F.I.S.T.: Forged In Shadow Torch Recensione – Qui finisce a zampate

- F.I.S.T.: Forged In Shadow Torch Recensione – Qui finisce a zampate

Nel mondo degli animali antropomorfi è piuttosto dura essere un coniglio. Bullizzati dagli orsi, vessati dalle angherie di volpi e panda rossi, i nostri amici dalle lunghe orecchie non se la passano sicuramente troppo bene. Ma se sei un coniglio dotato di un enorme braccio meccanico, grande due volte la tua stazza, col quale puoi scardinare una porta di metallo fischiettando, beh allora le cose si fanno un tantino differenti. Dopo aver divertito gli utenti Playstation e PC, arriva, finalmente, anche sulle console ibride Nintendo, l’epopea cyberpunk del nostro coniglio al quale prudono discretamente le zampe robotiche. Il gioco ci lancia praticamente subito in azione, dandoci un pretesto per un po’ di sana violenza gratuita, dei bei nemici cattivi come da copione e il nostro fidato braccio meccanico a farci riscuotere del dovuto rispetto tra gli altri sventurati animali. Se state pensando, però, ad un titolo che vi permetta di staccare il cervello e premere tasti a caso fino ai titoli di coda, siete fuori strada. F.I.S.T, sviluppato da  TiGAMES, è in tutto e per tutto un classico metroidvania dove i potenziamenti e l’analisi dell’enorme mappa di gioco rivestono un ruolo cardine.

Mi scusi, vado bene per la base segreta?

La prima cosa che salta all’occhio, una volta iniziato a giocare, è la vastità della mappa e la quantità di strade a prima vista bloccate o inaccessibili. Si, siamo nuovamente di fronte a uno di quei titoli del tipo: sblocca il doppio salto per raggiungere quelle piattaforme, trova il potenziamento per aprire quelle porte, torna indietro alle zone che prima ti erano precluse. Il feeling è quello di un classico Metroid 2D, con tutte le proporzioni del caso e, ben presto, scopriremo che il nostro braccio tirapugni potrà usufruire di vari potenziamenti ed abilità che ne varieranno notevolmente le modalità di utilizzo. Fondamentalmente, i potenziamenti saranno di due tipi: quelli obbligatori che ci permetteranno di espandere le zone a noi accessibili e le mosse opzionali che potremo sbloccare spendendo la moneta di gioco nei vari punti di recupero. Le prime fasi saranno piuttosto guidate e la mappa ci indicherà sempre la zona da raggiungere per progredire nella storia, limitando il backtracking e l’esplorazione alla mera ricerca di potenziamenti opzionali. In questo modo, non si corre il rischio di vagare eccessivamente a vuoto ed il ritmo sarà sempre abbastanza sostenuto sin da subito.



L’esplorazione diventa, così, secondaria rispetto all’azione vera e propria, utile per non annoiarsi dopo l’ennesimo combattimento, ma assolutamente non in grado di farci scervellare alla ricerca della strada giusta per proseguire. Gli esperti del genere, quindi, potrebbero trovare le mappe grandi ma non così stimolanti, mentre per i neofiti potrebbe trattarsi del titolo ideale per prendere confidenza con una tipologia non sempre accessibile ai nuovi arrivati. Si tratta, comunque, di una impressione illusoria, dopo qualche ora di gioco si aprirà di fronte a noi un ventaglio di possibilità e strade ancora più ampio del previsto e la sensazione di smarrimento inizierà a fare capolino. L’obiettivo del momento sarà sempre indicato sulla mappa ma le vie per raggiungerlo si faranno, gradatamente, sempre più complesse e ci obbligheranno a ricorrere a tutti i nostri potenziamenti per avanzare. Tra fasi subacquee, zone verticali da scalare e qualche enigma ambientale ci sarà sicuramente poco spazio per annoiarsi. Anche perché ben presto dovremo mettere da parte mappe e bussole e occuparci di un problema più stringente. Nel modo di F.I.S.T, infatti, c’è soprattutto da menare le mani, pardon, le zampe.

‘Sta zampa può esse fero e può esse piuma

Ben presto ci sarà chiaro qual è l’ostacolo principale alla nostra progressione: l’orda infinita di nemici che dovremo schiacciare. F.I.S.T ci mette di fronte ad una moltitudine di stanze nelle quali saremo attaccati da gruppi di brutti ceffi assortiti, robotici e non, che spesso metteranno a dura prova le nostre abilità col pad. Dopo qualche scaramuccia iniziale di poco conto, infatti, il titolo inizia ad accelerare sul fronte della sfida e a buttare nel calderone sempre più ostacoli per il nostro sventurato coniglio. A volte, anche gli scontri apparentemente semplici ci faranno sudare più del previsto, anche a causa della notevole quantità di colpi necessaria per buttare giù pure i nemici di basso rango. Non importa quanto vi potenzierete e quali strategie adotterete, certi combattimenti sembreranno non finire mai, a differenza della vostra barra dell’energia.



C’è da dire che i comandi funzionano discretamente bene e che la voglia di continuare è spesso più forte di qualche momento di frustrazione, anche se non tutto gira perfettamente come dovrebbe. Alcune abilità che richiedono la selezione con l’analogico destro e la pressione prolungata di un tasto risultano piuttosto scomode, così come certe combo che non sempre si riesce a concatenare come si vorrebbe. Per non parlare dell’abilità parry, talmente macchinosa da farvi desiderare che non esista per niente. Ciò nonostante, si continua a giocare, perché l’ossatura funziona alla grande e se ripetere più volte lo scontro con un boss non vi spaventa allora il divertimento è assicurato. Buttare giù i nemici alternando le tecniche e le abilità del braccio, schivando gli attacchi e infilando qualche mossa finale risulta, di sicuro, molto gratificante. I nostri antagonisti sono piuttosto variegati e i boss in numero più che sufficiente per rendere l’avventura varia e stimolante il giusto. Se poi le sfide vi spaventano, c’è sempre l’opzione per la difficoltà easy pronta ad attendervi, utile per scongiurare il rischio di rimanere bloccati di fronte all’ennesimo boss.

Monna Lisa cyberpunk

Dal punto di vista artistico sicuramente F.I.S.T si presenta con un ottimo impatto, scenari evocativi, nemici dettagliati ed un’azione praticamente priva di rallentamenti, con giusto qualche trascurabile sbavatura. Certo, per permettere anche all’hardware Nintendo di far girare discretamente il gioco si è dovuto ricorrere a qualche piccolo compromesso, tutto sommato accettabile. In portabilità la definizione, soprattutto dei personaggi, è piuttosto bassa e può notarsi qualche saltuario stacco tra le fasi animate e quelle di gioco, che fa molto anni ’90. Ben più fastidiosi sono i lunghi tempi di caricamento tra una zona e l’altra, mentre dopo ogni nostra dipartita saranno assai più rapidie le attese per il respawn. Fortunatamente, la mappa è talmente grande da rendere questi momenti poco frequenti ma, quando raggiungerete un nuovo settore, preparatevi a posare il Pad per un po’ e fare dell’altro nell’attesa.


F.I.S.T.: Forged In Shadow Torch


Giocare in portabilità, poi, ci costringe ad aguzzare la vista, poiché, complice la definizione abbassata, alcune volte il nostro personaggio si confonderà con i nemici e l’azione sarà un filo meno chiara. E no, non è soltanto un problema dell’età che avanza. Questi i principali limiti tecnici di una produzione che, per il resto, è certamente promossa su tutta la linea e che, complessivamente, ci regala un gioco bello da vedere. Nulla da dire, invece, su musiche e doppiaggio (solamente in inglese, così come i frequenti testi), fanno ampiamente il loro lavoro senza regalare particolari picchi qualitativi. Certo, ogni tanto il nostro personaggio parlerà anche più del dovuto ed in un gioco dove fondamentalmente si menano le zampe, la cosa fa piuttosto specie. Man mano che si avanzerà lungo la storia, sorprendentemente, emergerà anche una trama discretamente articolata ed un buon numero di personaggi di supporto. La longevità, infine, si attesta su ottimi livelli regalando una avventura lunga da terminare e piena di segreti da scoprire per i completisti.

Recensione
  • Considerazioni Finali
    83Voto

    Se state cercando un metroidvania per la vostra Switch in grado di garantire un buon livello di sfida ed una gran quantità di ore di gioco, avete trovato un titolo da tenere in seria considerazione. Fist fa tutto quello che deve in maniera più che buona, scoprendo il fianco giusto di fronte a qualche incertezza grafica e ad alcuni comandi non sempre intuitivi. Per il resto, ci troviamo di fronte ad un gioco che, pur senza inventare nulla di nuovo, non mancherà di divertire gli appassionati del genere e conquistare anche qualche nuovo adepto.

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