Martha is Dead Recensione – Gli orrori della guerra

- Martha is Dead Recensione – Gli orrori della guerra
Luglio 1944, Italia, Toscana, la storia di una ragazza, della sua famiglia e di tutti gli orrori che le ruotano intorno in quel preciso momento storico.
Non dirò altro sulla trama di Martha is dead perché ogni possibile spoiler, anche minimale, rischia di rovinare parzialmente un’esperienza che si fonda principalmente sulla storia, i personaggi e i misteri che li legano. Il gioco del team italiano LKA arriva finalmente su PC e console, preceduto da buone anteprime, qualche immancabile polemica ed il giusto livello di curiosità ad attenderlo.
Ci troviamo di fronte ad un horror che in alcuni punti saprà essere anche piuttosto esplicito e che, pertanto, non è assolutamente consigliato ad un pubblico impressionabile.
Alcune scene sono di sicuro impatto visivo ed emozionale ma, come ogni buon thriller che si rispetti, Marta is dead riesce a tenere il giocatore sul filo della tensione anche e sopratutto grazie a quello che viene semplicemente suggerito allo spettatore.


Ci saranno dei momenti che sicuramente resteranno impressi nella mente di molti giocatori e il viaggio della nostra protagonista non potrà lasciarci indifferenti.
Ma quello che il titolo vuole raccontarvi, e come lo farà, dovrete scoprirlo da soli.
Chiudendo il discorso sulla narrativa, posso solo dirvi che la storia si rivelerà più complessa di quanto inizialmente ipotizzabile e che non tutte le risposte ci verranno spiattellate davanti ai nostri occhi. Per avere il quadro più completo possibile della situazione dovremo, infatti, sfoderare tutte le nostre capacità investigative e continuare ad osservare tutto quello che ci ci circonda.

Una passeggiata nel bosco

Passando ad analizzare il gameplay, c’è da dire che Martha is dead non si limita ad essere un semplice walking simulator, coinvolgendoci in tutta una serie di attività.
Certo, gran parte del tempo lo passeremo a vagare nei boschi circostanti la nostra abitazione, a cliccare ogni singolo oggetto disponibile per cercare indizi o anche solo per apprezzare la cura riposta nei dettagli degli ambienti di gioco. Il sistema di controllo è molto semplice, con pochi tasti deputati alla corsa, l’inventario, la mappa e l’interazione con gli oggetti.
Non ci sarà richiesta particolare abilità con il pad, dato il gioco non prevede fasi action di alcun genere, fatti salvi un paio di quick time event comunque di poco impatto.

Martha is Dead

Gli enigmi proposti si incentrato, fondamentalmente, sulla ricerca di determinati oggetti e sull’uso della nostra macchina fotografica, elemento sul quale è stata riposta notevole attenzione e cura.
Potremo utilizzare lenti e filtri differenti, così come più tipi di pellicole, nonché regolare liberamente il nostro obiettivo, per ottenere lo scatto perfetto in ogni condizione metereologica e di luce.
Oltre alle foto necessarie per proseguire lungo la storia, troveremo anche molti soggetti opzionali e qualche sorpresa inattesa. Una volta scattata la fotografia, si passerà alla fase dello sviluppo nella nostra camera oscura, con un semplice minigioco utile a spezzare la monotonia. Oltre alla macchina fotografica potremo utilizzare anche altri strumenti che non vi svelo per non rovinarvi la sorpresa. Uno, in particolare, sarà protagonista di una lunga, e gratificante, quest opzionale che ci permetterà di calarci ancora più in profondità nello scenario bellico che ci circonda.
Insomma, pur non trovandoci di fronte ad una vera e propria avventura grafica (vista la semplicità di tutti gli enigmi “principali”) non saremo neppure troppo guidati verso il finale e ci sarà in più occasioni consentito perderci ed esplorare liberamente.
Proprio nel corso di queste esplorazioni, chissà, potremmo anche trovare qualche prezioso indizio che la sola trama principale ci farebbe perdere.
Oltre a questa ossatura generale del gioco troveremo altre piccole divagazioni che vi lascio il piacere (e il terrore) di scoprire da soli.

La dama bianca uccide sette volte

Si ok, ma Martha is dead fa paura?
Se volete arrivare al gioco completamente all’oscuro di tutto saltate a pié pari questo paragrafo e volate a quello successivo.
Per quanto mi riguarda, non posso esimermi da lasciarvi qualche considerazione sul lato più squisitamente spaventoso del titolo.
Siete andati via? È rimasto qualcuno? Bene, cominciamo col dire che Martha is dead mescola al suo interno diversi generi della produzione horror.
Non mancano scene truculente ad alto tasso ematico, momenti da sguardo rivolto sul pavimento e mani davanti agli occhi (rigorosamente a dita divaricate per vedere qualcosina).
La storia butta, però, sul piatto anche una bella dose di paranormale, allucinazioni, viaggi onirici e trip assortiti per la serie “fa paura da quanto è strano”.
E infine, per concludere, gli immancabili orrori del quotidiano, perché nulla fa più paura della cruda realtà.

Martha is Dead

Bene, a una prima analisi tutto questo fritto misto horror lascia quasi interdetti, come se gli autori non avessero voluto prendere una decisione su quale linea portare avanti.
Siamo quasi di fronte al Fulci che incontra Avati che incontra Argento (per rimanere nella produzione italiana), suona strano, no?
In realtà avanzando verso il finale (e magari dedicandogli una seconda run) si apprezza sempre di più questo magma spaventoso che probabilmente era l’unica soluzione percorribile per
raccontare il tipo di storia che gli autori avevano in mente. E anche qualche momento inizialmente bollato come “meh” assume il suo significato.
Nessun personaggio è solo vittima o solo carnefice, nessuna storia ha una sola chiave di lettura, nessuna domanda ha un’unica risposta.
Il finale lascerà scontento chi desidera la spiegazione ad ogni dettaglio ma ancora una volta quello che conta non è la destinazione ma il viaggio.
Chi si farà prendere dal racconto tornerà a rimuginare su qualche passaggio anche a console spenta e gioco finito.
E quando un horror ti resta in testa anche dopo i titoli di coda, beh il suo sporco lavoro l’ha sicuramente fatto.

La forza delle immagini

Torniamo a parlare del gioco come se il paragrafo prima non esistesse.
Il comparto tecnico appare inizialmente di ottimo livello con ambienti molto dettagliati e texture ad alta definizione, lasciandoci a tratti l’impressione di trovarci di fronte ad un titolo tripla A.
Traspare sin dalle prime battute una evidente cura nel dettaglio, rendendo assai piacevole perdersi nei vari ambienti alla ricerca di qualche particolare da fotografare.
Non tutto però funziona alla perfezione ed ogni tanto la magia rischia di rompersi. In realtà, infatti, i principali difetti del gioco sono quasi tutti da imputare ad un motore grafico che ogni tanto perde qualche colpo e che, forse, avrebbe necessitato di una ripulitura generale. Se a bocce ferme l’impatto è quasi sempre positivo, in movimento può capitare di incappare in qualche inciampo improvviso, una texture caricata in ritardo, una compenetrazione, l’incastro del personaggio nel fondale, un glitch grafico inaspettato e così via.


Il problema principale è da rinvenirsi nel sistema di illuminazione che non sempre risponde a dovere e che in certi casi sporca l’immagine senza una reale ragione.
Si tratta di difetti che non inficiano particolarmente l’esperienza ma che smorzano in parte l’entusiasmo e dei quali è giusto dare conto.
Fatti salvi questi momenti, il colpo d’occhio generale rimane sempre tra il buono e l’ottimo, soprattutto per quanto riguarda gli ambienti interni, spesso ricchi di piccoli dettagli e particolari che denotano un meticoloso studio alla base del progetto. Il gioco è interamente doppiato in italiano con alcune buone voci e, anche qui, qualche piccola caduta di stile.
Assolutamente inattaccabili, invece, le musiche, perfette per calare il giocatore nell’atmosfera, paurose ma allo stesso tempo melodiche, con qualche momento in grado di strappare l’applauso convinto. Il gioco vi terrà impegnati a lungo se vorrete esplorare attentamente tutto l’ambiente e dedicarvi, magari, a qualche attività opzionale.
Chi preferirà, invece, correre sparato verso i titoli di coda potrà giungere alla conclusione in 5/6 ore, perdendo però, molto di quello che il titolo ha da offrire.
Martha is dead risulterà, così, un’esperienza completamente diversa a seconda di quanto tempo si vorrà investire nell’esplorazione e nella ricerca.
E diverse saranno, di conseguenza, anche le risposte ai misteri che stiamo cercando di risolvere.
Prima di arrivare alle conclusioni concedetemi, ancora una volta, una piccola divagazione…

Abbasso la censura

Martha is dead è destinato ad essere un titolo divisivo e controverso, che inevitabilmente scatenerà le immancabili (e stucchevoli) polemiche per i suoi contenuti.
Ho testato il gioco su Xbox Series X e, dunque, ho potuto saggiare una versione passata indenne alla scure della censura.
Ci sono alcune scene di sicuro impatto che richiedono all’utente un po’ di stomaco forte e nelle quali, con una scelta assolutamente azzeccata, si è deciso di inserire specifici movimenti contestuali da effettuare col pad, per evitare che lo spettatore possa distogliere lo sguardo.

Martha is Dead

Il gioco è fatto anche, necessariamente, di questi passaggi e rimuoverli non è in alcun modo una scelta condivisibile, in primis perché poco rispettosa per gli autori e, in secondo luogo, perché altrettanto offensiva per l’utente che deve essere libero di poter accedere anche a contenuti forti, se lo vuole.
Queste considerazioni vengono fatte indipendentemente da una specifica analisi delle scene in questione (fondamentalmente 3) e dal fatto se si sia o meno visto di peggio in altri giochi/film.
Se il videogioco vuole ambire ad una sua dignità, che altri medium già hanno conquistato, deve necessariamente liberarsi da questa logica di protezione (non richiesta) dell’utente da contenuti scomodi. Finito il mio bel pistolotto da vecchio lamentoso, devo aggiungere che Martha is dead è molto di più rispetto a quelle scene e che sa colpire forte il giocatore anche quando suggerisce piuttosto che mostrare. Il mio personale augurio al gioco ed al team è che questo prodotto non venga ricordato come il titolo con le mutilazioni censurate, ma trovi un pubblico e una critica capaci di andare oltre la forza delle immagini per apprezzare la storia che Lka ha voluto raccontare.
Recensione
  • Valutazione Finale
    86Voto

    Martha is dead è un titolo horror narrativo che centra gli obiettivi che si è preposto.
    Un gioco che potrà spaventare alcuni, inorridire altri, far riflettere altri ancora e che, come giusto che sia, avrà anche la sua bella schiera di detrattori. A fronte di qualche inciampo tecnico e di una produzione tutto sommato piccola nei mezzi, emerge prepotentemente la voglia di raccontare una storia. Anche se sarà orribile, anche se sarà divisiva. Siamo di fronte ad un prodotto profondamente autoriale, che accetta il rischio anche di scelte sbagliate, e che porta sino in fondo la sua idea. Nel farlo ricorre ad una struttura ludica semplice e rodata ma anche funzionale e curata, che potrà dare soddisfazioni a chi vorrà scalfirne la superficie. Consigliato.

    • Grafica
      82
    • Sonoro
      88
    • Giocabilità
      86
    • Carisma
      90
    • Longevità
      84
- Copertina
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