Rubriche

Games-Critic-Com: Parte 1


Games-Critic-Com: la Gamescom 2013 raccontata dagli inviati di Gamerscritic.it !

Colonia

Una di quelle città che senti pronunciare ogni tanto, che sai che esistono e che forse sai pure vagamente dove sono ubicate, ma di cui non ti sei mai preso la briga di informarti un attimo di più. Cosa Colonia esporta, perchè è famosa, quali sono i prodotti o i luoghi d’interesse non fanno parte del background di conoscenza culturale medio.
Quel nome può al massimo vagamente ricordarti il grosso flacone di acqua profumata che tua mamma teneva sulla mensola del bagno quando eri più piccolo. Ecco che improvvisamente però cresci e senti parlare di questa “Gamescom”, ti si apre un mondo e ti ritrovi a Colonia per più estati di seguito per un appuntamento fisso che manco Mirabilandia a luglio vale tanto. Per chi non sapesse cos’è, precisiamo che è la più grande ed importante fiera videoludica europea che a differenza dell’E3 di Los Angeles è aperta a tutto il pubblico pagante ed ogni anno riunisce una grossa fetta di videogicatori da tutta Europa. Quest’anno la Gamescom ha avuto luogo dal 21 al 25 Agosto e noi, che ce ne siamo innamorati già dalla scorsa estate, abbiamo voluto ripetere l’esperienza anche quest’anno condividendo con Gamerscritic un report di quelle che sono state le nostre impressioni e scrivendo i punti salienti della fiera di quest’anno.

Koelnmesse

Luftaufnahmen der Koelnmesse, Blick über die Nordhallen, Eingang Nord,La Koelnmesse è sostanzialmente il nome del padiglione fieristico di Colonia che conteneva l’evento e dalle dimensioni sono colossali: per farvi un paragone, tutta la Gamesweek milanese occupava quanto un solo padiglione della Gamescom, che ne conta ben 8 e al contrario dei padiglioni milanesi, inoltre, è situata ad una sola fermata dal centro.
Nonostante l’enormità della Koelnmesse non c’è voluto comunque molto per far si che gli spaziosi corridoi diventassero più affollati di una via del centro durante i saldi primaverili.
Dei padiglioni totali, due sono dedicati alla cosidetta Business Area, centro di incontri per le conferenze a porte chiuse, retailer, publisher e software house, mentre gli altri sono Entertainment & Event: padiglioni dov’è possibile provare titoli in uscita o non ancora usciti.

 

Next-Gen

DSC_0694Iniziamo precisando che questo è stato l’anno dedicato all’uscita delle next gen: Xbox One e Playstation 4 sono state annunciate agli inizi di questa estate e durante la Gamescom padiglioni come quello di Ryse o di Beyond: Two Souls permettevano al pubblico di provare le nuove console in anteprima, generando un flusso di pubblico non da poco.
La Gamescom di quest’anno si è conclusa difatti con oltre 340.000 visitatori, come il sito dell’evento stesso ci tiene a precisare: “Over 340.000 visitors celebrated the ‘next generation of gaming’: For the first time in the history of European trade fairs for digital gaming, two companies – Microsoft and Sony – presented new game consoles that the consumers were able to try out for the first time worldwide.”
L’afflusso della fiera sancisce l’importanza che ha avuto questa manifestazione, elevando il gaming ad un prodotto di massa molto più di come potesse accadere fino a poco tempo fa.
La Gamescom si è evoluta da fiera di settore abbastanza circoscritta in un evento internazionale dal libero accesso in pochissimi anni e per quanto quest’anno l’arrivo delle next gen abbia confermato l’importanza mondiale dell’evento la Gamescom, sì comunque vista l’inesperienza degli organizzatori, optando per delle scelte organizzative piuttosto controverse che hanno mosso molte lamentele.
Stiamo parlando sostanzialmente della possibilità di acquistare il Trade Visitor pass liberamente al prezzo di 65 euro che permette ai possessori di accedere anticipatamente alla fiera, oltre che di entrare nella già citata Business Area.
Risultato? Moltissima gente l’ha acquistato solamente per poter accedere anticipatamente, il che ha portato al formarsi di una coda d’attesa per la stampa estraniante dato che Stampa e Trade Visitor condividevano la coda d’accesso.
Questo ha portato chiaramente ad una saturazione di pubblico anche in orari normalmente dedicati ai giornalisti: molti titoli non siamo per l’appunto riusciti a provarli a causa delle code d’attesa per gli stand anche di numerose ore sin dal primo mattino.

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.