I VIDEOGIOCHI MIGLIORI DEL DECENNIO

I VIDEOGIOCHI MIGLIORI DEL DECENNIO – Secondo Truegamers.it


Ah i videogiochi migliori del decennio. Eh sì, perché questa generazione, assieme a questi anni ‘10 del 2000, stanno volgendo (finalmente?) al termine. Non si tratta di una “fine” indolore, nessuna delle due. La next-gen non è ancora riuscita ad arrivare nelle case di tutti quelli che la desideravano e chissà quando ci riuscirà. Che dire poi di questo anno 2020? Meglio non dire nulla va, e, come si fa spesso in tempo di sconforto guardare per un attimo alle glorie del passato, prima di fiondarci con entusiasmo e timore nel futuro.

Sono stati anni intensi, fatti di grandi cambiamenti in questa industria sempre in movimento. Anni di scandali, di crolli e nascite, ma soprattutto di grandi, grandi giochi. 


Ed è di loro che vi parliamo in questo articolo che raccoglie quelli a cui la nostra redazione ha affibbiato i voti più alti. Sono i giochi che più ci hanno colpito e che hanno preso un posto indelebile nel nostro cuore di recensori. Quei giochi che una volta giocati è impossibile dimenticare.

Ma ora bando alle romanticherie e sotto con la lista!


I VIDEOGIOCHI MIGLIORI DEL DECENNIO –

Secondo Truegamers.it


ZELDA BREATH OF THE WILD


The Legend of Zelda: Breath of the Wild

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2017

LINK ALLA RECENSIONE: The Legend of Zelda: Breath of the Wild – Recensione


Abbiamo detto di lui: The Legend of Zelda: Breath of the Wild rappresenta quello che è stato The Legend of Zelda trent’anni fa e quello che fu Ocarina of Time sul finire degli anni 90: un titolo imprescindibile. Un prodotto curato fino nei minimi particolari, capace di rilanciare non solo un’intera serie, ma di far progredire meccaniche di gioco ferme almeno da 10 anni. E’ chiaro a tutti che dopo l’avvento Breath of the Wild sarà impossibile per ogni open world tornare indietro: Nintendo ha fatto evolvere ancora una volta il panorama videoludico, riuscendo non solo a incantare sul versante delle meccaniche di gioco, ma anche su quello tecnico/artistico, regalando un prodotto soave, un’opera videoludica che abbraccia la
poesia e la delicatezza, ma che mai dimentica le origini del media su cui appoggia tutte le sue fatiche, del suo linguaggio – quello della giocabilità, di farci tornare il piacere di fantasticare, di accendere l’inventiva, di non essere semplici spettatori di una narrazione, ma di poter interagire con essa in modo profondo ed appagante.
Nintendo ancora una volta riporta dignità al videogioco, delineando in maniera chiara e coincisa le differenze che passano tra un prodotto ludico e un film, senza per questo rinunciare ad entrambe le cose, regalando un’opera di una sensibilità incredibile, qualcosa di davvero maturo in un panorama che spaccia dozzine di titoli tutti uguali da giocare, vedere e scoprire come evoluzione del media.
Zelda: Breath of the Wild ha in sé l’essenza di un libro, si gioca come il più classico dei videogiochi e si ammira come il miglior degli anime.


RED DEAD REDEMPTION 2


Red Dead Redemption 2

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2018

LINK ALLA RECENSIONE: Read Dead Redemption 2 – Recensione


Abbiamo detto di lui: E alla fine è arrivato. Il gioco che finalmente è riuscito a strapparmi il 100. Mi ci sono volute quasi 5000 parole per cercare di spiegarvi cosa è Red Dead Redemption 2, ma sento che anche scrivendone altre 5000 non mi sentirei soddisfatto. Se dovessi scegliere una parola e una sola per descriverlo in tutta quanta la sua interezza allora non potrei fare a meno di scegliere traguardo. Perché questo gioco rappresenta proprio questo: un traguardo raggiunto dal genere open world dopo un cammino ventennale cominciato con Shenmue. Certo di altri capolavori ne abbiamo avuti tanti, ma questo titolo rappresenta secondo me se non l’apice, comunque un passo importantissimo di quel cammino, un vero e proprio punto di svolta che alza ancora una volta l’asticella di quello che si può e non si può fare nel mondo dei videogame. Nonostante questo, lo sottolineo di nuovo: a molti questo gioco non piacerà, perché non è il solito videogame da prendere e spolpare in qualche ora. È una vera e propria esperienza interattiva così come non se ne erano mai viste prima. E vi giuro che mi costa scrivere queste righe, perché non pensavo che sarei mai arrivato a pensare questo di nessun gioco… a parte Metal Gear Solid si intende.
Ma tornando seri, non posso fare altro che le mie congratulazioni a Rockstar per aver spinto un genere oltre i suoi limiti ancora una volta, e consigliare a tutti voi di provare almeno una volta nella vita questo gioco. Non guarderete più a questo media con gli stessi occhi.


GTA 5


GTA V - Data d'uscita

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2013

LINK ALLA RECENSIONE: GTA V – Recensione


Abbiamo detto di lui: Rockstar ha posato un’altra pietra miliare lungo l’intricata via del mondo dei videogiochi. GTA V e un capolavoro di tecnica mai visto che, nonostante qualche sbavatura, stupisce e lascia il segno su chi lo gioca. Sembra quasi che Rockstar abbia deciso di lanciare un monito: “L’ industria videoludica può fare questo!” e difficilmente le altre case produttrici potranno ignorarlo. Divertente, coinvolgente, satirico: un titolo che non si risparmia e non risparmia nessuno, nemmeno il giocatore che rimane catturato dalla trama e dalla bellezza di Los Santos. Un acquisto obbligato per tutti gli amanti dei videogiochi.


PERSONA 5


Persona 5

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2016

LINK ALLA RECENSIONE: Persona 5 – Recensione


Abbiamo detto di lui: Che viaggio ragazzi! Persona 5 entra ufficialmente nell’olimpo dei giochi più belli mai provati da questa redazione.
Lo stile impeccabile, una storia dalla sceneggiatura scoppiettante e un gameplay complesso che mescola in maniera perfetta componenti di vari generi, lo rendono un gioco quasi perfetto… sempre che vi piaccia il modo di fare giapponese e capiate l’inglese.
Un’esperienza da provare assolutamente e che stabilisce un nuovo metro di paragone per quanto riguarda i JRPG.
Un acquisto obbligato per chi ama questo genere, ma sono sicuro che la sua atmosfera incredibile sia in grado di catturare chiunque.
In fondo è facile farsi prendere: basta solo lasciarsi andare e levarsi la maschera.


STARCRAFT 2 LEGACY OF THE VOID


Starcraft II: Legacy of the Void

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2015

LINK ALLA RECENSIONE: StarCraft II: Legacy of the Void – Recensione


Abbiamo detto di lui: StarCraft II: Legacy of the Void non delude le aspettative: si tratta di un capolavoro sotto ogni punto di vista.
La campagna è ricca di momenti spettacolari e emozionanti (confesso di aver rischiato le lacrime in una certa missione) ed è la degna conclusione di un’epopea durata 17 anni, capace di appassionare fan di generazioni diverse come poche altre serie possono dire di aver fatto. Il multiplayer è stato arricchito di nuove meccaniche e modalità che siamo sicuri ridaranno nuova linfa alla attivissima community del gioco e riusciranno ad attirare anche nuove reclute fra le fila dei progamer.
Blizzard ce l’ha fatta ancora una volta e non ci resta che ringraziarla per averci regalato questa splendida serie di giochi. L’unica nota dolente è che ora StarCraft è concluso definitivamente. O forse no?


ASTRAL CHAIN


Astral Chain

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2019

LINK ALLA RECENSIONE: Astral Chain – Recensione


Abbiamo detto di lui: Astral Chain si conferma una delle nuovo IP più sorprendenti dell’anno. L’azione frenetica di cui Platinum è garante viene arricchita da un’ambientazione molto peculiare rappresentata da un design di personaggi e ambienti deciso e incisivo: vi sono tutti gli elementi di magnetismo “over the top” che fanno spadroneggiare il gioco nel suo genere, e le rendono talmente carico di fomento da trasformarlo in un attrattore per gamers di estrazioni diverse. E ci potete giocare pure in tram.


FIRE EMBLEM FATES


fire emblem fates

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2016

LINK ALLA RECENSIONE: Fire Emblem Fates – Recensione


Abbiamo detto di lui: Senza giri di parole, Fire Emblem Fates è un giocone: a prescindere dalla versione, giusto contando che aggiungere il dlc Revelations è quasi un must, il nuovo titolo di Intelligent Systems offre un’esperienza incredibilmente longeva e profonda ricca di epicità a bizzeffe nel puro stile della serie. Rimane infine un solo dubbio: meglio questo o Awakening?


THE WITCHER 3 WILD HUNT


The Witcher 3: Wild Hunt

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2015

LINK ALLA RECENSIONE: The Witcher 3 Wild Hunt


Abbiamo detto di lui: Ogni decina di anni esce un gioco che definisce lo standard qualitativo di un determinato genere. The Witcher 3 Wild Hunt è uno di questi giochi. Gli unici difetti contestabili sono una manciata di piccoli bug e un sistema di movimento abbastanza scomodo. Per quanto riguarda il resto è semplicemente un capolavoro.


SHOVEL KNIGHT


ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2014

LINK ALLA RECENSIONE: Shovel Knight – Recensione


shovel knight

Abbiamo detto di lui: Shovel Knight è un titolo spettacolare, perfetto anello di collegamento tra il vintage e il nuovo: giocabile, impegnativo, ironico e ricco di personaggi memorabili, riesce a imporsi “di potenza” nell’affollato mondo degli action/platform grazie alla pura qualità dei suoi contenuti. Se non il migliore, è tra i migliori titoli del 2014.


DEVIL MAY CRY 5


ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2019

LINK ALLA RECENSIONE: Devil May Cry 5 – Recensione


Devil May Cry 5

Abbiamo detto di lui: Questi 11 anni di attesa sono stati lunghi, ma alla fine abbiamo avuto tutto quello che volevamo e anche di più. Ottima trama, ottimo cast di personaggi, un sistema di combattimento che è probabilmente il migliore sulla piazza e un comparto tecnico da urlo. Devil May Cry 5 è indubbiamente il capitolo migliore della saga e, lo dico senza paura, il miglior hack’n and slash di sempre. Deve essere vostro, anche a costo di fare un patto col diavolo, ma se lo fate, poi non lamentatevi se poi tentano di affettarvi o spararvi eh!


OCTOPATH TRAVELER


ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2018

LINK ALLA RECENSIONE: Octopath Traveler – Recensione


Octopath Traveler

Abbiamo detto di lui: Octopath Traveler è la dimostrazione pratica di come l’industria, quando vuole, abbia la volontà e la capacità di produrre qualcosa di solido innovando strutture consolidate; ancor meglio, è la prova che il pubblico ha ancora il palato per gustare prodotti curati e di carattere; e ancor MEGLISSIMO, è l’ennesima inculata a tutti i becchini dei media che decidono quali generi siano in o out in base a divinazioni fatte in seguito a trip acidi.


PILLARS OF ETERNITY

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2015

LINK ALLA RECENSIONE: Pillars of Eternity – Recensione



Abbiamo detto di lui: Pillars of Eternity è quello che doveva essere e anche di più. E’ l’ennesima dimostrazione che si può produrre giochi di alto livello dedicando i propri sforzi alla qualità piuttosto che alla quantità. Non eccelle nella giocabilità per un paio di difetti, ma non bastano a rovinare l’esperienza. La difficoltà normale potrebbe non rappresentare un ostacolo per chi ha già navigato intorno alla Black Isle, ma è comunque possibile aumentare il grado sfida fino al masochismo ostinato. Resta un gioco impossibile da gustare se preso alla leggera e rivolto più che altro a giocatori “maturi”.


MONSTER HUNTER 4

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2013

LINK ALLA RECENSIONE: Monster Hunter 4 – Recensione


Monster Hunter 4 Ultimate

Abbiamo detto di lui: Monster Hunter 4 è sicuramente il capitolo più bello e completo della serie. Ha miglioramenti e qualche piccolo difetto trascinato, ma tutto svanisce di fronte al solito clima autoironico tipico della serie (o tipico giapponesi). Se avete amato i giochi precedenti, amerete questo. Se approcciate per la prima volta l’universo di MH è questo il momento giusto per gettarvisi. Ho 130 ore di gioco e nessuna noia; davanti a me ho ancora molto da fare. Indispensabile.


GRIM DAWN

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2016

LINK ALLA RECENSIONE: Grim Dawn – Recensione


grim dawn

Abbiamo detto di lui: Un titolone: profondo, longevo e impegnativo ha tutte le carte in regole per essere uno dei migliori nel suo genere. E anche in altri generi, pesca sportiva esclusa.


MGS V PHANTOM PAIN


ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2015

LINK ALLA RECENSIONE: Metal Gear Solid V: The Phantom Pain


Metal Gear Solid V: The Phantom Pain

Abbiamo detto di lui: Metal Gear Solid V: The Phantom Pain è un titolo immenso per gameplay, contenuti e reparto tecnico. A non renderlo perfetto sono purtroppo alcune scelte narrative fatte da Kojima, che, seppur dimostrando come sempre un immenso coraggio, non sembra riuscire a “concludere” definitivamente la storia della sua più amata creatura e decide di lasciare ancora qualcosa in sospeso; forse per sempre. Nonostante questo siamo di fronte ad un capolavoro, capace di irretire il giocatore e trascinarlo in ore, ore e ore, e di divertimento. Un acquisto obbligato per tutti i fan della saga e per tutti coloro che amano i videogiochi in generale, anche se a loro devo dire questo: giocatevi prima gli altri capitoli! E’ un ordine!


FIRE EMBLEM 3 HOUSES


FireEmblemThreeHouses

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2019

LINK ALLA RECENSIONE: Fire Emblem: Three Houses


Abbiamo detto di lui: Fire Emblem: Three Houses si è fatto attendere tanto, ma ne è stravalsa la pena. Il gioco torna in tutta la sua solidità strategica offrendo, tanto su schermo fisso che portatile, un’esperienza ludica profonda e longeva. Come sempre, la serie non solo cattura grazie al gameplay, ma anche – o soprattutto? – grazie al cast di personaggi, ciascuno foriero di storie personali alle quali difficilmente si potrà evitare di affezionarsi (accettandone tutte le conseguenze del caso).
Consigliatissimo.


POKÉMON SOLE E LUNA


ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2016

LINK ALLA RECENSIONE: Pokémon Sole e Luna – Recensione 


pokemon-sole-e-luna

Abbiamo detto di lui: Pokémon Sole e Luna celebra nella maniera migliore possibile il ventesimo anniversario della lunga saga di casa Nintendo. Incredibilmente longevo, allo stesso tempo accessibile e impegnativo, è un must per tutti fan della serie e per quelli che non sanno ancora di esserlo.


SHIN MEGAMI TENSEI DEVIL SURVIVOR 2


shin megami tensei: devil survivor 2

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2011

LINK ALLA RECENSIONE: Shin Megami Tensei: Devil Survivor 2 Recensione

Abbiamo detto di lui: Shin Megami Tensei: Devil Survivor 2 Record Breaker è un gioco enorme, e non solo nel titolo! Ottimamente realizzato, tecnico al punto giusto e arricchito dal tipico tocco di delirio degli SMT nella trama e nelle interazioni tra i personaggi, è un acquisto più che consigliato per i possersi della portatile Nintendo.


HALO: THE MASTER CHIEF COLLECTION



ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2014

LINK ALLA RECENSIONE: Halo: The Master Chief Collection – Recensione


Abbiamo detto di lui: Il comparto single player di Halo: The Master Chief Collection è qualcosa di grandioso. Se siete degli “Spartan d’annata” non potete lasciarvela sfuggire. Affrontare tutte le missioni più belle, rivedere tutti i punti salienti della saga, ma soprattutto, rigiocare ad Halo 2 in versione rimasterizzata potrebbe portarvi alle lacrime (peccato solo manchi Reach!). Se invece siete dei neofiti, ma amate gli sparatutto e non avete mai giocato un solo capitolo dell’epopea del Chief, chiedete umilmente perdono al Dio dei Videogiocatori e correte a rimediare. No perché, non so se capite bene, ma al prezzo di un solo gioco vi portate a casa in blocco la più bella serie sparatutto mai realizzata per Xbox. Ma ora basta, non so che altri dirvi per convincervi a correre dal vostro negozio di fiducia e lanciargli i soldi. L’acquisto è obbligatorio!


CAOS A DEPONIA



ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2012

LINK ALLA RECENSIONE: Caos a Deponia – Recensione


Abbiamo detto di lui: Cerco di creare un finale in crescendo fomentante. Chaos on Deponia è un gioco che ha. Ha carattere ma pure umorismo, ha logica ed anche follia, ha rumori molesti e straordinarie musiche. Ogni schermata, ogni luogo, ogni personaggio non serve per la storia, è la storia: come insegnava il miglior Ron Gilbert un adventure game per essere divertente e con un certo ritmo dovrebbe evitare di inserire eventi a caso in un contesto, ma far sì che gli eventi stessi siano il contesto, ed è proprio quel che accade qua. Anzi, ora il primo Deponia lo vedo come un ottimo trampolino di lancio per questo secondo capitolo, uno dei rari casi di sequel migliore della base; ci penso e mi viene da ridere, da raccontare agli amici e soprattutto da consigliare a cuore aperto. E poi ci sono gli ornitorinchi. E delfini coi lanciamissili. Credo che bastino unicamente questi due elementi per giustificare il votone, se però non vi va bene, rileggetevi la recensione e soprattutto giocatelo, giocatelo e stragiocatelo. La maggior parte dei difetti sono piccoli, legati ai puzzle e credo ereditati dal capitolo precedente, ma concentrarsi solo su di essi sarebbe come schifare l’Arena di Verona perché non è grande quanto il Colosseo; i ritmi, le sfide e le idee, queste tanto vituperate cose che escono dalla testa sono i veri pilastri di questo caos, e me ne vogliano a male gli sparatori in prima persona, gli spacca tutto dell’action, gli amici uligani da stadio o i livellatori da RPG: questo è il gioco, questo è il voto, ed il sapere di un terzo episodio mi rende ancor più fomentato. Non posso dunque che finire così:
(banjo)
Tornare a Deponia,
sul mare ramato,
ha reso anche me un folle esaltato;
la storia diverte,
e Rufus è scemo,
ma il gioco non stanca
ed è pure longevo.
Le cose da fare,
gli oggetti da unire,
un mondo di genti
e di righe da dire,
la voglia di andare
a buttarsi in una discarica
che neanche a mangiarsi un panino col tetano
Huzzah, il panino col tetano!


DETROIT BECOME HUMAN


Detroit: Become Human

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2018

LINK ALLA RECENSIONE: Detroit: Become Human – Recensione


Abbiamo detto di lui: Detroit: Become Human è un gioco speciale che tratta argomenti in grado di toccare le corde dell’animo di chi lo gioca. Lo ripeto, si tratta di temi già affrontati in altre opere, ma che qui vengono proposti con grande efficacia, anche grazie al fatto che noi viviamo l’intera storia nei panni non dell’umano, ma dell’androide. Si tratta di un capovolgimento di prospettiva potente, che spinge chi gioca a considerare gli avvenimenti non dal punto di vista di un esponente della sua specie, ma da quello dell’altro, del diverso, del Deviante.
Tecnicamente superbo, è una vera e propria esperienza, che consiglio a tutti, anche a quelli a cui solitamente giochi del genere non piacciono. Se siete umani, le storie di Kara, Connor e Markus non potranno che coinvolgervi ed emozionarvi. Consigliato.

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