The Ascent: Recensione – Schiavi del futuro

- The Ascent: Recensione – Schiavi del futuro

The Ascent è uno stick shooter isometrico con elementi RPG sviluppato dalla Neon Giant e publicato dalla Curve Digital. Il punto forte del gioco è la meravigliosa rappresentazione di un futuro distopico, nello specifico il mondo di Veles. Il nostro protagonista è un “indent” ovvero una sorta di schiavo del futuro al servizio delle mega corporazioni. La nostra vita vale zero e non sembra esserci modo di salire le gerarchie per vivere una vita migliore.

I nostri giorni al servizio della corporazione Ascent Group sono appena iniziati e si parte subito dalla zona peggiore dell’intera Veles, ovvero i tunnel di servizio e manutenzione. Mal equipaggiati e in un posto a noi sconosciuto, da qui parte la nostra scalata verso i piani alti di questo enorme conglomerato urbano.

Grafica

Questa volta parto dalla grafica perché il lavoro fatto per rendere Veles il più immersivo possibile ha pagato con gli interessi. Gli ambienti che andremo ad attraversare sono realizzati magistralmente e sono un vero piacere per la vista. Stiamo parlando dei migliori ambienti cyberpunk mai visti su un videogioco, realizzati da un team di 12 persone(!). La qualità dei dettagli è impressionante, gli ambienti delle zone più malfamate sono malandati e con mucchi di spazzatura in giro che fanno da contrasto con gli ambienti dei piani alti, puliti e tirati a lucido. Le persone che incontreremo sono tendenzialmente vestite in modo differente, abiti stilosi nelle zone ricche e molto “sportivi” in quelle povere.

Alcune aree sembrano dei mercati improvvisati, pieni di traffico e di luci colorate. Gli abitanti appartengo a razze diverse e le forme di vita artificiale sono molto diffuse, in particolare nei piani di manutenzione dove i robot lavorano per mantenere operative le strutture. Il motore grafico (Unreal) è stato anche ben sfruttato per realizzare alcune piccole cutscene che ci introducono alcune situazioni della storia, come le boss fight o gli incontri importanti. La fisica è anche decente, con i corpi dei nemici che possono volare in giro anche solo se ci corriamo contro. Gli unici problemi riscontrati dal lato grafico sono alcuni effetti che non quadrano con la superficie su cui ci stiamo muovendo. Usare il javelin dash (una sorta di schiavata) provoca lo spostamento di detriti dal pavimento, se lo facciamo su una superficie trasparente l’effetto rimarrà identico anche se non ci sono detriti da far volare in giro.

Sonoro

Gli effetti sonori di The Ascent sono di buon livello, in particolare quelli relativi alle armi e alle esplosioni. Il doppiaggio è parziale e si limita ai personaggi principali che incontreremo nella storia. La spesa per completare il doppiaggio totale è  spesso fuori budget per uno studio indie. La scelta è stata giusta, i personaggi principali hanno ricevuto delle voci di livello che li rendono quantomeno riconoscibili sebbene non memorabili. La colonna sonora (realizzata da Pawel Blaszczak) è tutto un altro discorso, ce la possiamo godere in game oppure la possiamo acquistare a parte per circa cinque euro. Con un po’ di attenzione potrete notare come la gran parte delle tracce audio condivide il titolo con una delle zone esplorabili del gioco. Il pregio della soundtrack è la l’integrazione quasi totale con il mondo trattato dal gioco.

Gameplay

The Ascent è uno stick shooter classico che aggiunge degli elementi RPG al calderone per evitare di essere troppo piatto. Nonostante le apparenze facciano pensare il contrario, il punto forte del gioco è la storia. Non è un roguelike o simile, non ci sono ambienti generati proceduralmente o quest infinite. Bisogna completare un ramo di missioni principale inframezzandolo (volendo) con delle missioni secondarie poco fantasiose ma qualche volta utili a farci scoprire qualche aspetto di gameplay o qualche zona non ancora esplorata.

La visuale è sempre isometrica anche se in alcune zone delle città può cambiare repentinamente angolo per ragioni di visibilità. Il gioco rimane divertente da giocare dall’inizio alla fine ma il gameplay rimarrà sempre quello dalle prime fasi. Cambieranno le armi, le abilità e incontreremo dei boss sul percorso ma la formula base dello stick shooter ci accompagnerà sempre. Il nostro personaggio può porta e con se due armi, un equipaggiamento tattico, due potenziamenti cibernetici, due abilità attivate e un cyberdeck. Inoltre possiamo gestire la corazza che indossa tramite gli slot per casco, giacca e pantaloni. I punti che possiamo assegnare salendo di livello si andranno ad unire a quelli del nostro equipaggiamento per completare la nostra scheda statistiche.

Equipaggiamento

I ferri del mestiere possiamo acquistarli dai negozi in città o possiamo recuperarli dai cadaveri dei nostri nemici. Le armi disponibili sono abbastanza varie, si passa dalle pistole a delle armi pesanti che sembrano più adatte a un mecha piuttosto che a una persona. Tutto l’equipaggiamento raccolto può essere venduto ai negozi di armi per ottenere ucred con cui migliorare i mezzi a nostra disposizione o utilizzare i taxi per lo spostamento rapido. Le armi possono essere potenziate quando si trovano dei particolari oggetti (di colore viola) che possono essere consegnati ad un armaiolo per ottenere statistiche migliorate sull’arma desiderata.

I potenziamenti si possono effettuare massimo dieci volte sullo stesso oggetto con il prezzo che salirà progressivamente. Le modifiche cibernetiche sono in discorso a parte in quanto sono più rari da trovare e ci vorrà un po’ di tempo per capire quale usare nelle diverse situazione che affronteremo. The Ascent ci permette di cambiare il nostro equipaggiamento al volo, anche durante una fight. Ogni tipo di nemico è più sensibile a certi tipi di danno, un umano non perderà molta vita venendo colpito dalle armi a energia ma sarà estremamente sensibile alle pallotte convenzionali. Lo stesso discorso vale per i potenziamenti abilità e tattici, una granata EMP causerà danni minimi sui soldati ma potrebbe essere devastante su avversari robotici.

Endgame

The Ascent rimane un gioco basata pesantemente sulla modalità single player, giocabile in coop fino a quattro giocatori, e purtroppo non presenta un endgame vero e proprio. Fatta la storia principale e completate le missioni secondarie non rimarrà altro che cercare eventuali posti nascosti o segreti in giro per la mappa. La longevità è di circa 25-30 ore totali, più che buona ma non esattamente il massimo considerate le potenzialità del gioco. Il continuare a giocare successivamente non ha molto senso e iniziare un nuova partita è una cosa che può essere fatta massimo una volta. La coop potrebbe aiutare ad aggiungere qualche ora di gioco in compagnia di amici e un po’ più di caos a un gameplay già divertente.

Intelligenza artificiale

L’IA è il punto debole del gioco che viene un po’ mascherato dal fatto che il caos che ci circonda ci tiene molto occupati. Gli avversari sono tendenzialmente prevedibili e compiono scelte avventate quando si muovono. Ogni nemico che attacca in corpo a corpo ci correrà contro cercando di colpirci, inseguendoci fino a quando ne avrà la possibilità. Il personale armato cercherà una copertura da cui fare fuoco esponendosi il meno possibile. Inspiegabilmente spesso finirà per cercare riparo di fianco a noi o rimarrà scoperto proprio quando stiamo sparando. Queste carenze non si notano troppo perché il gioco è divertente e la nostra attenzione tende spostarsi sulle nostre azioni rispetto al bersaglio.

Spostamenti rapidi

Il sistema di spostamento rapido è stato realizzato tramite taxi. La pressione di un bottone, quando non ci troviamo in combattimento, chiama un taxi che ci porterà nella zona desiderata. Il secondo sistema prevede di prendere la metro per spostarsi a una delle stazioni disponibili. Nonostante ciò, ci toccherà attraversare ampi spazi a piedi e non sempre troveremo un numero di nemici sufficiente a giustificare la perdita di tempo.

 

 

Requisiti di Sistema
Minimi:
  • Processore:

    I5-3470 | AMD FX-8350

  • RAM:

    8GB

  • Scheda Grafica:

    GTX 660 | Radeon R9 390

  • Spazio su disco:

    35 GB

Requisiti Consigliati:
  • Processore:

    I7-6700K | AMD Ryzen 5 2600

  • RAM:

    16 GB

  • Scheda Grafica:

    GTX 1070 | RX 5700

  • Spazio su disco:

    35 GB

Recensione
  • Valutazione Finale
    86Voto

    The Ascent è un ottimo stick shooter che può essere giocato sia con controller che con la tastiera. La grafica è uno spettacolo così come tutto quello che riguarda gli ambienti che ci circondano, forse Veles è il miglior mondo cyberpunk mai creato per quanto riguarda i videogiochi. La trama non è esattamente il massimo ma The Ascent rimane divertente da giocare dall'inizio alla fine con eventuale voglia di partecipare ad un seconda partita in compagnia di amici.

    • Grafica
      99
    • Sonoro
      92
    • Giocabilità
      80
    • Carisma
      82
    • Longevità
      75
- Scheda
- Copertina
Copertina
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