Saints Row – Recensione – I santi non sono tutti in paradiso

- Saints Row – Recensione – I santi non sono tutti in paradiso

La parabola della serie di Saints Row è stata molto poco uniforme, nell’ormai lontano 2006 il primo episodio della serie ci portava nella città fittizia di Stilwater. L’evoluzione è passata dalle gangland ai superpoteri, con un crescendo di situazione assurde e senza senso. L’episodio di Saints Row di cui andremo a parlare è un ritorno alle origini orchestrato dalla Volition e pubblicato dalla Deep Silver. Una mossa sicuramente poco fedele all’escalation che avevamo visto sino ad ora, ma che potrebbe essere una gradita sorpresa per chi aveva considerato esagerati i capitoli precedenti.

Come potete ben immaginare Saints Row non brilla per la storia e tutte le sue implicazioni ma vive di situazioni, spesso assurde, che riescono a mantenere un minimo di attenzione nei confronti della trama. Il gioco ci introduce un gruppo di amici(Neenah, Eli e Kevin) di cui fa parte il protagonista. Nella sabbiosa città di Santo Ileso si combattono diverse gang con, peculiarità diverse, con cui avremo a che fare soprattutto attraverso al mirino della nostra arma. La necessità di soldi per pagarsi l’affitto ci spingerà verso a un lavoro molto pericoloso per la Marshall, gruppo di mercenari privato che si occupa di risolvere situazioni poco chiare e dove sarà necessario sporcarsi le mani. La nostra rete di conoscenze ci aprirà un sacco di possibilità nel sottobosco della criminalità.

Meno esagerato ma comunque sopra le righe

Eggià, Saints Row rimane sempre la prole di un gioco caciarone che non penso riuscirà mai a staccarsi troppo dalla formula originale (per fortuna, se no sarebbe un altro GTA). Le sparatorie sono totalmente arcade, il nostro personaggio diventa difficile da colpire anche solo se rotoliamo in giro. I nemici sono in grado di sopravvivere a multipli colpi come se niente fosse ma possono essere, quasi tutti, uccisi con un attacco speciale corpo a corpo che oltretutto ci fa recuperare salute. Questo ultimo aspetto è ottimo perché nel mezzo di orde di nemici duri da uccidere ci permette di combattere in modo un po’ più dinamico del classico spara e nasconditi. Le abilità che andiamo a sbloccare con il passare del tempo sono esattamente come ve le aspettate. Vi dico solo che la prima che sbloccate prevede di mettere una granata addosso a un nemico e poi lanciarlo come se fosse un sacco di caffè.

Piede Pesante

Il feeling con la guida è un po’ particolare, e mi ci è voluto più tempo del solito per riuscire ad adattarmi alla sensibilità dei comandi. La fisica degli oggetti la definirei completamente fuori fase e lo noterete ben presto anche senza sedervi dietro al volante. L’impatto con un qualsiasi superficie è quasi sempre imprevedibile, soprattutto quando le auto esplodono. Mi è capitato di vedere un cofano volante uccidere due membri di una gang anche senza colpirli molto violentemente, seguito poi da un povero cristo uscire illeso da sotto alle ruote di un camion. Le auto non rispettano le leggi della fisica soprattutto quando siamo in derapata. Per qualche strano motivo buttare le macchina di traverso ci farà prendere velocità repentinamente, fino a non riuscire più a controllare il mezzo.

Pesante ma divertente

Nonostante i difetti, la distruzione regna sovrana e tende a generare un caos totale che aumenta il divertimento. Saints Row mi ha provocato le stesse sensazioni che ebbi con Ghost Recon: Wildlands, ovvero che il gioco tende a essere molto divertente se non viene giocato come andrebbe giocato. Scusate il brutto gioco di parole ma ci siamo capiti, le fasi in cui si scappa inseguiti da 50 auto sono molto meglio che le missioni principali (a parte alcuni rari casi). La coop aggiunge ancora un ulteriore strato di divertimento e saranno risate assicurate, soprattutto quando le cose vanno un po’ storte e non si contano più le esplosioni.

Non dimentichiamoci dei bug

Altro open world, altro giro. Saints Row ha una caterva di bug e problemi tecnici che, secondo altri pareri, rivaleggiano con il disastro tecnico che fu Cyberpunk al lancio. Non posso esserne sicuro al 100% solo perché il titolo della CD Project Red non l’ho ancora giocato. La versione PC (via Epic Game Store) sembra essere leggermente più stabile di quella console ma il resto dei problemi sembrano essere un qualcosa che proviene dal motore grafico in se. Aspettatevi gente che fa moonwalk per strada, auto che investono pedoni creando il panico tra le altre auto provocando ancora più pedoni morti, avversari che scompaiono, attacchi melee dove il protagonista afferra il nulla e via dicendo. Il più bello di tutti che mi è capitato di sperimentare capita quando cerchiamo di salire in una macchina saltando al posto di guida tuffandoci a piedi giunti attraverso a uno dei vetri. Capita che il gioco capisca male in quale macchina vogliamo entrare, facendoci fale dei salti senza senso verso a un altro veicolo. La lista continua e potrebbe essere un paragrafo lunghissimo, si spera che le prossime patch aggiustino un po’ la situazione.

Gunplay con la prima corta

Da un gioco composto al 70% da sparatorie mi aspettavo qualcosa di meglio a livello di gunplay. Le armi sono abbastanza varie e non ci si può lamentare ma si rimarrà spesso un po’ delusi dalla ripetitività degli scontri. L’IA arriva a mandrie e non fa nulla per evitare di essere colpita, capita anche che diversi avversari finiscano sotto alle ruote di macchine che passano in strada. Tutte le armi da fuoco hanno un sonoro rivedibile e trasmettono il feeling di arma giocattolo non molto appagante. Le armi possono anche essere parzialmente personalizzate nell’aspetto passando da uno degli armaioli sparsi in giro per la città.

Startup del crimine

Dopo le prima fasi di gioco il nostro personaggio entrerà in possesso di una discreta somma che conviene investire in diverse attività commerciali che ci aiuteranno a rendere il mucchio di soldi a nostra disposizione sempre più corposo. Ovviamente il nostro flusso di entrate principale sarà sempre attraverso le missioni della trama e non ma ignorare completamente gli investimenti vi farà perdere una parte corposa del gioco. Le nostre attività saranno solamente la faccia pulita che nasconde i nostri loschi traffici che dovremo far fiorire portando a termine alcune missioni.

 

 

 

 

 

Recensione
  • Valutazione Finale
    72Voto

    Saints Row torna alle origini ma non riesce a lasciare il segno. I momenti fuori di testa e sopra le righe sono ancora presenti ma l'intera formula del gioco è ormai troppo datata per essere coinvolgente a dovere. L'aspetto che lo salva è la sua innata capacità di generare un caos continuo che in compagnia vi farà divertire sicuramente. Intendiamoci, il gioco non è assolutamente insufficiente ma si fa veramente fatica a trovare degli elementi che lo rendano così attraente da giustificarne il prezzo di lancio. E' un buon open world, nulla più.

    • Grafica
      82
    • Sonoro
      80
    • Giocabilità
      60
    • Carisma
      60
    • Longevità
      75
- Copertina
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