hyperdevotion noire PC, PS Vita, Recensione

Hyperdevotion Noire: Goddess Black Heart – Recensione


Compile Heart

Sviluppatore

Idea Factory

Publisher

Strategico

Genere

Sbarca anche su PC questo ennesimo spin-off della fortunata serie JRPG di Idea Factory. Senza sostanziali cambiamenti, Hyperdevotion Noire: Goddess Black Heart rimane un buon tattico, poco complesso e molto devoto al fan service.

La storia di un player

hyperdevotion noireA differenza della serie principale Hyperdimension Neptunia, le vicende di Hyperdevotion Noire: Goddess Black Heart non si svolgono nel solito Gamindustri, ma in un nuovo mondo chiamato Gamarket. A dire il vero la differenza è esigua, sostanzialmente il tutto è ancora legato inevitabilmente ai cliché del panorama videoludico: infatti, all’interno di Gamarket ci sono quattro nazioni governate da quattro CPU pronte a darsene di santa ragione. Inutile dire che la nostra protagonista Noire è impareggiabile e Purple Heart Neptune, White Heart Blanc e Green Heart Vert, possono solo mangiare la sabbia. Ma proprio mentre si appresta a dominare le altre, le quattro dee vengono private dei loro poteri da una forza sconosciuta. Così alle belle donzelle non rimane altro che unirsi e cooperare per scongiurare la distruzione del loro mondo.
hyperdevotion noireEcco a questo punto sbucare un anonimo Player, una presenza maschile all’interno di un universo totalmente femminile (cosa abbastanza strana per la serie), il quale fungerà da segretario della nostra formosa CPU. In realtà non conosceremo nulla di Player e non sarà giocabile, ma il suo ruolo dentro nela storia è dovuto dalla volontà degli sviluppatori di dare un tocco di visual novel che (almeno secondo loro) non guasta mai. Da qui parte una carrellata di gag scontate ed equivoci “piccanti” che ben presto renderanno la storia anonima e fin troppo banale, ma sicuramente riuscita per gli allegroni che adorano gli harem game.
In ogni caso a salvare un plot così sconclusionato arriva un’altra novità: le sottotenenti delle CPU, ognuna delle quali rappresenta un determinato genere videoludico –  spunto, questo, che porta inevitabilmente al citazionismo estremo tanto caro a Idea Factory. Così si passa da una Lee-Fi ispirata a Chun Li di Street Figher, a Lid, vera e propria versione di Big Boss (Metal Gear Solid) al femminile. In ogni caso, questi sono solo due esempi delle innumerevoli saghe che vengono citate con l’avanzamento della storia.

Un tattico spensierato

hyperdevotion noireChi ha consumato i grandi classici del genere come Tactics Ogre, Final Fantasy Tactics, Fire Emblem, Disgaea o Vandal Hearts non faticherà ad inquadrare il lavoro svolto da Idea Factory. Per chi non lo sapesse, il genere tattico si basa su battaglie a turni, in grandi scacchiere virtuali, dove ogni personaggio (nemici compresi) può muoversi quasi liberamente per sfruttare al meglio la propria posizione, cercando così di rendere più efficaci gli attacchi e anticipando le mosse dell’avversario.
In Hyperdevotion Noire: Goddess Black Heart il tutto appare in maniera tradizionale, ma con fin troppe semplificazioni. Nonostante un ottimo numero di skill e classi a disposizione, le battaglie appaiono troppo semplicistiche per qualsiasi purista del genere. In prima analisi è facile notare subito una piattezza generale delle arene, seguita quindi da tutte una serie di limitazioni. Non basta una discreta interattività con lo scenario (trappole, forzieri e casse da raccogliere) ad aumentare il fattore strategia: Hyperdevotion Noire: Goddess Black Heart è sostanzialmente un tattico che non richiede una grande esperienza per hyperdevotion noireavere la meglio in ogni battaglia. Per fare un esempio, non sarà tanto importante valutare la distanza degli attacchi, come spesso succede in giochi analoghi, tanto meno l’altitudine – ogni colpo ha un danno predefinito e tutta la strategia proposta dal gameplay partorito da Idea Factory si limita ad ottimizzare al massimo la nostra potenza d’attacco facendo attenzione ad evitare gli elementi opposti (i classici ghiaccio, terra, fuoco, aria). A volte la nostra forza è anche esageratamente pompata, come nel caso delle HDD, ovvero  trasformazioni in grado di renderci quasi invincibili per tre turni.  In ogni caso è bene ricordare che Hyperdevotion Noire: Goddess Black Heart è nato su PS Vita, quindi eredita la sua natura portatile, dove la semplicità era pressoché necessaria per rendere le battaglie più scorrevoli e adatte a piccole sessioni mordi e fuggi. In quest’ottica, preso a piccole dose, la giocabilità funziona, grazie anche ad un buon sistema di grinding non eccessivo, che non ci costringerà a rigiocare all’infinito le battaglie già vinte solo per accumulare punti esperienza. La progressione è abbastanza rapita e le battaglie sono decisamente veloci e dinamiche, senza così apparire estremamente punitivo e frustrante.

Kawaii e fan service, combinazione vincente

hyperdevotion noireIl comparto grafico, pur non brillando per numero di poligoni, si difende bene grazie ad uno grazioso stile chibi nipponico, arricchito da tonnellate di schermate 2D in stile visual novel. Inoltre quest’ultime
saranno man mano sbloccate come art gallery in una speciale modalità collezione, dove, tra l’altro, potremo interagire con le nostre belle eroine o ampliare la stanza di Noire, accedendo così a dialoghi esclusivi tra il Player e lei, cosa totalmente superflua ai fini del gioco e destinata solo ai maniaci (in tutti i sensi) del fan service più spudorato.
Più che discreto anche il sonoro, merito soprattutto di un doppiaggio giapponese di buon livello. Mentre le musiche si rivelano essere frizzanti, sempre in linea con il tono scanzonato dell’intera avventura, anche se mai particolarmente memorabili.
Insomma, anche sul comparto tecnico si può dire che Hyperdevotion Noire: Goddess Black Heart non vuole eccedere, ma semplicemente toccare le corde giuste degli estimatori della saga, accompagnando il giocatore per oltre 20 ore di battaglie, seni di tutti i tipi e cliché come se piovesse.

 

Valutazione

Grafica 74%
Sonoro 75%
Giocabilità 71%
Carisma 80%
Longevità 75%
Final Thoughts

Hyperdevotion Noire: Goddess Black Heart non è il capolavoro del genere e tanto meno vuole esserlo. Tuttavia è un tattico più che discreto, veloce e dinamico, particolarmente indicato per i neofiti o per i veterani che vogliono distendere i nervi con un titolo semplice, ma allo stesso tempo accattivante. Il tutto condito con fanciulle sexy e un comparto tecnico gradevole. Un lavoro che fa del fan service ossessivo il suo marchio di fabbrica, così come i vari Neptunia, potrà fare la gioia degli estimatori dei prodotti di Idea Factory.

Overall Score 75%
Readers Rating
1 votes
98