3DS, Recensione

Justice Chronicles – Recensione


Kemco, Hit-Point

Sviluppatore

Kemco

Publisher

Gioco di ruolo

Genere

A questo giro prendiamo nelle nostre adunche mani Justice Chronicles, porting 3DS dell’omonimo titolo Android firmato dalla giapponese Kemco. Secondo voi com’è andata?

Le cronache della giustizia

Justice Chronicles è ambientato in un mondo fantasy diviso “in due”, dove le maggiori area abitate sono la terra di Illumica, la superficie, e quella di Laft, una landa sotterranea il cui controllo è diviso tra varie tribù di vario grado di incazzatura e dove i fanatici servitori dell’oscurità rompono le bolas un po’ a tutti – inclusi, a quanto pare, quelli della superificie. All’inizio del gioco saremo messi nei panni del giovine Kline, nuova recluta dei cavalieri di Illumica inviato assieme a senior Vil e Anne in una missione di ricognizione a Laft per capire…cosa stia succedendo di sotto, grosso modo. Inutile a dirsi che le cose non andranno esattamente per il verso giusto a causa del comportamento sin troppo ligio agli ordini di Vil, che lascerà Kline da solo ad aiutare la maga Alia dalla minaccia di un mostro fuori scala. Le conseguenze del salvataggio porteranno Kline in contatto con una creatura sovrannaturale, e da qui inizierà propriamente la sua avventura, alla scoperta di un modo per tornare su Illumica scoprendo le innumerevoli magagne non solo delle fazioni di Laft, ma anche dei suoi (ex?) commilitoni.

Le cronache del gameplay

justice chroniclesIl gameplay di Justice Chronicles non si discosta molto dagli standard classici del genere. Si gira per varie location, nei dungeon (e in generale in quelle “non sicure”) ci sono attacchi casuali, il cambio area si fa da una mappa generale dalla quale si sceglie la destinazione. I combattimenti sono a turni, con un party di max tre persone e funzioni classiche come attacco, abilità/magia, uso di oggetti, difesa e l’immancabile fuga. Ogni personaggio – a partire da diversi momenti del gioco, per esigenze di trama e non solo – avrà a disposizione una “guardian beast” come guerriero di supporto. Le beshtie non saranno controllabili direttamente, ma attaccheranno o lanceranno incantesimi a cazzo dopo l’azione del personaggio al quale sono abbinate – avranno anche dei loro punti ferita, e potranno rimanere attivi anche dopo il KO del personaggio di riferimento. I personaggi potranno anche attivare delle tecniche combinate – spesso risolutive contro determinati avversari – legate a determinate presenze nel party.

Justice Chronicles offre anche un semplice sistema di crafting: con i componenti raccoglibili in appositi punti lungo i dungeon, potremo potenziare armi ed equipaggiamenti. Con ricette apposite, potremo sviluppare nuove armi sulla base di altre precedentemente pompate – ed è una cosa buona, visto che strettamente parlando di oggetti di offesa, non è che nei negozi si trovi alcunché. Oltre agli oggetti di supporto classici (pozioni etc.) potremo anche acquistare/trovare gemme speciali da abbinare a pezzi di equipaggiamento per ottenere skill extra o semplicemente qualche potenziamento.

Sulle basi del gameplay, molto vicine agli standard classici del genere, si può dire che funzionano bene: Justice Chronicles offre un’esperienza classica da jrpg dove si parla e gironzola, si esplorano dungeon e si picchiano mostroni di varia foggia e cattiveria. Il sistema di raccolta e crafting spinge a riesplorare aree già viste, sfruttando il respawn dei punti di raccolta. La presenza di “mostri portinai” che bloccano l’accesso ad alcune aree e che di solito sono troppo forti al primo incontro funge da justice chronicles (1)_2ulteriore incentivo alla ri-esplorazione senza far scadere il tutto nel tedioso. Di contro, complice anche un’estensione non eccessiva delle varie aree, si fanno molto sentire i combattimenti casuali, spesso MOLTO presenti. I dungeon sono strutturati piuttosto bene, con forse giusto le mappe non precisissime (un po’ in stile Tecnocasa), ma comunque nulla di grave. Peccato invece per la poca presenza di oggetti esaminabili, anche nelle aree pacifiche, che avrebbe dato un po’ di “flavor” in più all’andare in giro. Non esistono side quest vere e proprio, solo liste di “request” da prendere da appositi png e che di solito consistono in “raccogli X unità di un oggetto” o “uccidi tot mostri di un dato tipo”. In toto, comunque, Justice Chronicles funziona bene e intrattiene grazie al mix di basi classiche e trama interessante, con personaggi principali piacevoli e tanti dialoghi che ci spingono a voler tenere il gioco acceso sempre quei minuti in più per vedere ogni segmento come va a finire.

Le cronache del comparto tecnico

Sotto il profilo tecnico, Justice Chronicles risulta abbastanza godibile nonostante qualche bega minore.

justice chroniclesLa grafica è di matrice sedicibittiana. Se gli ambienti sono carini da vedere ma mai troppo ricchi di dettagli (anche gli interni delle case, per esempio, tendo un po’ a somigliarsi tutti), va meglio con i personaggi, specie i protagonisti e in generale quelli “con un ritratto” nei dialoghi che hanno un design più che interessante. Anche i menu sono un po’ scarni.

Nonostante la mancanza di doppiaggio, il comparto sonoro si muove bene tra effetti sonori e tracce musicali: retrò i primi, adatte al contesto le seconde (molto carino il battle theme, in particolare). Peccato giusto che “numericamente” parlando, le tracce non siano molte.

Il sistema di controllo è in generale buono, con minuscole amnesia del direzionale in fase di esplorazione: in generale, non ci saranno mai crisi tecniche da bestemmioni; a tal proposito, segnaliamo che anche il sistema di salvataggio funziona come si deve.

Valutazione

Grafica 78%
Sonoro 77%
Giocabilità 79%
Carisma 82%
Longevità 80%
Final Thoughts

Justice Chronicles è un buon rpg di stampo nipponico classico che, nonostante valori di produzione non altissimi e qualche "strascico" del porting da piattaforma mobile, riesce comunque a offrire una buona esperienza ludica e soprattutto una buona storia.

Overall Score 79%
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