Just Cause 4 Genere, PC, PS4, Recensione, Xbox One

Just Cause 4 – Recensione: Esplosioni, tornado e libertà


Avalanche Studios

Sviluppatore

Square Enix

Publisher

Azione-Free Roaming

Genere

Ci sono giochi che si fanno amare per la loro trama e i loro personaggi, altri che si fanno amare per il loro gameplay. La serie Just Cause rientra nella seconda categoria. Incentrata sulle spericolate avventure di Rico Rodriguez, agente, ribelle e gentiluomo dedito al rovesciamento di governo dittatoriali, è da più di un decennio che continua a fare la sua comparsa sulla scena videoludica, potendosi vantare di aver attraversato ben 3 generazioni di console.
Il motivo di tale successo è proprio la sua natura estremamente caciarona e votata all’azione più sfrenata. Certo la serie porta avanti anche una trama, ma diciamocelo: è solamente una scusa per dare al giocatore la possibilità di distruggere tutto quello che si muove e di fare le peggio tamarrate che si possono immaginare con un rampino e un paracadute. Il che è proprio ciò di cui un essere umano ha bisogno ogni tanto. Fra un segone mentale spaziotemporale e delle trame impegnatissime e dense di significato, una bella pausa a base di mazzate ed esplosioni, smitraglie e pallettoni (chi coglie la citazione diventa membro della redazione onorario) ci sta, ed è quello che Just Cause ha sempre proposto al suo pubblico. Ora, dopo il terzo apprezzatissimo capitolo, Avalanche prova a proporci una nuova sagra della distruzione, condita però da alcune novità tra cui un nuovo temibile nemico: il clima. Robe che manco Al Gore in preda agli incubi dopo la peperonata.
Ma ora ciance alle bando e partiamo che c’è una nuvola fuori casa che mi guarda di traverso e non vorrei mai si trasformasse in un tornado prima che la recensione sia finita.


Di nuovo una giusta causa

Just Cause 4

Rico e Mira, una abitante di Solìs che lo aiuterà nella lotta contro Espinosa.

Oscar Espinosa è il padrone dell’isola di Solís. La popolazione vive sottomessa al suo volere e chi sgarra viene prontamente punito dalla sua milizia. Tutte le risorse dell’isola vengono impiegate dal crudele “dittatore” per il completamente del Progetto Illapa che prevede la costruzione di macchinari in grado di controllare il tempo atmosferico. Espinosa ha raccontato al suo popolo e al mondo che il progetto è stato realizzato con l’intento di poter fermare in caso di bisogno tutti quei fenomeni metereologici estremi che da sempre mettono la vita delle persone in pericolo. In verità, mira invece a controllarli e ad utilizzarli come arma per sottomettere le nazioni del mondo. Rico è deciso a impedirglielo, e per fermarlo si mette dunque a capo di dei ribelli che lottano per liberare Solìs da Espinosa, andando a creare l’Esercito del Chaos. Con questa mossa Rico spera così di riuscire a fermare Espinosa, liberare la gente di Solìs e scoprire qualcosa su suo padre, il quale pare abbia passato gli ultimi giorni della sua vita proprio a Solìs.
Da qui nasce il pretesto che permetterà al giocatore di mettere a ferro e fuoco l’isola di Solìs. Diciamo subito infatti che l’appeal principale del gioco sono proprio il ferro, il fuoco e le varie interazioni che questi due elementi possono avere durante un’esplosione. Sebbene il gioco proponga varie attività che andremo a sviscerare nel prossimo paragrafo, voglio sottolineare che la cosa principale che si fa e per cui è stato pensato Just Cause è, lo ripeto, far annichilire con esplosioni potentissime e spettacolari edifici, veicoli, soldati nemici e qualsiasi altra cosa si frapponga fra Rico e il suo obiettivo. Tente dunque conto che tutto ciò di cui vi parlerò ora sarà solo ed esclusivamente in funzione di questo. Just Cause esiste solo per questo, ed è per questo che ai suoi fan piace. Se non lo sapevate, sapevatelo,

Cos’è un uomo senza il suo rampino?

Just Cause 4

La mappa di gioco va lentamente sottratta dall’influenza di Espinosa svolgendo varie missioni. Le zone sbloccate permettono anche di si avere accesso a nuovi tipi di armi e veicoli.

Così come Sam Fisher ha i suoi visori ottici, e Gordon Freeman ha il suo piede di porco, anche Rico possiede un oggetto che subito ce lo fa correre alla memoria ogni volta che ne vediamo uno e questo oggetto è il rampino. Fin dal primo Just Cause il giocatore ha potuto utilizzarlo in combinazione con un paracadute per compiere acrobazie ai limiti delle umane possibilità. Almeno fino all’introduzione della tuta alare in Just Cause 3; da lì Rico è diventato in grado di compiere azioni da far invidia anche ad Iron-Man.
Naturalmente tutti questi strumenti sono disponibili al revolucionario anche in questo capitolo, rendendo il giocatore in grado di effetuare rapidi spostamenti sia a terra che in volo. Fin da Just Cause 2 il rampino può essere utilizzato anche come arma per “incatenare” nemici e veicoli fra loro o ad elementi dello scenario. Un utilizzo classico è quello di far schiantare un elicottero agganciandolo ad un albero: una minima manovra da parte del pilota si risolve sempre in un tripudio di fiamme.
Il rampino è stato poi potenziato in Just Cause 3 andando ad aggiungere nuove feature che ritroviamo anche qui, assieme a qualche novità. Abbiamo il riavvolgitore, una funzione che permette ad un cavo del rampino di attirare qualunque cosa una volta agganciato ad una superficie. Abbiamo il booster, che permette di piazzare dei ” mini-razzi” in grado di sollevare facilmente qualunque cosa ed infine il nuovissimo sollevatore, che ha un funzionamento simile al sistema fulton della serie Metal Gear: utilizzando questa funzione del rampino si aggancia un bel pallone aerostatico sul bersaglio rendendolo in grado di fluttuare o addirittura volare via. Ognuna di queste funzioni può essere inoltre potenziata tramite varie modifiche che permettono di potenziarne e combinarne gli effetti in modo da fare cose pazzesche. Tipo creare un “carroarmato hovercraft”, usando sollevatore e booster in combo. L’unico limite è la vostra fantasia.
Ottenere questi potenziamenti però richiede un minimo di impegno nell’affrontare varie missioni secondarie fornite da alcuni comprimari, che diventano disponibili man mano che si procede con la trama principale del gioco.

Just Cause 4

Vedere i tornado seminare morte ed esplosioni, mentre si fa lo stesso è ciò che il gioco ha di meglio da offrire.

Quest’ultima si dipana fra svariate missioni che richiedono di svolgere attività come liberare porzioni della mappa dall’influenza di Espinosa, difendere delle postazioni, distruggere degli obiettivi o liberare dei prigionieri. Basta. La varietà è davvero poca, anche se qualche missioncina interessante c’è, soprattutto quelle che spingono al confronto con la potenza del Progetto Illapa. In quei casi Rico deve affrontare fenomeni atmosferici come tornado, tempeste di sabbia e tempeste di fulmini. Ognuno di questi ha effetti diversi sul gameplay anche se c’è da dire che gli unici a causare dei cambiamenti veramente incisivi sono i tornado. Vedere la distruzione che sono in grado di provocare e avere la possibilità di volarci attorno con la tuta alare seguendone il moto rotatorio è qualcosa di assolutamente spettacolare. I momenti in cui ci avrete a che fare sono indubbiamente fra i più esaltanti di tutto il gioco. Tempeste di sabbia e di fulmini potevano invece essere sfruttate molto meglio: le prime danno solo qualche problema di visibilità e le seconde hanno come unico effetto quello di rendere gli spostamenti verticali di Rico più difficoltosi. La trama comunque, anche se richiede circa una ventina di ore per completarla, continua ad essere solo, come detto sopra, un pretesto e nulla di più. La regia dei filmati, la sceneggiatura, è tutto privo di mordente e non riesce a coinvolgere: sembra di essere costantemente all’interno di un film d’azione americano scritto con poca fantasia. Certo vi avevo avvertiti che Just Cause non si gioca per la trama, ma almeno gli altri avevano qualche dialogo o scenetta divertente, mentre qui manco quelli; l’intero divertimento è affidato unicamente alle idiozie che il gameplay permette di fare.

Una mappa intera da distruggere

Just Cause 4

Con un sapiente gioco di rampino e tuta alare è possibile coprire grandi distanze anche senza veicoli.

Come da tradizione per la saga è stata mantenuta la struttura free-roaming. Il mondo di gioco è composto da un’unica grande mappa che il giocatore può esplorare a piacimento. Su questo versante il gioco si difende bene, proponendo location ampie e puttosto curate che il giocatore può raggiungere sfruttando il sistema rampino/tuta alare/paracadute o utilizzando una quantità e una varietà di veicoli esorbitante. Bulldozer, mezzi militari, droni, dirigibili, caccia, motoscafi… se potete vederlo potete pilotarlo e naturalmente distruggerlo. Rico può inoltre utilizzare svariati pezzi d’artiglieria in grado di seminare morte ed esplosioni in qualunque direzione vengano puntati. Il gioco non ha assolutamente rivali per quanto riguarda gli effetti di esplosioni che sono in assoluto le più grandi e scenografiche attualmente sul mercato. Buono anche il motore fisico, che sebbene fallisca nel riprodurre in maniera veramente fedele gli impatti dei corpi scagliati dalla potenza delle deflagrazioni, si presta alla natura del titolo garantendo scene piuttosto divertenti quando cose e persone finiscono inevitabilmente per cozzare fra di loro.

Scendendo più sul tecnico c’è da dire che, sebbene il gioco non sia da buttar via nel suo complesso, ci sono molte cose che mi hanno fatto storcere il naso, una su tutte il motion blur. Quanto, quanto diamine è aggressivo il motion blur in questo gioco. Davvero, ci sono stati dei momenti in cui girando la telecamera mentre guidavo un veicolo l’ambiente circostante finiva col trasformarsi in un ammasso informe di roba sfoocata che manco quando mi alzo la mattina e giro di casa senza occhiali vedo così. Serviva davvero così tanto motion blur? Le texture e i modelli dei personaggi secondari sono veramente scarni e scarsi di poligoni, tanto che a volte sembrano usciti da produzioni di qualche anno fa. Non parliamo poi delle espressioni facciali, che, quando non sono del tutto assenti, sono decisamente poco credibili. Cosa dire poi dell’acqua? Credo sia una delle peggiori mai viste in produzioni recenti e la cosa mi sorprende alquanto visto che quella di Just Cause 3 era decisamente migliore. Sempre sul fronte tecnico sono da segnalare anche alcuni bug relativi alle quest: più di una volta mi è capitato di dover riavviare una missione a causa di NPC che non ne volevano sapere di fare quello che dovevano o obiettivi che rimanevano bloccati anche una volta completati. Questi difetti danno la sensazione di un prodotto terminato in fretta, non rifinito, del quale sono stati trascurati elementi che nel capitolo precedente erano decisamente più curati. Come mai questo sia accaduto vorrei proprio chiederlo ad Avalance, visto anche che alcuni elementi tecnici del gioco sono veramente ben realizzati come ad esempio agenti atmosferici “malvagi”, spettacolari nel loro dominare la scena. Totalmente anonimo il comparto audio e poco interessante anche il doppiaggio, con gli attori che sembrano limitarsi a leggere le battute, senza metterci un minimo di pathos.

Grafica 70%
Sonoro 60%
Giocabilità 80%
Carisma 60%
Longevità 80%
Final Thoughts

Just Cause 4 è il solito roboante conglomerato di ignoranza ed esplosioni e questo ci piace. È quello che Just Cause ci ha sempre dato ed è quello che da Just Cause vogliamo. Quello che non vogliamo è un gioco poco curato tecnicamente, che presenta difetti che il suo predecessore non aveva. Quello che non vogliamo è un gioco che ha delle buonissime intuizioni, come quella di rendere il tempo atmosferico un'arma, ma che non le sfrutta fino in fondo. Non dico che con un po' più di impegno avremo avuto un capolavoro, ma almeno un prodotto dall'aspetto curato e in grado di offrire qualcosa in più rispetto al passato. Consigliato solo ai fan della saga a e a tutti quelli che possono giocare ad un videogame con come unico scopo quelle di trovare l'esplosione perfetta. So che siete la fuori. Sono uno di voi.

Overall Score 70%
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