RABBIDS PARTY OF LEGENDS RECENSIONE – Hanno fatto un party game sui Rabbids

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Hanno fatto un party game sui Rabbids.

– respiro profondo –
– giù uno shottone di whisky –

Poteva andare peggio. Rabbids Party of Legends per voi.

Conigli leggendari

Sviluppato da Ubisoft Chengdu Studios, Rabbids Party of Legends cita la notissima leggenda del Re Scimmia per avviare la trama che fa da sfondo al gioco. Prima di assaggiare la magia, comunque, Rabbids Party of Legends si apre con tutta la meraviglia dell’obbligo di registrare un account UbiSoft. Sorvolando sulle necessità  burocratiche, verremo stupiti dal filmato iniziale in cui i Rabbids leggono la leggenda di cui sopra da un tablet mentre sono appollaiati su di una lavatrice. Essendo intrinsecamente cretini, come il loro nome originale francese ci ricorda, finiscono per avviare l’infido macchinario di lavaggio che, a causa di…qualcosa, li scaraventa nel mondo della leggenda cinese. Per tornare alla realtà  i nostri eroi dovranno riaffrontare il noto “viaggio a ovest” del Re Scimmia e dei suoi compagni al fine di farsi restituire la lavatrice perduta e tornare nel loro mondo. State ancora leggendo? TEMERARI.

Orecchie lunghe sul pianeta terra

Inutile a dirsi che non si vive di trama in un party game e, come avete potuto intendere, Rabbids Party of Legends non fa certo eccezione. A inizio gioco, da affrontare rigorosamente a Joy-con staccati per gli utenti Switch, dovremo scegliere un avatar coniglioso in abiti cinesi per poi lanciarci nella sequela di minigames – ben 50! – presentatici come le varie avventure del Re Scimmia lungo il già citato viaggio. Sorvolando sui futili quanto pregevoli tentativi degli sviluppatori di dare un senso a qualcosa che spiccatamente non sa cosa farsene, vediamo che Rabbids Party of Legends ci pone davanti una serie sfide al contempo varie seppur familiari. I minigame sono di tipologia abbastanza “consueta”, nello stile “raccogli le cose che cadono”, “non precipitare”, “non far volare il joycon dal balcone” etc.; il livello di divertimento sarà  spesso direttamente proporzionale al numero di persone fisiche coinvolte e al loro tasso alcolemico.
A prescindere da quanto siate prevenuti nei confronti dell’autoriproducibile mascotte del colosso francese, bisogna sottolineare che il gioco, nella sua per niente lucida follia, funziona: funziona perché è semplice, funziona perché i giochi – nelle loro poche differenze – sono comunque tanti, e soprattutto funziona perché – nel puro spirito dei protagonisti – è una dinamo di casino fuori controllo e quasi priva di tempi morti, una combo ideale per un party game per sua indole senza pretese.

Conigli alla meta

Rabbids Party of Legends presenta, nonostante tutto, un comparto tecnico più che discreto. La grafica è pulita e sufficientemente dettagliata, colorata e allegra ma senza cafonate (sempre per gli standard dei Rabbids, naturalmente). L’azione rimane sempre fluida anche nei momenti più incasinati. Il sonoro è nel complesso piacevole, nonostante i rumori fatti dai conigli maledetti. Il sistema di controllo si rivela funzionale ed efficiente, con l’esperienza che nel complesso giova molto dell’esperienza “move” garantita dall’hardware Switch.

 

Recensione
  • Valutazione Finale

    Rabbids Party of Legends entra a pieno diritto nella categoria di giochi con l'evidente label "perché esiste?". Pur tuttavia, il gioco riesce a trasmettere la necessaria leggerezza per essere sufficientemente divertente e giocabile senza intoppi di genere. Consigliato per famiglie numerose, amanti della spasso arzillo e alcoolizzati.

    • Grafica
      70
    • Sonoro
      70
    • Giocabilità
      70
    • Carisma
      68
    • Longevità
      75
- Copertina
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