kenshi PC, Recensione

Kenshi – Recensione – Un mondo desolato pieno di possibilità


Lo-Fi Games

Sviluppatore

Lo-Fi Games

Publisher

Sandbox, GDR

Genere

Kenshi è un gioco RPG, senza una trama principale, che ci mette a disposizione una mappa molto grande. La mancanza di uno scopo preciso ci permette di perseguire obbiettivi che ci poniamo noi. Le possibilità sono veramente tantissime, si passa dal vagare per la mappa vivendo di furti al creare una nuova fazione tra quelle esistenti.

Kenshi è un titolo in sviluppo da anni, principalmente perchè tutta la prima fase di sviluppo (6 anni!) è stata portata avanti solamente da Chris Hunt. Successivamente il team della Lo-Fi games si è un pò espanso e attualmente conta quattro persone. Dopo anni di travaglio e una lunghissima fase early access, Kenshi è finalmente giocabile nella sua versione 1.0.

Smarriti

Il primo impatto con Kenshi è molto poco amichevole. Dopo aver creato il nostro personaggio e scelto una delle razze disponibili, verremo proiettati in una delle città sulla mappa. Il nostro equipaggiamento sarà il più basilare esistente così come le caratteristiche del nostro personaggio. Combattere con un avversario qualsiasi ci porterà quasi sicuramente alla morte o alla prigionia. L’unico aiuto presente sono dei mini tutorial che proveranno a spiegarci le funzioni base dell’interfaccia e alcune delle azioni che potremo compiere. Da qui, il futuro del personaggio sarà in mano nostra.

kenshi

Partenza in salita

Le mie prima partite su Kenshi sono state un disastro. Il gioco tende a non perdonarvi gli errori e molto spesso finirete derubati o inseguiti da una decina di persone semplicemente perchè potreste avere del cibo con voi. La fase iniziale del gioco ci vede da soli e con pochi soldi, senza sapere bene cosa fare. Vivere di rapina richiede un minimo di esperienza, fare a botte è fuori discussione, estrarre minerali e commerciarli può essere uno dei modi più tranquilli per avere un minimo di denaro. Esplorare ci permette di reclutare altri personaggi che spesso hanno delle specializzazioni (cuoco, guerriero ecc…) che ci possono tornare utili. Una volta superate le prime 20 ore di gioco, dovreste essere riusciti a entrare un minimo nell’ottica di Kenshi. Da notare il fatto che non esiste un game over, se il vostro personaggio muore potrete continuare a utilizzare il resto delle persone nella vostra squadra. In caso tutta la squadra muoia, dovrete essere voi a ricominciare la partita. La vostra presenza non è nulla, con o senza di voi la simulazione continuerà.

Gioco di squadra

Da soli non potrete fare molto se non esplorare e vivere di espedienti. Esistono anche altre possibilità ma sono perseguibili a lungo termine, dato che ci vorrà un bel pò di allenamento per diventare decenti nel combattimento. Il modo migliore per godersi Kenshi è quello di costruire lentamente una squadra di persone. Nei bar dei vari insediamenti troverete sempre qualche avventuriero pronto a seguirvi per una somma di denaro spesso ragionevole.

Dettagli che fanno il gioco

Uno degli aspetti più intrigante di Kenshi è la quantità di elementi da scoprire e i numerosi dettagli che in altri giochi, spesso, non vengono nemmeno considerati. Esplorare vuol dire conoscere nuove culture e religioni, esponendosi sempre a nuovi rischi. Mi è capitato di fare la domanda sbagliata a un membro di un culto, finendo inseguito dalla popolazione dell’intera cittadina in cui mi trovavo. Può anche capitare di reclutare un nuovo compagno semplicemente dicendogli le parole che vuole sentirsi dire.

Insediamenti

Kenshi ci da la possibilità di acquistare delle proprietà all’interno di alcuni insediamenti, un posto quasi sicuro dove ricercare nuove tecnologie e trovare rifugio in caso di bisogno. La nostra ambizione ci potrebbe anche portare a creare una nuova cittadina in un luogo scelto da noi. Dovremo comprare materiali da costruzione da uno dei mercanti, utilizzandoli poi per edificare le strutture di base. Una struttura adatta può anche permetterci di diventare il mercante del luogo (volendo si può fare anche con un edificio in città). Il problema dei nuovi insediamenti è la sicurezza, sarà necessario assoldare un buon numero di guardie per scacciare eventuali banditi o animali.

Interfaccia

Kenshi è molto poco amichevole nelle prime battute e la sua interfaccia non aiuta moltissimo. Gestire un gruppo di poche persone non è un problema, far funzionare i turni di guardia e di lavoro di una città è un discorso diverso. Il lato positivo dell’hud e che sono state concentrate tutte le informazioni utili. Il lato negativo e che con poca dimestichezza ci si confonde facilmente e si finisce per cercare invano qualche informazione. Il feeling è molto in stile GDR anni 90′, quei tipi di giochi che richiedevano più persone per capirne bene tutte le funzioni.

Ferite

Il sistema “medico” di è uno dei punti forti dell’intero gioco. Durante un combattimento possiamo essere feriti in molti modi differenti. Un taglio ci procurerà una perdita di sangue arginabile solamente grazie a una benda. Essere colpiti ripetutamente nello stesso punto del corpo può portare a conseguenze molto più severe. Molte ferite possono farci perdere un arto o renderlo inservibile fino a che non lo si cura a dovere. Un braccio mancante può essere sostituito con uno robotico, a patto di essere in grado di procurarsi il necessario.

Comparto Tecnico

I maggiori problemi di Kenshi sono relativi all’aspetto tecnico, in quanto non viene utilizzato un motore grafico classico. Il risultato attuale è ottenuto unendo svariati elementi in una sorta di motore grafico unico ma di non facile gestione. Kenshi non è assolutamente così facile da far girare bene, mastica una tonnellata di ram e effettua sovente dei lunghi caricamenti. Visivamente è, a dir poco bizzarro, e coloro che pretendono la grafica ben definita non riusciranno a giocarci senza storcere il naso.

Sonoro

Il sonoro di Kenshi non è propriamente lo stato dell’arte sebbene conti una colonna sonora originale della durata di circa 50 minuti. La soundtrack è stata allineata alla desolazione che incontreremo nel gioco e le tracce vengono riprodotte casualmente durante la partita. In caso voleste acquistarla, si trova nella pagina del negozio di Steam con un prezzo di 4.50 euro. Gli effetti invece sono molto più abbozzati e molto spesso non riusciremo a trarne delle informazioni utili per il gioco. Le linee di dialogo non sono doppiate, ma da uno studio indie composto da poche persone non ci si poteva aspettare altro. I doppiatori costano, meglio un gameplay migliore che avere dei bravissimi doppiatori che però verranno ascoltati da poche persone.

valutazione

grafica 65%
sonoro 75%
giocabilità 90%
carisma 96%
longevità 100%
Final Thoughts

Kenshi è uno di quei giochi che mi ha fatto soffrire in fase di recensione. Dopo averci speso una decina di ore avevo pensato di assegnare un voto più basso di quello attuale. Alla ventesima ora, il mio voto è salito. Giocassi ancora, ho l'impressione che il voto finirebbe per essere più alto. Il mondo di Kenshi è quasi infinito e offre opportunità incredibili. Possiamo giocarlo in mille modi diversi, sempre senza ricevere aiuto dal mondo che ci circonda. La sua cura per i dettagli è maniacale, le idee per rendere il gameplay migliore sono molto valide. Mi sto ancora chiedendo come sia possibile che una singola persona abbia dato vita a un gioco simile, riuscendo a portare a compimento un progetto durato anni. Il 75 al comparto audio è per via della colonna sonora. Ascoltata singolarmente può essere fuori luogo, durante il gioco trova tutto un altro senso.

Overall Score 85%
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