  negli stereotipi tipici del genere: c’è la seriosa e timida Yuri (Kuudere), la sempre ottimista e piena di energia Sayori  (Deredere), la permolosa, ma in verità dolce Natsuki (Tsundere/Loli), e la capo club Monika (Yandere/Kamidere).
Ma quindi, Max, ci stai parlando di un gioco per soli weeb? No. O meglio, circa. Diciamo che avere dimestichezza con il mondo degli anime e manga di sicuro vi farà apprezzare Doki Doki molto di più, ma non è necessario per godere dell’esperienza. Quello che vi serve è avere una certa predisposizione alla lettura e una buona capacità di attenzione. Doki Doki infatti è composto di piccoli dettagli, spunti disseminati qua e là, che anche una minima distrazione rischia di farvi perdere. Quindi per quelle 4-5 ore della sua durata complessiva non dovete mai staccare gli occhi dallo schermo. Tanto ad un certo punto non ci riuscirete più.

Ma in cosa consiste Doki Doki?

In buona sostanza in una visual novel, dove tramite linee di testo e immagini bisogna immergersi nel piccolo mondo del Literature Club e frequentarne i membri, per approfondirne la conoscenza. E qui mi fermo. Basta. Non posso dire altro. Ma proprio niente altro, eh.
E non lo faccio per una scelta editoriale o perché voglio fa il misterioso, è che davvero non posso svelarvi nessun’altra cosa su Doki Doki, altrimenti ve lo rovinerei. In effetti questa non è nemmeno una recensione. Non si può recensire questo gioco con parametri normali per cui non ci provo nemmeno.
Doki Doki Literature Club

In questa nuova versione Plus del gioco sono presenti anche delle sidestories che esplorano il rapporto fra le ragazze, prima dell’arrivo del protagonista/giocatore.

Oh adesso non pensate di essere davanti al gioco più figo dell’esistenza. So che tutto questo mistero alimenta un’aura di misticismo che pare che stiamo a parlare del piú grande videogame mai creato, ma non è cosí. Doki Doki è un ottimo gioco, ma non un capolavoro. O forse sì? Dipende da come vivrete voi il tutto.
Il fatto è che, davvero, si tratta di un’esperienza che deve essere vissuta sapendo il meno possibile di quello che accadrà. È proprio vitale ai fini di godere dell’opera come è stato intesa. Se già sapete alcune cose, forse è meglio che non lo giochiate. Sprechereste solo tempo.
Doki Doki Literature Club

Essendo una visual novel l’esperienza offerta da Doki Doki è quasi tutta testuale, a parte questo mini gioco in cui bisogna scegliere le parole giuste per comporre una poesia in modo che possa piacere ad una delle ragazze.

Quello che posso dirvi è che non è la solita cosa a cui siete abituati. È probabile che qualcuno potrà anche sentirsi “cambiato” una volta raggiunto il finale. Dico questo perché, come avvisano svariati disclaimer prima della schermata iniziale, Doki Doki tratta alcuni temi molto forti e lo fa in una maniera alquanto originale, ma che per alcuni potrebbe essere “troppo”. Conosco persone che non l’hanno completato perché era per l’appunto “troppo”. Quindi se siete particolarmente impressionabili o sensibili a certi argomenti siete avvisati. Rischiate che il cuore faccia troppo doki doki. Vi dirò di più: la presenza di questi stessi avvisi già la si potrebbe considerare uno spoiler, ma gli sviluppatori,  i Team Salvato, hanno dovuto per forza inserirli a causa di certi eventi reali che sono stati ricollegati al gioco.
Non cercate quali. Se ve la sentite, dovete prendere il coraggio a due mani e giocare, senza sapere nulla. Fatelo per le ragazze. Fatelo per voi. Per il Literature Club. Fatelo per…
Recensione
  • Valutazione Finale
    Voto

    Giocatelo

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