Intravenous Recensione: The Punisher Simulator

- Intravenous Recensione: The Punisher Simulator

Steve Robbins è un uomo tranquillo. Uno di quelli che fanno attraversare i pedoni sulle strisce e passare avanti in fila al supermercato l’anziano che ha solo due scatolette di tonno. Ma anche a un tipo tranquillo come il nostro Steve possono venire i proverbiali cinque minuti. Soprattutto se qualcuno gli uccide il fratello a sangue freddo sotto i suoi occhi. Ecco, quello non lo può proprio sopportare. Questo il pretesto che muoverà la storia e le azioni del nostro protagonista, in una bella epopea di violenza e vendetta. Presto faremo la conoscenza di un misterioso, quanto apparentemente facoltoso, alleato che, oltre a metterci a disposizione un rifugio sicuro e armi a volontà, ci guiderà nelle varie missioni alla ricerca dell’assassino di nostro fratello. Missioni che, come la tradizione del genere hard boiled impone, finiranno spesso e volentieri in una bella carneficina. Il gioco, realizzato dallo sviluppatore Roman Glebenkov e disponibile su Steam, non è, comunque, votato all’azione indiscriminata e si prefigge l’obiettivo di coniugare stealth e furiose sparatorie. Lucidate le vostre pistole, abbiamo un po’ di malviventi da crivellare.

Il campione di nascondismo

Ora so quello che state pensando. Vorreste fare irruzione nel covo nemico, imbracciando un paio di mitra e sparando a tutto quello che si muove fino a esaurire le munizioni. Purtroppo non è così che funziona Intravenous, gettarsi a testa bassa nella mischia non vi darà grandi risultati. Il titolo pone grande enfasi sulle meccaniche stealth, richiedendoci di pianificare con attenzione ogni mossa, studiare il percorso dei nemici e, generalmente, cercare di passare inosservati. Imbracciare l’arma e iniziare a sparare significa allertare tutti i nostri antagonisti, finire in breve tempo circondati e crivellati di colpi. La progressione dell’avventura è, quindi, molto lenta e ragionata, si procede spesso per tentativi ma ogni nostra sconfitta ci aiuta a comprendere un pochino meglio quale sarà la tattica vincente. Le mappe sono discretamente grandi e ricche di armi e percorsi segreti e possono essere affrontate liberamente in modi sempre differenti, favorendo la rigiocabilità. Per aiutarci nel corso delle nostre missioni, avremo a disposizione un nutrito quantitativo di armi (come detto, da utilizzare solo in casi estremi) un bel visore notturno e tutta una serie di abilità da far impallidire il buon Sam Fisher. Potremo scassinare porte, infiltrarci nei condotti di areazione, eliminare i nemici con un colpo silenzioso alle spalle e nasconderne il cadavere, far saltare le luci, sgattaiolare sotto le finestre e mille altre opzioni ancora da scoprire man mano che si avanza nella storia. Inizialmente le possibilità a nostra disposizione saranno sin troppe e, complice un sistema di controllo che chiama in causa mouse e una quantità francamente eccessiva di tasti, faremo una discreta fatica a prendere le misure con il nostro personaggio. Non capiterà di rado di trovarci a premere il tasto sbagliato o a impiegare una frazione di secondo di troppo prima di liberarci dei cattivi di turno. Tutti i comandi sono liberamente customizzabili ma vista la quantità davvero elevata di azioni performabili, necessiteremo di un periodo di apprendimento più lungo del previsto. Una volta impratichiti con i controlli, non mancheranno le soddisfazioni e tutto scorrerà più fluido, anche se la sensazione di qualcosa di non pienamente rifinito ci accompagnerà per tutto il tempo. Stesso discorso per quanto concerne le sparatorie. Il gioco cerca di spingerci ad un approccio silenzioso ma in determinate occasioni saremo costretti a usare le armi per necessità di trama. Fondamentalmente le missioni si dividono in una fase di infiltrazione silenziosa seguita da una fuga rocambolesca sparando a tutto quello che si muove. In questi frangenti saremo chiamati a fronteggiare un gran numero di nemici armati sino ai denti, senza quasi possibilità di fuggire di nascosto. È in questi momenti che la sensazione di essere, di fatto, inermi negli scontri a fuoco renderà queste fasi più frustranti che divertenti. Oltre al fatto che, dopo aver sputato sangue per raggiungere l’obiettivo senza farsi notare, vedersi comunque circondati di nemici non per nostra colpa è un’esperienza quantomeno straniante. Intravenous, come avrete capito, ci costringerà a ripetere più e più volte lo stesso livello e premierà più la pazienza che l’irruenza. Nelle varie missioni avremo un numero limitato di salvataggi, da utilizzare con accortezza al momento più indicato, pena trovarsi a ripetere da capo l’intera fase. Si tratta di un titolo che, come spesso accade, balla sul confine tra sfida e frustrazione, potendo risultare amato alla follia da alcuni, così come completamente bocciato dai meno pazienti. Abbassare il livello di difficoltà al minimo aiuta solo sino a un certo punto richiedendo, comunque, sempre un impegno superiore alla media. Ah e per inciso, giocare al livello facile non ci permetterà di ottenere l’achievement di completamento.

Luci e ombre di un action-stealth

Tecnicamente il gioco non presenta particolari criticità, mostrando tutta l’azione con una comoda visuale dall’alto che ci permette di capire per tempo dove si trovino i nostri avversari e come aggirarli. Graficamente non ci troviamo sicuramente di fronte ad un nuovo metro di paragone, col titolo che strizza l’occhio ai classici del passato e propone delle buone soluzioni visive 100% old style. Dopo qualche missione, nemici ed ambienti tenderanno un po’ troppo ad assomigliarsi tra loro denotando una piccola tendenza al riciclo (ricordiamoci comunque che stiamo parlando di un titolo indie sviluppato da una sola persona!). Le musiche dinamiche cercheranno di sottolineare i momenti di maggiore drammaticità, soprattutto quando saremo scoperti dai nemici, risultando un buon accompagnamento, giusto un filo poco vario. Il titolo non è tradotto in italiano ma tutto sommato è abbastanza fruibile anche da chi mastichi poco l’inglese. La longevità è molto soggettiva: i vari livelli di difficoltà e la possibilità di affrontare ogni missione con approcci differenti garantiscono, in teoria, tempo aggiuntivo anche una volta raggiunti i titoli di coda. Il grado di sfida tarato sicuramente verso l’alto, anche al livello facile, d’altro canto, può scoraggiare i meno propensi al gioco paziente e meticoloso.

Requisiti di Sistema
Requisiti Minimi:
  • Sistema Operativo:

    Windows XP SP3

  • Processore:

    Athlon II X2 270 or equivalent

  • RAM:

    2 GB

  • Scheda video:

    256 MB VRAM, Intel HD 5500

  • Spazio su disco:

    654 MB

Requisiti Consigliati:
  • Sistema Operativo:

    Windows 7 o superiore

  • Processore:

    Ryzen 3 1200

  • RAM:

    2 GB

  • Scheda video:

    512 MB VRAM, RX 460/GTX 1050

  • Spazio su disco:

    654 MB

Minimum:
  • OS:

    MacOS X 10.8.5

  • Processor:

    Intel Core i5 2.4 GHz

  • Memory:

    8 GB RAM

  • Graphics:

    NVIDIA GeForce GT 640M

  • Network:

    Broadband Internet connection

  • Storage:

    7 GB available space

Recommended:
  • OS:

    MacOS X 10.8.5 or Newer

  • Processor:

    Intel Core i7 2.4 GHz+

  • Memory:

    8 GB RAM

  • Graphics:

    OpenGL 4.1 - ATI Radeon HD 5670, NVIDIA GeForce GT 640M

  • Network:

    Broadband Internet connection

  • Storage:

    7 GB available space

  • Additional Notes:

    Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Phasellus condimentum pretium commodo. In hac habitasse platea dictumst. Donec ut nibh in metus accumsan tristique et non velit. Lorem ipsum dolor sit.

Recensione
  • Valutazione finale
    76Voto

    Intravenous parte da un’idea sulla carta vincente ma al lato pratico non pienamente riuscita. Il titolo cerca, infatti, di coniugare due anime profondamente differenti, come quella stealth alla quale fa da contraltare un approccio più votato all'azione e alle sparatorie. Se la prima risulta sicuramente curata e ricca di opzioni, pur nella sua brutale difficoltà, la seconda fatica a far breccia nel giocatore ed avrebbe meritato, forse, di essere interamente ripensata. Nel tentativo di essere troppe cose, il gioco rischia di risultare né carne né pesce, deludendo sia i fanatici degli shooter che gli appassionati della storica saga Kojimiana. Le soddisfazioni a seguito del completamento di una missione, però, sono certamente elevate, e potrebbero spingere a soprassedere su qualche difetto e sbavatura. Se volete comunque cimentarvi nel gioco mettete in conto una bella quantità di morti e armatevi di pazienza. Intravenous sa essere spietato come pochi.

    • Grafica
      74
    • Sonoro
      76
    • Giocabilità
      75
    • Carisma
      75
    • Longevità
      78
- Scheda
- Copertina
Copertina
Lascia un commento

4 × uno =

Login
Loading...
Sign Up

New membership are not allowed.

Loading...