Evil Dead The Game Recensione – Ash Simulator in compagnia

- Evil Dead The Game Recensione – Ash Simulator in compagnia
Ci sono attori che legano un’intera carriera indissolubilmente ad un unico personaggio. Prendete, ad esempio, il buon Bruce Campbell che, per quanto ci abbia provato negli anni ad interpretare molti ruoli diversi, per tutti è e rimarrà sempre Ash della trilogia Evil Dead, da noi meglio nota come “La Casa” (ah i bei tempi quando gli adattamenti dei titoli stranieri erano quanto di più lontano possibile…. Come dite? Lo fanno ancora?). Se, incredibilmente, non conoscete nulla del film e volete recuperare, potete trovare la trilogia horror sulle vostre piattaforme di streaming preferite (ma non provate a scaricare la versione del 2013, quello è il vero orrore).
Altrimenti, vi basti sapere che si tratta di una serie di horror cult, nata a cavallo tra gli anni ’80 e’ 90, caratterizzata da dosi ingenti di gore e ignoranza caciarona, jump scare e battutacce da leva militare obbligatoria, comicità e sangue, diretta da quel Sam Raimi che, lui si, avrebbe dimostrato negli anni di essere un signor regista (recuperate A Simple Plan, in Italia noto come Soldi sporchi, fatevi un favore). Tenendo conto che l’ultimo buon film di successo è stato quell’Armata delle tenebre di ormai 30 anni fa, devo ammettere di essere rimasto piuttosto sorpreso dalla scelta degli sviluppatori di proporlo oggi sotto forma videoludica. Eppure, a ben pensare, setting e personaggi sembrano fatti apposta per un bel videogioco d’azione a base di non morti e creature demoniache assortite, non pensate? Allora cosa stiamo aspettando, prendiamo la nostra fidata motosega, rispolveriamo qualche sagace battuta dei bei tempi che furono e andiamo a recuperare il Necronomicon ed il pugnale Khandariano. “Gimme Some Sugar, Baby”.

Tu fai una cosa, io ne faccio un’altra

Evil Dead appartiene al genere dei PvP multiplayer asimmetrici, un 4 contro 1 dove una squadra di sopravvissuti dovrà avere la meglio nei confronti di un demone e delle sue creature. Potremo scegliere, così, se interpretare uno degli umani e giocare in team con altri, o lanciarci nella sfida solitaria (e più complessa) della creatura sovrannaturale. Ognuna delle due scelte presuppone un gameplay differente, introdotto da un apposito tutorial specifico che possiamo provare e riprovare a piacimento. Occorre dire che per iniziare è caldamente suggerito farsi accompagnare da altri giocatori, studiare le mappe, metabolizzare le meccaniche di gioco. Questo perché il ruolo del cattivo presuppone di conoscere esattamente cosa fare per avere la meglio e perché una partita senza un antagonista di livello rischia di risultare noiosa e poco stimolante per gli altri giocatori. Quindi, meglio farsi le ossa come sopravvissuto e poi passare al lato oscuro, il divertimento ne gioverà, fidatevi. Inizialmente le regole di Evil Dead sembrano un filino troppo complesse, con una serie di fasi ben distinte da superare nel giusto ordine. Il nostro team sarà da prima focalizzato alla ricerca di armi e risorse in giro per la mappa e quando si sentirà abbastanza sicuro potrà passare all’azione vera e propria. Nell’ordine dovremo: trovare le tre parti di una mappa, trovare le pagine del Necronomicon, trovare il pugnale Khandariano, sconfiggere il demone col suddetto pugnale, proteggere il Necronomicon dall’assalto delle creature infernali. Fatto tutto? Non manca niente? Bene la squadra ha vinto la partita.

Evil Dead The Game

Nello stesso momento, chi interpreta il ruolo di antagonista dovrà potenziarsi in giro per la mappa, disseminare trappole e nemici e possedere quello che più gli aggrada, uccidendo gli sventurati giocatori. Si potrà prendere il controllo delle varie creature, di alberi, veicoli e anche dei giocatori stessi, se il loro personaggio sarà sufficientemente spaventato. Evil dead, infatti, introduce una barra della paura che si riempie con il tempo e può essere azzerata trascorrendo qualche secondo alla luce e rimanendo a stretto contatto con i compagni di squadra. Se il terrore prenderà il sopravvento, invece, saremo molto più vulnerabili alle possessioni del demone e vittima di qualche altro scherzetto (non spoilero). In questo modo, si premiano i giocatori in grado di svolgere un vero lavoro di squadra, mettendo i bastoni tra le ruote ai vari lupi solitari. Le partite durano un massimo di trenta minuti, con il cronometro che si ferma una volta preso possesso di Necronomicon e pugnale, regalandoci un po’ di calma per le fasi finali. Inizialmente sembra un tempo sin troppo lungo ma, in realtà, l’esplorazione approfondita delle mappe di gioco (piuttosto grandi) favorisce una buona riuscita della missione perché consente ai personaggi di crescere e incamerare punti abilità da spendere. Ovviamente, anche il demone di turno può salire di livello e, per questo, perdere tempo in inutili combattimenti non porta da nessuna parte. Prese le misure con le regole, il tutto scorre liscio senza grandi intoppi anche se il gameplay non appare perfettamente rodato. Vediamo perché.

Passami quella motosega

Inutile girarci intorno, inizialmente guarderete tutti i personaggi a vostra disposizione e alla fine sceglierete inevitabilmente Ash (in una delle sue versioni). Gli umani sono divisi in 4 classi diverse, ognuna con le sue belle caratteristiche (quelle classiche del genere, dal guaritore al picchiatore ravvicinato, passando per il leader e l’esperto di attacchi a distanza), mentre i demoni godono di 3 specie tra cui scegliere. Ogni personaggio ha, poi, statistiche peculiari e un’abilità unica che si ricarica col tempo, oltre a poter salire di livello e potenziarsi di partita in partita. Insomma, le condizioni per un minimo di strategia nella formazione della squadra ci sono tutte e presto troverete il vostro avatar preferito. I comandi sono piuttosto semplici con attacchi leggeri e pesanti, a distanza e ravvicinati, selezione rapida dei consumabili, schivate ma niente tasto del salto (e qualche volta lo rimpiangerete, quando il vostro personaggio non se la sentirà minimamente di scavalcare un sasso alto 40 cm.) I combattimenti scorrono lisci senza grandi difficoltà, non aspettatevi particolari tecnicismi ma nemmeno un button mashing forsennato. Nelle fasi di maggiore concitazione il tutto appare forse un po’ troppo confusionario e ci troveremo spesso a menare l’aria non capendo bene da chi siamo attaccati. L’abilità dei nostri compagni e dell’antagonista influirà notevolmente sulla qualità dell’esperienza, trovare giocatori minimamente abili garantirà il giusto divertimento mentre, al contrario, i trenta minuti della partita sembreranno non finire mai con i compagni sbagliati (fare da spettatore col resto della quadra che non ci pensa minimamente a resuscitarti è una delle varie possibilità).


Evil Dead The Game


Si tratta di un limite insito in questo genere di produzioni, focalizzate esclusivamente o quasi sul multiplayer, inutile dire che se potrete giocare con amici il divertimento salirà esponenzialmente (cosa piuttosto scontata, me ne rendo conto). Da questo punto di vista, il supporto al crossplay totale è sicuramente ben accetto e consente di trovare subito una squadra con cui iniziare la partita. Altra criticità di questo tipo di giochi è sicuramente la quantità di contenuti, necessitando di costanti aggiunte e novità per mantenere vivo l’interesse del giocatore. È prevista una roadmap di almeno 4 nuovi dlc inclusi nel season pass, mentre, allo stato attuale, le mappe sono giusto un paio, anche se assolutamente enormi. Le meccaniche di gioco sono divertenti una volta assimilate a pieno ma soffrono un minimo di ripetitività a causa della poca profondità di certe fasi. I combattimenti, i potenziamenti, le fasi di guida, le armi col loro bel grado di rarità, gli elementi ci sono tutti ma non sono così sviluppati e profondi da garantire costanti stimoli e novità. Già dopo poche partite gli strumenti di offesa tenderanno a ripetersi, i nemici saranno volti noti e le sorprese inizieranno a scarseggiare. Lo stimolo a proseguire andrà trovato così principalmente nella voglia di potenziare il personaggio salendo di livello e nel piacere di un gameplay molto semplice ma tutto sommato senza grandi difetti. Insomma, non aspettatevi grandi tecnicismi e strategie, quanto piuttosto un po’ di sana azione senza fronzoli.

Pellicola sgranata

Dal punto di vista tecnico Evil Dead non è propriamente una gioia per gli occhi. Le immagini appaiono un filo troppo poco definite e spesso ci vorrà una frazione di secondo in più per capire esattamente cosa ci stia attaccando o dove siamo finiti. Non aiuta a semplificare le cose il fatto che tutte le partite siano in penombra, con le nostre torce spesso uniche fonti di illuminazione. Fortunatamente, nella sua semplicità, il motore grafico risulta però abbastanza solido (non ho ravvisato lag o cali di frame rate) rendendo le partite sempre godibili. Meno piacevole qualche sporadico bug, come il classico “sono incastrato in un muro invisibile” o la “festa delle compenetrazioni”; nulla di troppo invasivo ma vanno comunque segnalati. La colonna sonora è di buon livello, così come gli effetti spaventosi che ci accompagneranno per tutta la partita.


Evil Dead The Game


Evil Dead è doppiato in inglese, con tanto di voce originale di Campbell a snocciolare le sue classiche perle di saggezza. Tutti i testi invece sono tradotti in italiano ma, a parte il tutorial, ci sarà veramente poco da leggere. La longevità è oltremodo soggettiva e si basa principalmente sulla possibilità per il giocatore di trovare compagni di avventura affiatati. Il single player è purtroppo ridotto all’osso, permettendoci di giocare come sopravvissuto insieme a 3 bot o di affrontare una serie di missioni che riprendono i momenti salienti della trilogia. Queste ultime sono poche di numero ma piuttosto lunghe e difficilotte e possono costituire un passatempo nel caso in cui gli amici non siano ancora online. A parte questo, però, si tratta di un prodotto sviluppato esclusivamente per il multiplayer che, inevitabilmente, dovrà resistere alla prova del tempo. La presenza di una sola modalità (seppur con due meccaniche differenti) rischia di poter venire presto a noia se non sufficientemente supportata. A gli sviluppatori il compito di aiutare il titolo con una road map degna.
Recensione
  • Valutazione Finale
    73Voto

    Evil Dead è esattamente come il film dal quale prende ispirazione: semplice nelle meccaniche, caciarone e un po' rozzo, ma alla fine divertente. Non aspettatevi di trovare un gioco ultra tecnico, rifinito o profondamente strategico ma, prese le misure con le regole e con i giusti compagni, potrete trascorrere diverse partite divertenti. Allo stato attuale abbiamo contenuti sufficienti ma ben presto serviranno ulteriori aggiunte per mantenere fresca la formula e vivo l'interesse dei giocatori. Spetta a gli sviluppatori sostenere il loro prodotto in maniera congrua nei mesi a venire e rimpolpare una formula che alla lunga, altrimenti, potrebbe venire a noia.

    • Grafica
      70
    • Sonoro
      80
    • Giocabilità
      78
    • Carisma
      82
    • Longevità
      75
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