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Games-Critic-Com: Parte 3


Games-Critic-Com: la Gamescom 2013 raccontata dagli inviati di Gamerscritic.it !

Lego: Marvel Super Heroes

Warner Bros ha sfornato un nuovo titolo Lego incentrato sull’universo Marvel che promette essere ricco di humor ed adatto ad un pubblico esteso che varia dai fan storici di Stan Lee al pubblico avvicinatosi con The Avengers. Il punto forte di questo titolo sta nella scelta di esplorare a 360° l’Universo Marvel dedicando uno spazio non solo ai supereroi più famosi ma riservando anche un occhio di riguardo a quelli messi in secondo piano. Il titolo infatti ha al suo interno una quantità di personaggi impressionante che va dai più famosi Wolverine e Hulk passando per Daredevil, fino a sconfinare in supereroi vintage oramai sepolti, come ad esempio Howard The Duck. I personaggi potranno rapportarsi con il mondo di gioco a mattoncini sfruttando le loro abilità specifiche, ad esempio Mister Fantastic potrà passare per i tombini, cancelli e per le piccole fessure della città, mentre Bruce Banner quando diventerà Hulk avrà l’abilità di scaraventare automobili, camion e mattoni lungo le strade. Tra le chicche del gioco citiamo la possibilità di usare Stan Lee stesso, il quale dispone di un set di mosse che riprendono quelle di vari supereroi Marvel rendendolo un personaggio temibile e comico allo stesso tempo. Il gameplay è un ibrido tra un action e un adventure e promette essere un titolo vasto e dal coinvolgente umorismo.

Lego

Titanfall

Uno dei giochi rivelazione di questa Gamescom. Titanfall unisce un buon multiplayer sparatutto al vecchio e caro tema dei robottoni. Il gameplay non è molto diverso dal solito: siamo in una mappa all’aperto e dovremo battere la squadra avversaria a colpi di arma da fuoco. Le nostre unità di dividono in soldati semplici e mecha, i quali sono presenti limitatamente a partita e sarà possibile pilotarne solo pochi per volta. L’abilità sta nell’organizzare una buona difesa qual’ora la squadra avversaria venga in possesso di un mecha e viceversa. Si crea così un dualismo tra i potentissimi robottoni in grado di distruggere qualsiasi cosa invada il loro cammino e le squadre di soldati semplici che organizzeranno spietate contromosse necessarie ad abbattere gli imponenti mecha. Questa situazione di stallo rende bene il concetto di conflitto uomo-macchina e di come sia possibile con la strategia adeguata sconfiggere entità ben al di fuori della nostra comune portata. Riproporre sotto chiave mecha questo tema rende questo titolo godibile e molto dinamico (dovete provare l’ebrezza di essere l’unico gigante della squadra!), inoltre l’interfaccia di gioco è molto semplice ed intuitiva rendendo il titolo accattivante anche per l’utente meno esperto. Riuscire a coniugare chiarezza con coinvolgimento non sempre è facile in un titolo dall’alta competitività come può essere uno sparatutto: Titanfall invece riesce ad assimilare un gameplay chiaro e semplice senza sconfinare troppo nell’etichettatura casual e mantenendo una certa poesia anche per quanto concerne le mappe di gioco: le costruzioni che vertono verso l’alto e il dinamismo non solo orizzontale ma anche verticale permettono un’esplorazione a tutto tondo indispensabile per organizzare sommosse contro i gargantueschi mecha.

Titanfall

The Inner World

Una vera perla indipendente. The Inner World è un avventura grafica realizzata dallo studio Fizbin che presenta uno stile grafico da cartone animato e dialoghi esilaranti. Il gioco è ambientato in questo mondo sotterraneo “al contrario” dove un istituzione religiosa tiene sotto controllo il popolo, proteggendolo da alcuni demoni.
I personaggi e in generale gli elementi grafici sono animati con sapienza e appaiono davvero ben realizzati.
Attualmente il gioco è in lingua tedesca ma è in arrivo una versione internazionale in lingua inglese che consigliamo di non lasciarsi sfuggire.
L’umorismo del gioco ricorda i bei vecchi tempi delle avventure grafiche ed è sicuramente consigliatissimo a chi prova nostalgia del ben noto Monkey Island.

TheInnerWorld

Puppeteer

Questo titolo per Playstation 3 si presenta come un platform classico capace a rimandare alle atmosfere dei primi titoli Sony dei lontani anni ’90. Il nostro compito è quello di guidare Kutaro, il nostro protagonista, attraverso ambientazioni sempre diverse che prendono spunto dagli scenari del teatro. Il piccolo burattino durante il gameplay sarà in grado di cambiare la propria testa con quelle trovate durante il percorso, le quali danno la possibilità di ricevere diverse abilità e power-up utili. Abbiamo provato la versione cooperativa che vede la possibilità di giocare il titolo assieme ad un amico, il quale impersonerà una creatura volante che viene in aiuto di Kutaro investigando nell’ambiente di gioco per scoprire bonus, trappole od oggetti nascosti, aiutandolo a recuperare le “teste” di cui ha bisogno. La modalità co-op è un buon metodo per apprezzare la poesia del titolo in compagnia, ma il ruolo del secondo giocatore risulta essere marginale rispetto a quello del giocatore principale, creando alle volte punti morti nel gameplay. Il titolo colpisce soprattutto per la grafica fiabesca studiata e raffinata che fa l’occhiolino alle illustrazioni dei libri per bambini e alle ambientazioni colorate e poetiche dei vecchi giochi PS.

Puppeteer

Rain

Questo titolo, grazie ad un’ambientazione giustificata, riesce a dare un nuovo senso ad un gameplay altrimenti troppo tradizionale, svecchiandolo e dando nuova luce al genere. Al pari di Puppeteer o Contrast è uno di quei titolo che investono sulla veste grafica non per creare un grosso realismo ma puntando alle atmosfere nostalgiche e fiabesche, permettendosi così l’uso di un sistema di gioco un po’ datato per creare qualcosa di esteticamente piacevole. In Rain useremo un giovane ragazzo senza nome che perso nei sobborghi di una cittadina piovosa deve ritrovare la giovane ragazza di cui ha intravisto la silouette tra la pioggia. Entrambi i due sono esseri invisibili che noi potremo vedere solo a contatto con la pioggia o, nel caso peggiore, potremo capire dove ci stiamo direzionando osservando le impronte lasciate lungo le pozzanghere. L’elemento principale di Rain è dunque l’acqua, che fa risonatore lungo il nostro percorso permettendoci di capire dove ci stiamo dirigendo grazie alle immagini che proietta e allo scroscio dei passi nella pioggia. Talvolta saremo inseguiti da mostri minacciosi e non avendo nulla a nostra disposizione il nostro unico modo per salvarci sarà giocare a nascondino al riparo dalla pioggia, dove nessuno può vederci o percepirci, ed aspettare il momento migliore per fuggire. Rain si presenta come un platform con forti elementi stealth di cui abbiamo apprezzato l’ambientazione fatta di scorci antichi, cancelli e ciottoli, riportandoci davvero all’interno un piccolo paese perduto nel tempo e soprattutto ci è piaciuta la giustificazione dell’elemento acqua come chiave per il gameplay. Nota positiva va fatta anche alla colonna sonora nostalgica e delicata. Rain può piacere a chi apprezza l’intelligenza e l’eleganza nei titoli che gioca ed è un lavoro molto studiato seppur non certamente il massimo del coinvolgimento per chi cerca adrenalina e non trova giustificazioni intellettuali ad un gameplay volutamente lento e poco reattivo.

Rain

Knack

Platform di punta della nuova generazione Playstation, Knack vuole essere un titolo per famiglie che rievochi le vecchie glorie come Crash Bandicoot, Ratchet & Clank e Jak & Dexter. Unito ad una grafica e ad un character design che ricorda per molti versi la Pixar questo titolo ci perette di controllare Knack: un essere creato da The Doctor e che ha il corpo composto da frammenti orbitanti attorno ad un nucleo. Durante il gicoo potremmo inglobare frammenti di materiali diversi (ad esempio legno e ghiaccio) che cambieranno parte delle caratteristiche del protagonista. L’intenzione è quella di far diventare questo titolo il “Crash Bandicoot” di questa generazione, ma sarà davvero in grado Knack di confrontarsi con un icona del genere? Quello che abbiamo visto alla Gamescom non era che una parte del prodotto finito: staremo a vedere.

Knack


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