Hunt: Showdown PC, PS4, Recensione, Xbox One

Hunt: Showdown – Recensione: Una caccia dove non si sa chi è la preda


Anno 2019. A dominare online è lo strapotere della creatura di Epic Games: Fortnite. Ormai, dire Battle Royale, significa dire Fortnite. Con i suoi grossi competitor ormai sconfitti in termini di popolarità e utenza Epic ha poco di cui preoccuparsi: sono pochi quelli che ancora tentanto di sperimentare con il genere, che ormai sembra quasi aver raggiunto il punto di saturazione, a causa di giochi che tentano spudoratamente di copiare le meccaniche del loro gioco, fallendo miseramente.

Ci sono però alcuni progetti che grazie a contaminazioni con altri generi, provano a proporre esperienze “Battle Royale” diverse… e ci riescono.  Uno di questi è Escape From Tarkov (al quale abbiamo dedicato un’anteprima e varie guide alle mappe) e l’altro è il gioco di cui parliamo in questo articolo: Hunt: Showdown.



Prodotto da Crytek, Hunt è riuscito fin da subito a  crearsi una fanbase solida, grazie alle sue meccaniche particolari e ad un’ambientazione carica di fascino che mescola elementi western e horror in maniera decisamente riuscita. Ve ne avevamo parlato in un articolo quando era ancora in Early Access e ora siamo tornati ad analizzarlo un anno dopo la sua uscita ufficiale. E quello che abbiamo trovate è un gioco con un gameplay ancora più accattivante ed una personalità del tutto unica.


Di nuovo là fuori


Per chi non avesse letto la nostra anteprima diciamo brevemente in cosa consiste Hunt: Showdown.

Siamo in Lousiana all’inizio del ‘900. In una remota regione della Lousiana, un “incidente” di natura paranormale ha fatto sì che terribili mostri non-morti si riversassero per le strade sterminando la popolazione. Gli unici che osano avventurarsi fra le paludi brulicanti di morte, sono i Cacciatori. Si tratta di ex-cacciatori di taglie, banditi e altra gente dura e senza scrupoli, pronti ad affrontare anche le creature dell’inferno pur di arrichirsi . I Cacciatori vengono difatti lautamente pagati per i loro servigi, che comprendono lo sterminio dei mostri e soprattutto, l’abbattimento di tre creature più pericolose delle altre: il Macellaio, l’Assassino e l’Aracnide. La taglia su di loro è una piccola fortuna e si sa che quando ci sono di mezzo uomini armati e soldi, la cosa non può finire bene. I Cacciatori infatti, collaborano di rado: la maggior parte di loro preferisce dissuadere la concorrenza a suon di piombo e rubare quando ne hanno la possibilità.


Hunt
I Colossi di Carne con la loro mole sono fra i nemici più ostici da abbattere, ma non sono niente in confronti ai Boss.

Questo mondo spietato è quello in cui si viene calati giocando ad Hunt. In termini di gameplay parliamo di 12 giocatori che vengono spawnati su una mappa dove, oltre a loro, è presente una grande quantità di creature non morte pronte a farli a pezzi. Il loro obiettivo principale è appunto quello di uccidere uno fra i tre Boss che può spawnare random sulla mappa e fuggire con la sua taglia, raggiungendo un punto di fuga prima di venire massacrati dalle creature o dagli altri giocatori. Già da qui dovreste capire che non si tratta del solito Battle Royale: qui il giocatore deve tenere conto di molti più elementi che potrebbero comprometterne la sopravvivenza, cosa che spinge il gameplay verso un approccio più oculato, se non addirittura stealth. A promuovere ancora di più un tipo di approccio furtivo c’è anche il fattore permadeath: il Cacciatore che si utilizza in partita una volta morto è perso per sempre, assieme al suo equipaggiamento e alle sue abilità.

Ogni Cacciatore ha difatti una barra dell’esperienza che si riempie ogni volta che esce vivo da una partita e che ad ogni level up permette di acquistare nuove perk, come resistenze ai danni, bonus sulla capacità di movimento e altro. La quantità di esperienza accumulata è data dal numero di mostri uccisi, dal numero di cacciatori uccisi, e da altre altre compiute durante il match. L’esperienza si riversa inoltre anche nella Bloodline, un sistema di progressione che permette di sbloccare nuove armi e perk. Se il Cacciatore non sopravvive, l’esperienza accumulata viene dimezzata e riversata tutta nella Bloodline, e bisogna ripartire con un altro Cacciatore. Attenzione però, perché al giocatore è permesso di poter reclutare, spendendo valuta in-game, fino a 5 Cacciatori, tutti personalizzabili in maniera completa.


Hunt
Le cacce possono essere affrontate in solitaria, in coppia, o in gruppi da tre

Ciò permette di poter avere a disposizione varie “build” diverse, adatte ad ogni evenienza, ma anche di poter utilizzare, alcuni Cacciatori come “carne da macello” semplicemente per far progredire la Bloodline e sbloccare nuovi equipaggiamenti o per provare nuove combinazioni di armi e perk senza dover sacrificare un Cacciatore di alto livello. L’importante è non andare in bancarotta, ma anche se dovessi capitare, non bisogna allarmarsi: il gioco da sempre la possibilità di assoldare il primo Cacciatore gratuitamente.

I neofiti comunque non devono temere: fino al livello 11 della Bloodline i Cacciatori non moriranno nemmeno se abbattuti e quindi si può utilizzare sempre lo stesso senza dover riacquistare ogni volta armi ed equipaggiamenti. Si tratta di una buona trovata per far prendere familiarità con le varie meccaniche del gioco, senza provocare troppa frustrazione nel momento in cui si verrà fucilati senza tanti complimenti da qualche altro player che non si è stati in grado di individuare grazie allo scalpiccio dei suoi stivali nel fango. Hunt è cosí: un gioco dove bisogna stare attenti ad ogni minimo rumore o movimento e dove la morte arriva veloce come un proiettile. 


Zone di caccia


Tornando nuovamente a calcare i terreni paludosi di Hunt, troviamo una prima sorpresa molto gradita: le mappe giocabili ora sono due. La prima, quella provata durante l’Early Access ora è stata battezzata Stillwater Bayou e la seconda, introdotta in fase di Beta e ora perfettamente integrata nel gioco è Lawson Delta. Sempre ambientata in Lousiana, questa seconda mappa è stata realizzata con la stessa maniacale cura per il dettaglio della prima e si caratterizza per una maggiore presenza di grosse strutture, tra le quali un forte militare e una prigione, e una zona centrale particolarmente adatta al cecchinaggio, vista la presenza di varie torrette di guardia che dominano il paesaggio. Non temete però, perché transitando per l’area non si è in completa balia dei cecchini, visto che è possibile sfruttare un sistema di trincee e varie coperture naturali per spostarsi in relativa sicurezza. 
Relativa perchè in Hunt non si è mai al sicuro, e ora, nella versione completa meno che mai, vista la presenza di due nuove creature: gli Immolatori, dei velocissimi zombie avvolti dalle fiamme che caricano a testa bassa chiunque li disturbi,  e i Diavoli Acquatici, bestie simili a branchi di pesci-vermi che pattugliano gli specchi d’acqua del Bayeoux pronti a divorare qualunque cosa si muova. 


Muoversi nella fitta vegetazione del bayeoux è uno dei modi migliori per passare inosservati e preparare mortali agguati.

Questi ultimi in particolare sono andati a rendere ancora piú pericolose, e di conseguenza interessanti, le traversate di punti particolarmente paludosi. Vederseli cenire incontro come un branco di Piraña è un’esperienza terrificante quanto adrenalinica. Ulteriore mostruosa aggiunta l’abbiamo citata a inizio articolo parlando delle taglie e cioè l’Assassino. Questo nuovo boss è una sfuggevole figura antropomorfa che attacca in maniera rapidissima utilizzando due lame d’osso che gli fuoriescono dai polsi (Assassin’s Creed, qualcuno?) ed è in grado di produrre copie di se stesso in grado di ingannare i Cacciatori. Data la sua natura altamente elusiva è forse il boss piú difficile da abbattere e quello che richiede maggior tempo di ingaggio. Anche solo abbatterlo è una vera sfida.


Muiono in tanti nella palude



Oltre a Cacciatore di Taglie che è la modalita principe del titolo, ce ne sono altre due con le quali sbizzarrirsi. Una è Partita Rapida, dove lo scopo è trovare e prosciugare delle sorgenti di energia psichico-demoniaca e impedire agli altri di farlo. La partenza avviene come in un comune Battle Royale: selezionato un Cacciatore gratuito (così da non intaccare il proprio “fondo” Cacciatori) si viene spawnati con un’arma a caso e successivamente si possono recuperare nuove armi ed equipaggiamenti in giro per la mappa.  La vittoria si raggiunge in due modi: o prosciugando piú sorgenti di tutti o rimanendo l’ultimo cacciatore in vita. Come dice il nome si tratta di match molto veloci, della durata massima di 15 minuti, contro quella di una Cacciatore di Taglie che può durare fino ad un’ora.  


La Visione Oscura permette di vedere punti di interesse sulla mappa come gli indizi necessari per rintracciare i Boss o le sorgenti di energia da catturare in partita rapida.


L’altra modalità è Prove e consiste in una serie di *rullo di tamburi* prove come ad esempio uccidere un tot di nemici con un fucile da cecchino, o utilizzando solo armi corpo a corpo. Oltre a fornire delle ricompense, giocare a questa modalità è un ottimo modo per fare pratica con vari tipi di armamenti prima di utilizzarla in partite vere e proprie. Tra l’altro riuscire a completare tutti gli obiettivi, anche quelli più difficili non è per nulla scontato.


Fascino cadaverico


Fin dall’early access avevamo potuto renderci conto che Hunt graficamente era, come da tradizione Crytek, qualcosa di notevole, ma ahimè molto pesante. Le cose non sono cambiate: per poter giocare ad Hunt in tutto il suo putrido splendore è necessario avere un PC abbastanza performante. Senza è impossibile farlo girare a dovere e godere appieno dello stupendo sistema di illuminazione. La volta che vedrete un’esplosione e i giochi di luce creati dal danzare delle fiamme, ne rimarrete sicuramente colpiti. Le mappe sono state arricchite di molti più dettagli, e ora gli ambienti appaiono ancora più vivi e caotici, come ci si aspetterebbe da quella che è una vera e propria zona di guerra. C’è da dire inoltre che l’ambientazione di questo gioco è forse fra le più affascinanti e riuscite degli ultimi anni frutto di un matrimonio sacrilego fra le architetture del periodo dei pionieri americani e elementi tipici dei B-Movie horror. Aggiungeteci poi una buonissima varietà di ambientazioni, tra cui spiccano anche degli scorci alberati quasi da cartolina e campi di grano dove è possibile trovarsi totalmente immersi nell’oro delle spighe, e avrete un vero e proprio spaccato di campagna Americana di fine ‘800 in salsa orrorifica.


Hunt
Le armi hanno tutte un feeling incredibile, grazie anche a degli effetti sonori degli spari davvero

L’audio è, in una parola, strepitoso. Descrivere il ruolo che il comparto sonoro riveste all’interno dell’intero sistema di gioco è alquanto complesso, perché senza provarlo è difficile rendersi conto di quanto sia importante. Ogni singola azione che si compie in Hunt provoca rumore, che sia cambiare un arma, ricaricare, o anche semplicemente camminare. Ci sono un numero impressionante di interazioni sonore ambientali, come cocci di vetro, rami, catene appese, tutti elementi che possono rivelare la posizione di un Cacciatore agli altri giocatori e alle creature, anche loro sensibili ai rumori. Quando si gioca ad Hunt bisogna sempre tenere le orecchie bene aperte: non fare attenzione ai suoni è come avere già un piede nella tomba. Che dire poi dei magnifici “botti” emessi dalle armi da fuoco? Usare certi fucili da l’impressione di tirare delle vere e proprie cannonate, una sensazione che unita al veder teste di zombie che esplodono come fossero delle angurie, da una soddisfazione impagabile. Un audio di questa qualità è davvero roba rara.

Lato Tecnico 90%
Sonoro 100%
Giocabilità 90%
Carisma 90%
Longevità 90%
Final Thoughts

Hunt: Showdown ci aveva fatto un'ottima impressione già early access, e ora torniamo a confermarvi che si tratta di un gioco unico nel suo genere. La sua perfetta fusione di elementi shooter e horror ne fanno un esempio unico nel campo degli sparatutto competitivi. Ogni Caccia è un concentrato di pura adrenalina in cui si è immersi un'ambiente ostile vivo e pronto a divorarti senza pietà, e dove incontrare un altro giocatore significa solo aumentare i rischi... o le possibilità di portare a casa maggiori ricompense. Il comparto grafico e soprattutto quello audio sono assolutamente di prim'ordine e l'ambientazione è fra le più riuscite degli ultimi anni. Un vero must per tutti coloro che vogliono provare qualcosa di diverso dai soliti spara-spara, a patto però di sapere che le morti saranno molte e dolorose. Consigliatissimo.

Overall Score 92%
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