Dorfromantik Recensione – Un puzzle bucolico

- Dorfromantik Recensione – Un puzzle bucolico

Eh tu, si sto parlando proprio con te! Ti piacciono i videogiochi ma li trovi troppo frenetici? Ti sei stancato di sparare a soldati, alieni, mostri assortiti? Non ne puoi più di saltare da una piattaforma all’altra mentre raccogli stelle, lune, monete, anelli, uova, bollini della spesa? I puzzle game con la roba che piove dall’alto ti inquietano? Vai nel panico mentre cerchi di non rimanere schiacciato da tetramini o caramelle gommose? Beh, ho giusto qui una cosa che fa per te. Un giochino uscito fresco fresco su Switch e che è l’elogio della lentezza fatto software. Lo vuoi provare? So che vuoi. Bene, fai partire Dorfromantik (rigorosamente tuttoattaccato) mentre ti spiego brevemente le regole. Vedrai, non ci vorranno più di 5 minuti.

Carcassonne, sei tu?

Fondamentalmente, ci troviamo di fronte ad un puzzle game a base di tessere esagonali da ruotare e posizionare su una plancia infinita. Ogni tessera rappresenta un pezzo di paesaggio e contiene alcuni elementi chiave come case, alberi, fiumi e binari ferroviari. Per posizionare una tessera dovremo appoggiarci ad una già presente sul tabellone, evitando incompatibilità: un fiume deve avere uno sbocco, una ferrovia non può interrompersi nel nulla, e così via. Il numero di tessere a nostra disposizione è limitato, ma potremo incrementarlo completando alcune missioni random. Si tratta di mettere insieme un certo numero di alberi, fiumi di una determinata lunghezza, agglomerati urbani più o meno vasti.


Per ogni obiettivo completato vedremo aumentare il nostro punteggio e riceveremo qualche pezzo bonus da collocare sulla plancia. Le meccaniche di gioco sono tutte qui e possono essere assimilate già alla prima partita, richiedendo poco più tempo per approntare qualche strategia vincente ed incrementare il proprio record personale. Si tratta del classico gioco facile da imparare e che può assorbire l’utente in sessioni infinite mangiatempo, con partite che possono durare anche oltre un’ora. Sono presenti piccole variazioni sul tema, come modalità con meno pezzi, missioni più difficili e l’immancabile free mode per pasticciare in libertà e creare i propri paesaggi preferiti.

Semplice ma anche profondo?

Abbiamo visto che le regole di Dorfromantik sono molto rapide da imparare, come ogni buon puzzle game. Per mantenere comunque viva l’attenzione del giocatore occorre anche una certa profondità nelle meccaniche, che permetta all’utente di migliorarsi e approntare qualche strategia. In Dorfromantik si comincia a giocare creando dei grossi agglomerati per terminare presto le varie missioni: città estese, boschi sterminati e fiumi tortuosi. Ben presto, però, subentra una ulteriore regola che cambia discretamente le carte in tavola.


Dorfromantik


In certi momenti il gioco ci chiederà di mettere insieme un determinato numero di elementi senza però superarlo, per questa ragione creare solo agglomerati infiniti si rivela spesso un’arma a doppio taglio col giocatore più esperto che si terrà a portata di mano anche scappatoie per questa evenienza. Fatta salva questa eventualità, il gioco scorre, però, in maniera molto semplice, quasi istintiva, premiando l’utente più meticoloso e paziente che potrà sfruttare a suo vantaggio la totale mancanza di un timer. Man mano che metteremo pezzi in tavola, potremo anche sbloccare tessere nuove, qualche variazione cromatica e chicche assortite. Un buono stratagemma per mantenere fresca l’esperienza anche dopo qualche partita.

Un puzzle game quasi perfetto

Con Dorfromantik è facile perdere la cognizione del tempo, sarà il ritmo compassato, saranno le meccaniche semplici e la voglia quasi primordiale di aumentare il proprio score, resta il fatto che il gioco è discretamente assuefacente e una partita tira l’altra senza problemi. Alla lunga, comunque, emergono tutti i limiti che impediscono alla produzione di poter sedere a fianco dei grandi classici del genere. La grafica, pur essendo molto carina e di discreto impatto, non sempre mostra con chiarezza se si stia posizionando o meno la tessera nel verso giusto, soprattutto se si gioca in portabilità. Allo stesso modo, i grossi indicatori delle missioni, presenti sulla plancia, spesso ostruiscono la visuale e richiedono qualche esercizio di zoom e rotazione della mappa di troppo. Trattandosi di una plancia infinita che andrà man mano ad espandersi, dopo pochi minuti avere tutto sott’occhio non sarà affatto semplice e il gioco perderà un po’ di immediatezza mostrando anche qualche ruggine nel sistema di controllo.



Nulla di particolarmente frustrante, ma non saranno rari i casi in cui si passerà qualche momento di troppo a cercare di decifrare quello che avviene sullo schermo. Giocando sul televisore questi difetti sono attenuanti ma, tutto sommato, si tratta di un peccato perché il genere da sempre si adatta al meglio in portabilità. Altro piccolo problema è il carattere assolutamente random di alcune partite. Come accennato, le tessere che riceveremo sono casuali e può succedere che quelle necessarie per terminare una missione si facciano attendere sin troppo, portandoci ad un inevitabile game over. Se approcciamo Dorfromantik in maniera competitiva, questo aspetto può risultare piuttosto fastidioso perché non c’è nulla di peggio di aspettare un determinato pezzo che non arriverà mai. In realtà, però, il gioco rifugge quasi completamente ogni sorta di agonismo, invitando l’utente a prendersela il più comodo possibile, senza stress. In questo modo il punteggio diventa più una curiosità che una vera ossessione, una valutazione sulla partita che però lascia il tempo che trova. Chi è alla ricerca di classifiche da scalare e punteggi da perfezionare sempre più, forse, farebbe meglio a rivolgere le sue attenzioni altrove.

Un piccolo mondo disegnato a mano

Lo stile grafico del gioco è sicuramente molto carino e regala delle mappe piacevoli da vedere anche se non sempre immediatamente leggibili. Come già detto, ci sarà richiesto spesso di aguzzare la vista, soprattutto in portabilità, per capire se abbiamo posizionato la tessera nel verso giusto, se quegli alberi sono tutti collegati e se le case formano davvero un unico villaggio. Non essendo presente alcun timer, ci si può prendere tutto il tempo necessario per aggiustare la visuale e ponderare ogni mossa. Resta il fatto che se paragonato ad altri puzzle game, dove l’azione appare chiara anche dalla luna, qui servirà un pochino più di attenzione e meno fretta nelle proprie scelte. Si tratta dell’unico appunto ad un comparto tecnico che, per il resto, non presenta, nella sua semplicità, particolari criticità. Le musiche sono quanto di più rilassante e sottovoce potreste immaginare, un misto tra la filodiffusione del dentista e l’accompagnamento da ascensore di un centro commerciale.


Dorfromantik


Così poco invasive da farvi dubitare di aver disattivato ogni effetto sonoro. Non ci sono opzioni per il multiplayer, locali o online, qui si gioca da soli e per il gusto di farlo. La longevità varia ovviamente molto a seconda di quanto la meccanica di gioco saprà intrigarvi. Pur essendo presenti più modalità, alla fine si tratta di piccole variazioni su un unico tema, customizzabile quanto si vuole ma sempre e solo uno. Per molti, però, sarà più che sufficiente per portare via un bel quantitativo di ore. Considerazioni finali Dorfromantik è un ottimo puzzle game, con meccaniche semplici da imparare e alla portata veramente di tutti. Il gioco rifugge qualsivoglia competizione che non sia strettamente con sé stessi. La voglia di migliorarsi e di creare il paesaggio perfetto sarà il principale sprone per lanciare una partita dopo l’altra. Un sistema di controllo un filo farraginoso e alcuni momenti in cui l’azione appare poco chiara, sono gli unici reali difetti di una produzione per il resto assolutamente consigliata, sia agli appassionati del genere che ai neofiti.

Recensione
  • Considerazioni Finali
    84Voto

    Dorfromantik è un ottimo puzzle game, con meccaniche semplici da imparare e alla portata veramente di tutti. Il gioco rifugge qualsivoglia competizione che non sia strettamente con sé stessi. La voglia di migliorarsi e di creare il paesaggio perfetto sarà il principale sprone per lanciare una partita dopo l'altra.
    Un sistema di controllo un filo farraginoso e alcuni momenti in cui l'azione appare poco chiara, sono gli unici reali difetti di una produzione per il resto assolutamente consigliata, sia agli appassionati del genere che ai neofiti.

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