Kaiju Wars Recensione – Mostri e strategia

- Kaiju Wars Recensione – Mostri e strategia
Benvenuto Sindaco e complimenti per la Sua elezione! Come può vedere, la nostra città è un piccolo gioiello, una perla incastonata in un paesaggio mozzafiato, ricco delle più incredibili bellezze naturali: laghi, vulcani, una costa sterminata ed un litorale che si perde a vista d’occhio. L’economia locale, poi, è florida e in continua crescita: laboratori di ricerca, fabbriche, basi militari, le occasioni di lavoro non mancano. Sarà per questo che i nostri concittadini pagano sempre volentieri e puntualmente le tasse, ognuno vuole contribuire alla crescita di questa meravigliosa comunità. Certo, non è tutto assolutamente perfetto, qualche piccolo problema è fisiologico in ogni realtà. Ha sentito, per esempio, quella lieve scossa di terremoto qualche minuto fa? No, no, non si tratta di un fenomeno propriamente naturale, o almeno non come lo intende Lei.


Kaiju wars


Vede quell’enorme lucertola alta 50 metri che sta puntando verso il municipio distruggendo ogni palazzo sulla sua strada? Beh credo che sia quella la causa. Non sapeva che tra i compiti del sindaco c’è anche quello di respingere gli attacchi dei mostri giganti che puntualmente arrivano in città? Forse abbiamo dimenticato di menzionarlo prima delle elezioni, comunque buon lavoro e in bocca al lupo, Sindaco! Kaiju Wars parte più o meno da queste premesse e ci mette nei panni del novello primo cittadino di una comunità il cui principale problema è l’essere obiettivo preferito di una serie di emuli di Godzilla. Gli sviluppatori hanno pensato di realizzare uno strategico a turni interamente incentrato sulle battaglie contro enormi mostri, i cosiddetti Kaiju della cinematografia giapponese. Si tratta, certamente, di un’idea abbastanza fresca e stimolante per uno strategico e discretamente lontana dalle classiche battaglie tra eserciti di varie provenienze. Basterà una buona intuizione per realizzare un gioco in grado di intrattenere a lungo e competere in un mercato già piuttosto affollato? Vediamolo subito, prima che quel gorilla gigantesco distrugga tutto!

La violenza non è sempre la soluzione.

Dunque, ricapitolando, c’è un mostro gigante e sta puntando dritto verso il municipio. La prima reazione potrebbe essere quella di scatenare contro il malcapitato bestione tutta la nostra potenza di fuoco e fargli capire chi comanda. Ma non è necessariamente la scelta più saggia e consigliata, per diversi motivi. Innanzitutto, il Kaiju è talmente forte da poter spazzare via un intero plotone con un colpo solo. Secondariamente, i mezzi militari costano e i cittadini saranno ben lieti di pagare le tasse, ma solo fintanto che i loro uffici e abitazioni resteranno in piedi. Insomma, gettarsi a testa bassa contro l’obiettivo potrebbe non essere la soluzione migliore e prendere tempo in qualche modo è forse una strada preferibile. Il gioco, infatti, ci consente di vincere non solo abbattendo i vari bestioni e costringendoli a ritirarsi, ma anche raccimolando sufficienti conoscenze scientifiche, grazie ai laboratori sparsi in giro per la mappa. Potremo, così, scegliere se prediligere la violenza pura o lo sviluppo tecnologico dei laboratori, ampliando le soluzioni per le singole missioni. L’importante è che la nostra scienziata non venga divorata dal mostro di turno, perché quello significa game over.


Kaiju wars


Ora i kaiju del gioco non sono proprio dei laureati ad Harvard e quindi ci metteranno un po’ di tempo prima di localizzare il laboratorio principale; una volta che ci avranno trovato, però, il consiglio è quello di darsi velocemente alla fuga e nascondersi da qualche altra parte, perché il simil Godzilla non avrà pietà alcuna. Viene da sé che il ritmo di gioco risulta piuttosto vario e stimolante, un continuo balletto tra attacchi per rallentare i mostri, potenziamento delle strutture, fughe roccambolesche una volta scoperti e così via. Ad aggiungere anche un minimo di imprevedibilità ci pensano diversi eventi random, sia positivi che negativi, in grado di capovolgere le sorti di una missione. Quelli a nostro favore potranno essere di volta in volta scelti tra 3 diversi, per permetterci comunque di seguire la strategia che meglio preferiamo. Quelli negativi, invece, verranno mostrati ad inizio turno e spesso renderanno le già non semplici missioni ancora più impegnative. Fatte le dovute premesse sullo schema di gioco, possiamo dire che le meccaniche vengono gradatamente introdotte dalle prime missioni della campagna ma che il livello di difficoltà si impennerà velocemente e punirà i giocatori meno attenti. Capiterà spesso di dover ripetere una missione per aver completamente sbagliato approccio, spesso costringendoci a lunghe sessioni trial and error. Il consiglio è quello di dedicare tempo alle primissime fasi, raccogliere il maggior numero di medaglie (obiettivi) e padroneggiare a fondo le varie possibilità prima di avanzare verso le missioni più dure.

Un esercito a portata di mano

Un esercito a portata di mano. I controlli sono quelli tipici di uno strategico a turni, interamente gestibili con il mouse e semplicissimi nella loro esecuzione. All’inizio si rimane quasi sorpresi di fronte alla semplicità dei comandi, cliccando sulle singole unità si aprono infatti pochissime possibilità di scelta, illudendoci che il titolo possa andare bene anche per i neofiti. Le prime missioni scorreranno via senza problemi ma ben presto il titolo mostrerà la sua natura più hardcore di quanto non si possa sospettare. Per questo, potenziare le nostre unità spendendo le medaglie conquistate nelle varie missioni è una pratica assolutamente consigliata. Detto questo, il ritmo è sicuramente lento e compassato e la struttura a turni consente di pianificare tutto con calma, cancellare qualche azione sbagliata e ponderare bene le decisioni prima di farsi spazzare via da un lucertolone troppo cresciuto. I difetti della struttura di gioco risiedono in parte in una certa cripticità di alcune fasi dove non è particolarmente chiaro come agire e in parte in un ritmo eccessivamente compassato, con missioni spesso molto lunghe e dove pochi errori possono costringerci a ripetere tutto da capo. Gli appassionati diranno che il buon strategico deve essere così: duro e senza sconti, facile da giocare ma difficile da padroneggiare.


Kaiju wars


Eppure in alcuni momenti ho avuto l’impressione che il titolo prendesse troppo poco per mano il giocatore, gettandolo quasi subito da solo in mare aperto. Il neofita attirato dalla grafica simpatica e dalla presenza dei Kaiju, quindi, è avvertito. Per il resto, la campagna fa di tutto per risultare il meno ripetitiva possibile, variando la formula quel tanto che basta per continuare ad interessare il giocatore. In alcuni momenti, però mi è sembrato di trovarmi di fronte quasi ad un puzzle game, dove le scelte realmente corrette sono limitate e la libertà concessa al giocatore più apparente del previsto. Per questo motivo, le sfide per scalare la leatherboard si sono rivelate maggiormente divertenti rispetto a quelle story driven, più libere e in generale più caciarone. Non manca neppure un completo editor per poter realizzare le mappe dei nostri sogni e condividerle con altri sventurati sindaci. Insomma, quanto ad offerta ludica ci troviamo di fronte ad un pacchetto completo, in grado di offrire qualcosa di interessante a chiunque.

ZX Spectrum rules!

La prima cosa che balza all’occhio una volta iniziato a giocare è il peculiare stile grafico scelto dagli sviluppatori. O meglio, più che la grafica quello che colpisce è la palette di colori scelta per rappresentare gli ambienti e gli enormi Kaiju. Inutile girarci intorno, la prima impressione è quella di trovarsi di fronte ad un modernissimo gioco per ZX Spectrum, facendo il titolo un uso intensivo di colori primari e di una grafica tutto sommato semplice e stilizzata. Dalle immagini a corredo potete farvi un’idea della cosa, anche se c’è da dire che in movimento il tutto restituisce un buon colpo d’occhio, grazie a zoomate improvvise, animazioni di intermezzo stile anime ed effetti grafici assortiti. A farla da padrone ovviamente saranno gli enormi mostri ed il loro potere distruttivo, spesso protagonista di scenette animate simpatiche ma alla lunga ripetitive. Stride un po’ con la grafica in game quella scelta per i menu che propongono uno stile realistico e filmati con attori in carne ed ossa. L’effetto complessivo è quello di un collage di stili forse un tantino troppo spinto. Quello che conta in un prodotto di questo genere è, comunque, la leggibilità delle situazioni di gioco, che risultano sempre chiare, con menù funzionali e veramente ridotti all’osso.


Kaiju wars


C’è da dire che in alcune missioni le animazioni di intermezzo che mostrano i poteri dei vari Kaiju risultano un filo troppo invasive e dopo qualche volta che si ripetono la voglia di skipparle, o disattivarle defininitivamente, prenderà il sopravvento. Per il resto il comparto tecnico risulta promosso e certamente consono al tipo di gioco e al livello della produzione. Le musiche sono discretamente piacevoli, accompagnano senza infastidire e non rischiano di finire disattivate, anche se nei momenti in cui è richiesta maggiore concentrazione potremmo scoprirci ad abbassare il volume. Il doppiaggio è limitato a pochi sporadici momenti tutto sommato accessori e costituisce più una piccola chicca che un reale valore aggiunto. Il gioco, purtroppo, non è localizzato in italiano e qualche spiegazione iniziale delle meccaniche rischia di rimanere oscura per chi non conosca altre lingue. La longevità è buona, garantita anche dalle modalità aggiuntive rispetto ad una campagna comunque sufficientemente lunga ed interessante, che non si farà completare in un weekend. Non manca persino la possibilità di sfidare un amico in partite pvp in locale con un giocatore a comandare il Kaiju di turno e l’altro a difendersi. Modalità simpatica ma tutto sommato accessoria.
Recensione
  • Valutazione Finale
    79Voto

    Kaiju Wars è uno strategico a turni divertente ed originale nelle meccaniche e nell'ambientazione. Le prime missioni sembrano introdurci ad un titolo alla portata di tutti ma ben presto la difficoltà si impenna e rischia di tagliare fuori parte dei giocatori. Questo perché ripetere alcuni capitoli della storia può portare via sin troppo tempo ed il ritmo lento e compassato non aiuta ad invogliare l'utente a provare più e più volte, fino a trovare la strada giusta. Ci troviamo così di fronte ad un titolo spigoloso come la schiena di Godzilla, che richiede tempo e dedizione, nonché un minimo di pazienza. Le soddisfazioni però non mancano ed il consiglio per gli appassionati, o anche solo i curiosi ben disposti, é quello di dargli comunque una possibilità.
    Lo stile grafico dei tempi che furono e quel giusto livello di follia sono la ciliegina sulla torta di un prodotto consigliato agli appassionati del genere e non. L'inevitabile ripetitività delle meccaniche e la semplicità della sua ossatura costituiscono gli unici reali difetti di una produzione che, per il resto, centra in pieno il suo obiettivo.

    • Grafica
      77
    • Sonoro
      74
    • Giocabilità
      81
    • Carisma
      83
    • Longevità
      80
- Copertina
Copertina
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