The Wandering Village Recensione – Sulle spalle del gigante

- The Wandering Village Recensione – Sulle spalle del gigante

Quella di creature di dimensioni talmente colossali da riuscire ad ospitare un ecosistema sul proprio corpo è un’idea che è già stata sfruttata molte volte in narrativa e che origina da antiche leggende come quella della zaratan, la balena-isola. È prendendo ispirazione da questi miti e mescolandoli a elementi dall’opera di Hayao Miyazaki, Nausicaä della Valle del vento, che i ragazzi di Stray Fawn Studio hanno dato vita ad un gestionale fra i più ispirati degli ultimi anni: The Wandering Village, approdato da poco in early access su Steam. Andiamo ad analizzarlo nel dettaglio!

Un villaggio “nomade”

The Wandering Village si presenta come un city builder, un sottogenere dei gestionali in cui lo scopo principale del giocatore è costruire e amministrare una città, provvedendo alle necessità dei suoi cittadini. La città in questo caso è però situata sul dorso di una mastodontica creatura di nome Onbu, una specie di incrocio fra un drago ed un diplodoco, che si nutre di funghi e vegetali. Gli umani che vivono su Onbu sono stati costretti a chiedere “ospitalità” al gigante, a causa dell’improvvisa comparsa di delle piante velenose che con le loro mefitiche esalazioni stanno rendendo l’ambiente altamente tossico per qualunque forma di vita. Inizialmente bisogna provvedere alle necessita di base della propria tribú e quindi costruire delle case e le prime strutture adibite alla raccolta di cibo, ma ben presto ci si rende conto che ci sono molte altre cose da tenere sott’occhio per garantire la sopravvivenza del proprio insediamento. E quando parlo di sopravvivenza intendo proprio sopravvivenza: gli abitanti del villaggio possono soccombere alla fame, al veleno, o anche finire vittima di altri eventi come tempeste o tornadi.


The Wandering Village


E proprio per questo la cosa principale da tener d’occhio è l’ambiente circostante. Onbu infatti è una creatura vivente e non sta di certo fermo: avanza in una mappa generata proceduralmente e composta da diversi biomi, ognuno con diverse caratteristiche. Ci sono zone aride, paludose, temperate, soggette a tempeste, e alcune, le più pericolose, infestate dalle piante velenose. Bisogna allora prepararsi ad ogni evenienza, consultando frequentemente la mappa per vedere a cosa si sta andando incontro e prepararsi di conseguenza. Coltivare ad esempio potrebbe essere molto complicato in una zona arida: se non si ha sviluppato la coltura del cactus! C’è infatti una tab della Ricerca che permette di sviluppare nuovi edifici e tecnologie per ogni evenienza, ma visto che non è possibile ricercare tutto contemporaneamente bisogna valutare di volta in volta quali cose sia meglio ricercare per prime. A differenza di altri city builder in The Wandering Village non si può mai stare tranquilli, soprattutto all’inizio, quando il livello di popolazione è molto basso e si hanno ancora pochi tipi di edifici a disposizione. Bisogna mantenere l’attenzione sempre alta e dedicarsi anche ad una buona dose di micromanaging. Un edificio ad esempio potrebbe essere essenziale in un bioma, ma meno utile in un altro e dunque meglio ottimizzare e assegnargli qualche lavoratore di meno che potrebbe essere più utile altrove. Magari chessò, potrebbe andare a preparare delle medicine per Onbu.

Come farsi amico un drago/dinosauro gigante

Come detto prima Onbu è una creatura vivente. Ciò significa che oltre a muoversi deve dormire, nutrirsi ed è pure soggetto alle malattie e al veleno, proprio come gli abitanti del villaggio: quindi bisogna prendersi cura di lui. Tramite una tab di Ricerca apposita è possibile sviluppare tutta una serie di edifici e tecnologie in grado di permettere al giocatore di prendersi cura di Onbu e interagire con lui per impartirgli dei comandi. È possibile ordinargli di correre per superare in fretta una zona particolarmente pericolosa, di dormire, o che direzione prendere ad un bivio sulla mappa, ma non è detto che la creatura decida di obbedire.


The Wandering Village


Onbu infatti ha una sua volontà e sarà più o meno disposto ad obbedirci in base al suo livello di fiducia nei confronti degli abitanti del villaggio. Ad esempio abbattere una delle sue “creste”, puó dare accesso ad un buon numero di pietre utili a costruire, ma l’operazione gli causerà del dolore, che lo renderà più incline ad irritarsi, fino a tentare di “disarcionare” il villaggio, provocando il crollo di alcuni edifici. Lasciare che il suo livello di avvelenamento salga senza controllo potrebbe causarne la morte con conseguente game over, lo stesso accade se non si riesce a fornirgli una fonte di cibo regolare. Ma fare tutte queste cose richiede risorse e in un momento di crisi potrebbe essere necessario scegliere: Cosa fare? Impiegare tempo e risorse per migliorare il villaggio o impiegare quelle stesse risorse per prendersi cura di Onbu? Anche in questo caso una scelta sbagliata potrebbe comportare il game over, soprattutto alla difficoltà più alta, dove un errore di valutazione può avere conseguense catastrofiche sulle partita.

È un gioco dello Studio Ghibli?

Graficamemte il gioco offre una riuscita commistione di 3D e 2D. Nella visuale che permette di osservare Onbu che si sposta e i cambiamenti climatici più grandi è tutto realizzato in 3D, mentre la visuale sul villaggio è tutta in 2D con deliziosi disegni realizzati a mano. Il design di edifici e abitanti, è palesemente ispirato al già citato Nausicaä: basta guardare le larghe vesti degli abitanti complete di maschere antigas, che restituiscono lo stesso aspetto medieval-steampunk del film. Le animazioni poi appaiono sono semplici, ma molto carine ed efficaci e si possono apprezzare nel dettaglio grazie al fatto di poter praticamente “scendere” con la telecamera in mezzo agli abitanti: quando lo si fà, sembra quasi di stare a guardare un cartone animato. Considerazioni finali The Wandering Village è un city builder fra i più particolari, dove bisogna tenere l’allerta sempre alta, tanto che per certi versi assomiglia quasi ad un survival.


The Wandering Village


Il suo aspetto più peculiare sta nel doversi occupare parallelamente di due elementi diversi, il villaggio e Onbu, ma strettamente interconnessi: sfruttare una risorsa senza pensare, significa sfruttare Onbu, e ogni sgarbo alla creatura non rimane impunito. È un messaggio ambientalista che ancora una volta richiama al capolavoro dell’animazione di Miyazaki da cui si ispira. Che dire? Un titolo riuscito già in questa sia versione preliminare già, talmente tanto che già mi sbilancio a dargli un voto. Se volete provare un city builder diverso dal solito e non vi spaventa il micromanaging e un alto livello di sfida, dategli una chance. Non ve ne pentirete.

Recensione
  • Considerazioni Finali
    85Voto

    The Wandering Village è un city builder fra i più particolari, dove bisogna tenere l'allerta sempre alta, tanto che per certi versi assomiglia quasi ad un survival. Il suo aspetto più peculiare sta nel doversi occupare parallelamente di due elementi diversi, il villaggio e Onbu, ma strettamente interconnessi: sfruttare una risorsa senza pensare, significa sfruttare Onbu, e ogni sgarbo alla creatura non rimane impunito. È un messaggio ambientalista che ancora una volta richiama al capolavoro dell'animazione di Miyazaki da cui si ispira. Che dire? Un titolo riuscito già in questa sia versione preliminare già, talmente tanto che già mi sbilancio a dargli un voto. Se volete provare un city builder diverso dal solito e non vi spaventa il micromanaging e un alto livello di sfida, dategli una chance. Non ve ne pentirete.

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