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Gamerscritici alla GamesWeek 2013 – Prima parte (Primo giro e giochi veduti)


Conclusosi il GamesWeek 2013, è giunto il momento che il manipolo di prodi recensori che lo ha attraversato uscendone (quasi) indenne, mostri al mondo cosa mai è capitato nell’edizione di quest’anno, in uno speciale in due puntate polifonico, come si faceva a scuola quando si andava in gita a vedere gli alberi. Troverete così tante voci e tanti occhi redazionali, che hanno osservato alcuni dei punti di eccellenza e di storcimento di naso sino ai talloni di uno degli appuntamenti più attesi dai videogiocatori italiani. Perciò non perdiamo tempo e buttiamoci tra la calca ed i pixel!
In questa prima parte vedremo l’organizzazione generale e qualche titolo provato o visto sul campo.

Organizzazione, questa sconosciuta

Una folla a braccia tese in stile The Walking Dead si stende sotto uno sguardo spartano poco compassionevole.

Una folla a braccia tese in stile The Walking Dead si stende sotto uno sguardo spartano poco compassionevole.

Tuxx: L’ingresso per molti è stato segno di trauma nerdico giovanile: una fiumana di persone accatastata lungo una scalinata e garbatamente spostata nella sua parte più numerosa verso la balaustra, mentre la parte laterale veniva riservata ai possessori di accrediti e biglietti. Tutto ciò ovviamente non chiarito da cartelli, evidentemente troppo mainstream, ma dalla voce rutilante di specifici addetti, ai quali giusto mancava un simpatico megafono, che avrebbe evitato gole suppongo secche e variegati avanti ed indietro per questo già stretto percorso.

Claus: Fortunatamente la biglietteria offre qualche soddisfazione in più, perché basta semplicemente avere il pass stampa per mandare in crisi gli addetti che non sapevano più da che parte infilarti. Quando finalmente si comprende, oddio… “comprende”… parolone, quando finalmente si indovina la logistica si viene a conoscenza del fatto che chi ha il pass stampa deve infognarsi nella coda disumana per giungere alla zona accredito stampa, una volta li deve ancora una volta rigettarsi nell’orda malefica, per giungere all’ingresso. Tutto questo non per dire “abbiamo il pass e non vogliamo fare le vostre code”, ma per far notare la genialità di rinfarcire le code con gente che non c’entra niente. Poi ci sarebbe anche da porsi qualche domanda sul concetto di fila, ma meglio non porsi troppe domande in questi casi.

La coda per provare Ghosts si lascia a varie interpretazioni, sia per lunghezza che per età media. Come sempre, fuck the PEGI.

La coda per provare Ghosts si lascia a varie interpretazioni, sia per lunghezza che per età media. Come sempre, fuck the PEGI.

Tuxx: Finalmente giunti fieramente in fiera l’impatto visivo bisogna dire che non è male: tanti stand per una superficie doppia rispetto a quella dell’anno scorso… con più stand. Ottimo per aumentare la scelta (ed aggiungere qualcosa di interessante in più sul numero), meno per il fattore folla, che si è lanciata in momenti di disumanità già entrati nel dominio internazionale. Senza ripetermi sull’argomento, ovvero il crollo di una parte dello stand dopo l’assalto fomentoso ad alcune copie gratis di Call of Duty Ghosts Ficus Edition, diciamo che l’Activision ci penserà due o tre volte prima di ripetere siffatto esperimento, nevvero Ruger ?

Rugerfred: Italiani bestie, wall of death contro uno stand fino a farne crollare una parte, bestemmie, insulti, guardie di sicurezza, guerra civile, caschi e bottiglie che volano, una ragazza è svenuta dentro la folla, una ha perso le scarpe.
No comment.

I titoli (provati) in esposizione

Mattia C. : Che la Gamesweek volesse essere una fiera più indicata per consumatori mainstream rispetto a coloro che cercano le perle nascoste o i giochi di nicchia lo si era capito già dalla scorsa edizione. L’intero baraccone è all’insegna del consumismo più spinto e i contenuti mostrati sono piuttosto modesti (molto spesso video, trailer ed altri contenuti multimediali sono già stati pubblicati in date precedenti) ad esclusione della possibilità di tastare qualche gioco in anteprima (Dark Souls 2, CoD Ghosts, Assassin’s Creed Black Flag e molti altri ancora che spaziano su un gran numero di piattaforme). Purtroppo la possibilità di pregustare un titolo è stata subordinata alla massa umana che si è trovata davanti alle postazioni disponibili e quindi nulla vi assicura di riuscire a prendere in mano un pad o una tastiera prima dell’orario di chiusura.

Un frammento del sempre letale Dark Souls 2

Un frammento del sempre letale Dark Souls 2

Tuxx: Il citato Dark Souls 2 si è prontamente arricchito di gente, tanto che la prova è stata mutata per la stampa in “osservazione e raccolta di foto”, per il cui stile gorillesco chiedo perdono, ma la mia macchinetta fa ciò che puote, povera. In ogni caso l’impressione è davvero quella di un Dark Souls 2.0, con grafica migliorata, un sistema molto simile a quello precedente e, fortunatamente, una cattiveria rimasta intoccata: cavalieri di basso borgo saranno pronti a riempirci di mazzate, e starà a noi trovare il giusto ritmo tra attacchi e difese per scalzarli. Morendo. E rimorendo.

Marco: Il primo gioco su cui abbiamo messo le mani è stato Forza Motorsport 5, il titolo targato Turn 10 mette in mostra i muscoli della console, anche nel nostro breve giro di pista abbiamo potuto ammirare l’ottima realizzazione di auto e circuiti, un’ottima fisica del veicolo in frenata e contatti e soprattutto abbiamo potuto sentire la vibrazione sul grilletto del freno e dell’acceleratore in corrispondenza delle azioni, che restituisce un feeling immediato e preciso dell’intensità di frenata e accelerazione.

Dead Rising 3

Dead Rising 3, il modo più aperto e variegato del genere zombesco odierno?

Da qui siamo passati ad altre 2 esclusive Microsoft, Ryse Son of Rome e Dead Rising 3, il primo non abbiamo avuto tempo sufficiente a provarlo come si deve, ma il colpo d’occhio che restituisce il titolo non è indifferente, ambientazioni ben realizzate e le animazioni sono varie, realistiche e fluide ma il combat system ci è sembrato troppo facile, 2 tasti adibiti rispettivamente all’attacco veloce e pesante, uno alla schivata e uno al blocco del colpo, una volta fatto pratica un pò coi comandi sembrerebbe quasi impossibile essere colpiti, ma aspetteremo di poter provare per bene il gioco prima di esprimere un giudizio finale.
Dead Rising 3 invece, ci catapulta in una città sommersa dagli zombi, di notte ed armati di tutto punto, fare a pezzi maree di zombi (ce ne sono davvero tanti a schermo) senza un calo di frame rate è sicuramente soddisfacente, così come poter utilizzare tutto ciò che ci capita a tiro per devastare i non morti anche con colpi speciali (specifici in base all’oggetto), ma più di questo non siamo riusciti a provare.

Rain, un modo davvero poetico di concepire il platform.

Rain, un modo poetico di concepire il platform.

Tuxx: Molto interessante il da poco uscito Rain, ahimè per me PCista presente ad oggi solo sulla consolle Sonara e che inserisce un sistema abbastanza basico di platform in 3D in una atmosfera davvero suggestiva: bambini fantasmi dai contorni solo accennati dalla caduta delle gocce di pioggia, mentre un narratore dispiega la vicenda in un clima favolistico e veramente notevole dal punto di vista visivo. O come ha suggerito un simpatico essere dotato di pollice opponibile alle mie spalle: “Aho, qua ce sta er fantasma”. Grazie, pregevole amico.
Citazione doverosa in casa Sony anche per Assassin’s Creed Black Flag, che si è presentato sia in un momento di gameplay su terra che in una straordinaria serie di battaglie navali: fluido, con varie scelte strategiche di attacco ed abbordaggio, potrebbe essere uno dei simulatori di pirateria meglio realizzati di sempre. Un grande effetto scenico.

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