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Katana Soul – Recensione: Ottimo retro-gusto italiano


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Tornano all’attacco i nostri amiconi del team italiano SEEP: a questo giro recensiamo Katana Soul, loro ultima uscita in pieno revival degli anni ruggenti del Commodore 64. Come sarà andata a finire?

All’anima della katana

Katana Soul – qui recensito in versione PC, ma disponibile anche per Android – ci mette nei panni del giovane samurai Kan, il quale dovrà intraprendere una pericolosa avventura attraverso il Giappone dell’epoca Sengoku per liberarne le terre da demoni fetosi, assassini e generalmente maleducati. L’avventura si ispira tecnicamente alla gloriosa era del Commodore 64, e lo fa mutuandone meccaniche ed estetica, a partire dalla psichedelica immagine d’avvio.

Il gameplay di Katana Soul è classico e intuitivo: ci si sposta sostanzialmente da sinistra a destra (con qualche variazione sul tema) facendo secchi i nemici saltando e “spadando”, cercando – e sperando – di non fare accadere il contrario. Il gioco infatti, in puro stile vintage, non annovera la possibilità né di continuare né di salvare – starà a voi ai comandi cercare di minimizzare le figure di merda e riuscire ad arrivare all’epilogo tutti interi.

katana soul

Spirito da samurai

Il primo grande punto a favore di Katana Soul sta nel gameplay: efficiente nella sua classicità, semplice e funzionale, ci sfida chiedendoci di gestire al meglio le capacità di salto e attacco del protagonista e in fondo nulla più. Il risultato finale, complice il connubio di buon level design e altrettanto buon piazzamento dei nemici, è quello di un prodotto solido e divertente da giocare, punitivo “quanto basta” e di sicuro appeal per i giocatori con la pazienza e le skill necessarie nei pollici.

katana soul

Il secondo grande punto a favore di Katana Soul sta nel comparto estetico. Iniziamo con la grafica: fomentati dalla potentissima copertina del noto illustratore e fumettista Oscar Celestini (altra nostra vecchia conoscenza…), finiremo immediatamente per fiondarci in un Giappone tetro, oscuro e apparentemente senza speranza. I pochi colori (per gli standard odierni, almeno) a disposizione sono usati con saggezza, e rendono incredibilmente evocativa l’atmosfera. A completare il tutto, segnaliamo il tocco di classe dell’audio dato dalla colonna sonora a cura di Andrea Baroni, supportata da piacevoli effetti in puro stile retro.

katana soul

In conclusione…

Il sistema di controllo risulta buono, più efficace e reattivo che in precedenti produzioni del team torinese. Fortunatamente il gioco, nella sua leggerezza, si rivela stabile ed esente da magagne di genere. La longevità è sostanzialmente quella dichiarata, bassa a livello di “mero chilometraggio” ma discreta se vediamo l’effettivo livello di difficoltà/padronanza necessaria; in più, anche qui ci si allinea alle produzioni d’epoca alle quali gli autori intendono fare questo solido tributo. Ottimo anche il fatto che a prezzo pieno il gioco costi quanto una combo cappuccino&cornetto, col valore aggiunto di poterle rigiocare una volta finito (e poi non finisce per ingrassarvi il sottopanza, almeno non direttamente).

Valutazione

Grafica 82%
Sonoro 84%
Giocabilità 80%
Carisma 83%
Longevità 78%
Final Thoughts

Katana Soul è un ottimo revival dell'era del C64, capace in pieno di rievocare il periodo a cui si ispira. Inoltre, è capace di brillare di luce propria (e non solo di effetto nostalgia) presentandosi in una veste evocativa e immersiva corroborata da una solida combinazione di gameplay e design dei livelli, tanto buona da farvi usare il verbo "corroborare" in una frase. Consigliatissimo ai retrofan e non solo.

Overall Score 81%
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