how to survive PC, PS3, Recensione, WII U, Xbox 360

How to Survive – Recensione


EKO Software

Sviluppatore

505 Games

Publisher

Hack & Slash, Sopravvivenza

Genere

Persi su di un’isola deserta…tra zombi, mutanti, animali feroci (sia zombie che mutanti, probabilmente) e zanzare a pacchi, come faremo a sopravvivere? Ce lo insegnerà How to Survive, titolo hack & slash con elementi ruolistici sviluppato da EKO Software e pubblicato da 505 Games. E sì, a insegnarci la sopravvivenza cazzeggiona ci penserà un russo con una maschera da saldatore. Filmato please:

Come sopravvivere?

How to Survive

Quei morti erano già allineati quando siamo arrivati noi. Davvero!

How to Survive non perde tempo, gettandoci subito nella mischia con pochi fronzoli e preamboli. Pubblicato oramai per qualsiasi piattaforma fissa esistente (il nostro test si basa su quella PC), il titolo di EKO Software Dopo aver scelto uno dei tre personaggi disponibili, inizieremo la modalità storia arenati come balene cicciabombe su di una spiaggia colma di cadaveri. Un sopravvissuto in pessime condizioni ci darà dei primi indizi sul da farsi e da dirsi, assieme a un’arma molto ma molto base. Le minacce da affrontare saranno le tipiche presenti nelle isole deserte: fame, sete, epidemia zombie, animali selvaggi (zombie e non), scimmie che ci chiedono favori (non sessuali), cottura di cibo e rifornimento di veicoli a motore. Sulla via della fuga, il/la nostro alter ego (tre di default, più una da comprare come dlc) dovrà esplorare centimetro per centimetro il piccolo arcipelago dove è andato involontariamente a finire, onde trovare il modo per tornare alla civiltà: la bizzarria degli altri (pochi) sopravvissuti ci accompagnerà per tutta la nostra avventura, semplificando – o complicando enormemente – la nostra corsa verso la salvezza e la raccolta di materiale necessario alla stessa. Ma potrebbe andare peggio, no?

MacGyver incontra Bear Grylls

How to Survive

Un volo Alitalia

 

Il sincretismo tra le abilità di questi due noti personaggi televisivi sarà alla base dell’interessante gameplay di How to Survive. Sull’onda di meccaniche hack & slash classiche – cioè: vai in giro, picchia mostri e risolvi quest sotto l’occhio di una vigile visuale isometrica – le variazioni si vedono subito dal sistema di controllo, ove tutto non è lasciato all’immancabile click sinistro ma il movimento va fatto di concerto con i tasti WASD. La tempistica degli attacchi sarà fondamentale per mantenere la pellaccia attaccata al nostro corpo, con buona pace di chi ama solo cliccare a caso sia in combattimento a distanza che ravvicinato…ma il “tecnicismo” dei combattimenti è forse l’ultimo dei problemi, perché appunto il nocciolo della questione è il mero atto di realizzarsi un’arma con la quale picchiare. Il gioco si fonda su di un interessante sistema di crafting dove dal nostro inventario, via l’eloquente comando “combina”, potremo appunto combinare oggetti per produrne altri. Come nelle migliori avventure grafiche retrò, la combinazione di pattume sarà fondamentale per l’ottenimento di oggetti vari, spesso passando per più passaggi. Ad aiutarci verranno delle “ricette”, a mo’ di libretti di istruzioni, che potremo trovare sparse per l’area di gioco (le migliori sono più nascoste, ovviamente): interessante notare come potremo sbizzarrirci con nuove creazioni anche senza la ricetta giusta, cercando di sperimentare con gli oggetti e soprattutto con l’ordine corretto nel quale mettere insieme gli elementi disponibili. I materiali da raccogliere saranno tanti, spesso apparentemente sconnessi: ma anche senza un coltellino svizzero d’ordinanza, lo spazio che separa un’arma automatica da pezzi di arpione, tubi rotti e bombole di gas non sarà molto…la vera sfida sarà sempre nel trovare tutto e nel tenerlo con sé nel momento del bisogno! E visto che non si vive di solo montaggio, altro tempo dovrà essere speso nel mantenersi in vita, gestendo al meglio acqua, cibo e persino sonno. Debolezza e privazioni di genere renderanno il nostro personaggio più debole e facile da cappottare, pertanto tenersi in forma a suon di cibo cotto in loco (e non dimenticate che anche quello crudo avrà uno scopo…) e acqua di fonte raccolta in bottiglie o vecchie taniche di benzina sarà un altro must per ogni sopravvissuto della domenica (o anche del giovedì). Il saper bilanciare esplorazione per procedere nella trama a esplorazione per restare in piedi (onde procedere nella trama) sarà il punto chiave del gameplay, e si nota con piacere che proprio ludicamente parlando How to Survive riesce a funzionare proprio bene: che si tratti della quest principale o delle simpatiche “sfide”, il feeling da sopravvissuto contro tutto è sempre presente e, complice il tono cazzeggione del tutto, ci si riesce a divertire parecchio senza voler minimamente sentire il desiderio di smettere – giusto magari per qualche ragequit, ma niente di più. La difficoltà è bilanciata in maniera discreta, la longevità è buona per il prezzo e la How to Survivenumerosità di cose da far per…sopravvivere contribuisce a mantenere alta l’attenzione e lontano l’abbiocco: situazioni simili avranno ben più di una via d’uscita, così come la maggioranza di armi e oggetti avranno ben più di un uso, e la vostra inventiva farà la differenza tra il portare la pelle a casa o portarla in una cena per morti viventi. Ma alla fin fine, a far staccare i biglietti, sarà forse l’aura da B movie intenzionale che avvolge il gioco: tra gore a caso, pazzia generica e mosse di wrestling per ribaltare i non morti, non potrete non ridere e continuare a esplorare per assistere alla prossima situazione mortale salvata dal fai-da-te. Qualche pecca è comunque presente, e si può riscontrare nella non eccessiva varietà di nemici o dei paesaggi (sempre gradevoli, comunque), ma nulla di grave. Qualche pensiero in più invece viene dal comparto tecnico…e ora ci arriviamo.

How to Debug

A quanto pare, almeno per la sede PC, il comparto tecnico è proprio il punto debole di How to Survive. Nonostante il gioco sia tutt’ora pienamente supportato, come testimoniano i dlc in continua uscita di cui uno a breve, How to Survive (almeno in versione PC) non gode di un’assistenza proprio da 10 e lode, come risulta evidente dal problema dei crash nelle prime fasi di gioco e dei caricamenti dei video (inducenti altri crash) su alcune determinate configurazioni – quest’ultimo problema si aggira in estremo con l’artificio di cambiare il nome alla cartella dei video…cosa che però impedisce di vedere i video medesimi. Boiate a parte, e magari qualche animazione di attacco un po’ buffa, possiamo vedere che l’estetica non è proprio da buttare: per il genere, la grafica è discreta, con buone transizioni giorno/notte e paesaggi costieri niente male. Buono il sonoro, tra voci volutamente over the top ed effetti sonori (=urla e gemiti zombificanti) più una colonna sonora a dir poco minimale ma comunque efficiente. Discreti infine i controlli, sufficientemente reattivi e capaci a prescindere dall’input – almeno nella nostra esperienza.

 

Valutazione

Grafica 82%
Sonoro 80%
Giocabilità 79%
Carisma 96%
Longevità 85%
Final Thoughts

How to Survive è un ottimo di esempio di come elementi hack & slash classici con un pizzico di gdr in un'ambientazione horror cazzeggiona possano portare a un risultato più che soddisfacente, nonostante una realizzazione tecnica che tutt'ora mostra qualche punta di alcoolismo. Per tutti i fan dell'azione isometrica e della sopravvivenza, comunque, il gioco è un must buy...e pure quelli meno fan un'occhiatina ce la dovrebbero dare.

Overall Score 84%
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