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SPECIALE DI INIZIO ANNO: I giochi più attesi dalla redazione nel 2018!


Salve a tutti amici e amiche di Truegamers.it!

In questo articolo noi della redazione del vostro sito di videogiochi preferito (si spera) abbiamo deciso di elencarvi non i giochi più attesi dell’anno prossimo, ma quelli che NOI, stiamo aspettando con l’acquolina alla bocca.

Lo so, probabilmente non ve ne fregherà niente, ma abbiamo pensato di dare un tocco un po’ più personale a quello che altrimenti diventerebbe solo uno sterile elenco di titoli che tanto sapete già che usciranno, o si spera escano in questo 2018.

Ma ora basta con gli spiegoni e andiamo a incominciare!

I più attesi di Max!

 

Ohi, io ci voglio credere. Voglio farlo. Anche se so che le possibilità che Death Stranding esca nel 2018 sono una su diecimila. Sono un fan di Kojima fin dalla prima volta che misi mano su quel capolavoro inarrivabile che fu Metal Gear Solid. L’ho seguito attraverso il cambiare delle console e sebbene, a mio parere, non sia più riuscito a raggiungere i fasti di MGS, i suoi giochi mi sono sempre entrati nel cuore e lì rimarranno per sempre. Ricordo bene il casino che culminò in quel #fuckkonami che ancora aleggia in internet e a come abbia influenzato la lavorazione di The Phantom Pain, ma la verità è che non sapremo mai come siano andate veramente le cose e cosa sarebbe potuto essere quel gioco se tutto fosse andato liscio fra Konami e Kojima. Magari il risultato non sarebbe cambiato poi tanto. Ora però Kojima è da solo. Regge lui il timone e dove sta andando lo sa solo lui. Ad accompagnarlo Norman “Daryl” Reedus e quell’attorone di Mads Mikkelsen. Quello che sappiamo noi della destinazione finale è quello che abbiamo potuto evincere da tre trailer e dalle dichiarazioni degli addetti ai lavori, tra cui parole di Kojima stesso.

Promette sostanza, o almeno così sembra, visto il contenuto dei filmati che è altamente criptico e in qualche modo disturbante. Abbiamo un protagonista, Sam, costretto a muoversi in un mondo che definire post-apocalittico è riduttivo. Sarebbe più esatto definirlo “alieno”. Di sicuro sappiamo che si tratta del nostro, ma quale enorme sconvolgimento l’abbia trasformato in una landa dove ci sono cetacei spiaggiati con dei cavi nel corpo, bambini che vengono tenuti in vitro, strani liquidi che fanno strane cose e creature galleggianti che dominano su una terra in tumulto, non ci è dato sapere. Nell’ultimo trailer è contenuta una frase che fa rimerimento a delle esplosioni e a come queste abbiano creato la vita (il Big Bang) e tutto il resto e di come un’altra esplosione sia giunta causando probabilmente l’estinzione del genere umano.

Partendo dai video è difficile pensare a quale sarà mai il gameplay di questo gioco e Kojima ci viene in aiuto dichiarando che si tratterà di qualcosa di nuovo, che va oltre gli schemi. Ad esempio riguardo alla morte in game ha dichiarato: “ Uno dei temi del gioco è la vita e la morte. Quindi voglio che la gente realizzi che quando muore nel gioco in verità non si tratta della fine. A quel punto non si è ne vivi ne morti. È l’equivalente di una schermata con scritto Continua? e un conto alla rovescia.” 

Frasi che dicono tutti, ma anche niente. Io voglio i fatti. Voglio un video di gameplay Kojima perché mi sto hypando troppo per dei semplici filmati e non posso permettermi di hyparmi così capisci? Ho sperimentato troppe volte la cocente delusione di esaltarmi per progetti pazzeschi sulla carta, ma che poi gne. Non voglio che accada con qualcosa di tuo. Io ci credo in te. Quindi caccia il gameplay o mi incazzo. E poi soprattutto caccia il gioco.

Death Stranding

 

I più attesi di Giuliano!

C’è chi dice che l’attesa sia la parte migliore del piacere…e molto probabilmente sono in fortissima inferiorità numerica rispetto a quelli che sostengono che l’attesa sia solo una grandissima brasatura di cogliones. Riflessioni filosofiche (?) a parte, il primo gioco del 2018 che mi fomenta in maniera più iniqua è sicuramente Mega Man 11. Da giocatore old school, già il solo fatto che un altro Mega Man sia in produzione proprio dai carognari di Capcom è fonte di gasamento senza possibilità di limitazione alcuna. In più, lo stile “classico ma non troppo” che traspare da quanto visto fino ad ora, con il ritorno di elementi-canone per la serie e piccoli accorgimenti innovativi, almeno in termini di design, fanno presagire sospettosamente bene. Rimane dunque da salutarsi con un “che i bestemmioni ritornino!” in attesa della release e con la memoria a quanto accadeva negli episodi migliori della serie.

Ma siccome non si vive di soli run ‘n’ gun, l’altra attesa a diversi livelli di spasmodicità (parola che di rado si può usare in una frase, altro che gargantuesco) è il prossimo Fire Emblem per Switch – talmente fumoso per ora che non se ne sa nemmeno il titolo preciso. Il sapere della sua esistenza è comunque sufficiente a creare hype, e mentre si aspetta si può sbavare o consumarsi ancora un po’ i pollici sugli episodi precedenti, su Warriors e/o su Heroes.

Megaman 11

I più attesi di Claus!

Mi getto nella mischia buttando giù qualche titolo anche io. Ad esempio Cyberpunk 2077… che cavolo vi ridete? Io ci credo! No, va beh, scherzavo. So bene che quando uscirà probabilmente sarò messo di fronte alla scelta economica tra quello e un catetere. Ma soprassediamo!
Parlavamo del 2018? Beh, rimango fedele al mio cuore trio-fonemico, sia che si opti per l’italiano che per l’inglese: GDR o RPG per me fa lo stesso, c’è sempre un battito in più per questa categoria (e quindi tachicardia… devo capire perché in questo intervento mi sto tirando addosso tutte le sfighe mediche possibili).
Senza trascinarmi una immotivata suspense arrivo al punto: la Obsidian già possiede i miei soldi per il prossimo Pillars Of Eternity: Deadfire. Giuro che sono stato titubante per qualche settimana, poi mi hanno promesso un galeone da gestire e… niente. Quando ho ripreso conoscenza c’era una mail di PayPal che mi ringraziava della transazione.
Faccio una menzione particolare, un titolo per ora abbastanza in sordina, ma che da quel poco che ho visto potrebbe promettere bene. No Truce With The Furies, editore Humble Bundle. Idea interessante.

Cyberpunk 2077

I più attesi di Mattia!

I vari FPS sono sempre stati l’amore di casa e dopo aver atteso a lungo e invano per qualche risultato su DayZ,il 2017 è stato l’anno giusto per passare oltre. Dopo aver amato fin troppo i paesaggi di Chernarus e le sparatorie improvvise e inaspettate, vediamo cosa offre il panorama FPS/survival del momento. Il primo colpo di fulmine è stato per Escape from Tarkov, gioco in sviluppo presso i russi della Battle State games. EFT è appena stato aggiornato alla versione 0.5.0.811 e deve ancora superare la fase più ostica dello sviluppo. Attualmente risalta la cura riposta nella realizzazione delle armi e degli equipaggiamenti, ma si fatica ancora a vedere come gli sviluppatori andranno ad unire i vari pezzi del puzzle. In caso le modalità di gioco siano varie e rivolte al gioco di squadra, potrebbe essere molto interessante da giocare in compagnia di amici.
Il secondo titolo per cui nutro un buon interesse è Hunt: Showdown, gioco in sviluppo presso la Crytek. Sebbene la casa con base a Francoforte abbia dimostrato di non essere propriamente solidissima, l’idea su cui stanno lavorando è molto interessante così come la loro abilità sui motori grafici. Si tratta di un gioco che ci mette nei panni di un cacciatore di taglie alle prese con mostri non proprio terreni. Le paludi della Louisiana saranno il vostro ambiente di caccia, in cui potrete recarvi da soli o con un compagno. La mappa sarà condivisa con altri giocatori (non ci è dato sapere bene come) e dando la caccia a dei mostri si potranno incontrare altri colleghi del mestiere che potranno essere amichevoli o no. L’ambientazione sembra già molto immersiva e il periodo storico in cui Hunt: Showdown è ambientato (inizio ‘900) porta con se un pò di varietà, soprattutto a livello di armi. L’attesa per questo titolo sarà, probabilmente, molto lunga dato che si parla di fase alpha solo adesso. Nulla vieta di sperare che il gioco venga rilasciato in fase beta prima della fine del 2018.

escape from tarkov

I più attesi di Tuxx!

Un assaggio molto rapido nello scorso anno durante il Cartoomics è bastato per farmi attendere, o meglio a far attendere all’uomo col baffo spiovente e il grilletto facile che è in me, l’uscita dell’italianissimo Milanoir. Vero e proprio action in terza poliziottesco, trasforma e mette in pixel le classiche storie “polar”, ovvero dove il protagonista è un malavitoso, dei film nostrani anni 70 sull’onda di Milano Odia, La polizia vuole giustizia, Napoli Violenta e compagnia briscola, quando i cattivi, anche se protagonisti, restavano individui schifosi e rabbiosi, per i quali ben poco simpatizzare o fare il tifo. Il tutto diventa quindi un GTA 1 in salsa nostrana, alla romana, tra borgate e borgatari, viaggi in Vespa, sparatorie, ma pure momenti più stealth, in un contesto italiano per una volta legato alla storia recente e lontano dal “chisto è paese do sole e dommare” a cui all’estero spesso ci riducono: pure qua si spara e si coltella, e manco abbiamo fatto poi chissà quanti progressi da allora.
Altro gioco è invece discutibile sotto il termine di “attesa”, a meno che non si intenda un qualcosa di più vicino a Carlo Croccolo con la doppietta in braccio da Tre uomini e una Gamba.
Il 2018 infatti riporterà sui nostri schermi un titolone di casa Double Fine, una cosina da poco come Psychonauts 2, sequel episodico del gioco che seppe coniugare il classico platform ad esplorazione 3D con una trama incredibile ed una creatività davvero fuori controllo per quanto zuppa di idee, storie e trovate. In breve, il nostro Raz è uno psiconauta, addestrato per entrare nella mente delle persone e liberarle dalle loro paure o pazzie, trovandosi in rappresentazioni strane e metaforiche del loro Io. Un po’ Tim Burton, un po’ Tim Schafer coi suoi tocchi anche critici ma senza dimenticare l’umorismo del passato ed un gameplay solido con boss da urlo.
Però nel frattempo è capitato Broken Age, una delle cadute nel loffio più grandi della storia dei videogiochi, come ben sanno i miei colleghi che spesso si trovano costretti a picchiarmi sulle rotule con un ferro 3 nel momento in cui inizio i miei strali al proposito andando avanti per ore tra critiche e grida furiose. Ma di quella furia buona, di quella verso chi amavi, e che invece ti ha deluso.
Ora quindi non potrò venire deluso, vero? Vero???? Eh? EHHH? Vero? Sarà una bomba, giusto?
EH, VERO???
VERO???
OOO???
In calce, attesa anche per la stabile di Slaps and Beans, le indagini di Detective Gallo (che figo, tutta roba di casa nostra), ah e pure l’oscuro The Last Night.

Milanoir

I più attesi di Sergio!

Dopo due episodi sottotono torna la serie di Soul Calibur. Con il sesto capitolo spero vivamente che Namco Banda potrà riportare la saga ai fasti dei primi tre
capitoli. A dire il vero non ci sono tante informazioni al riguardo, ma Motohiro Okubo ha promesso un ritorno alle origini: sia a livello di meccaniche, sia
a livello puramente narrativo, tanto da definirlo un reboot… e ciò fa ben sperare.

Soul Calibur 6


E con questo è tutto gente!

Non ci rimane che sperare che questi giochi escano e che non siano ciofeche.

Buon anno!


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