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Kingdoms of Amalur – Re Recoking – Recensione: Remastered ma non troppo


Kingdoms of Amalur Re-Recoking è l’edizione remastered del Kingdoms of Amalur originale, rilasciato per la prima volta nel 2012 e che adesso potremo nuovamente giocare in questa versione rinnovata. Per chi non lo sapesse, si tratta di un gioco di ruolo che doveva essere una sorta di prequel, single player, per un successivo MMORPG che avrebbe dovuto chiamarsi Copernicus. La versione originale del gioco non riuscì a vendere quanto previsto e dopo pochi mesi lo studio che sviluppò il gioco venne chiuso. Nel 2018 la THQ Nordic ha acquistato i diritti sulla serie, circa due anni dopo eccomi qui a recensire questo Re-Reckoning.

Vediamoci il trailer:



L’insuccesso dell’originale destò scalpore perché si era creato un discreto hype attorno al titolo e nel team di sviluppo spiccavano nomi di un certo peso. L’universo di Kingdoms of Amalur è stato creato da Robert Anthony Salvatore, quindi sappiamo già dall’inizio che non ci stiamo andando a infilare in un mondo banale e privo di basi narrative solide.


Storia


Kindoms of Amalur Re-Reckoning racconta la storia di un soldato morto durante una battaglia che viene riportato in vita grazie a una sorta di grande artefatto degli gnomi chiamato “Well of souls”. Il mondo attorno a noi è segnato dalla guerra tra i Tuatha (razza immortale) e tutte le razze mortali. Il nostro personaggio possiede la particolarità di non aver un futuro definito (infatti verremo chiamati “Fateless One”) e di non ricordare nemmeno il suo passato. Da queste premesse inizierà la nostra avventura, in un mondo piuttosto grande e con un copioso numero di linee di dialogo da ascoltare e numerose battaglie da affrontare. Perdonate l’estrema fumosità di questa introduzione ma è vitale non rivelare troppi particolari onde evitare di far intendere troppe cose.


Gameplay


Durante il gioco esploreremo cinque diverse regioni dove faremo conoscenza con diverse razze. Quelle giocabili sono quattro, rispettivamente Almain, Dokkalfar, Ljosalfar e Varani. La fase di creazione del personaggio è molto rudimentale, non aspettatevi di aver a disposizione mille opzioni estetiche per il vostro protagonista. La progressione del nostro personaggio è piuttosto classica e prevede di guadagnare esperienza facendo missioni e combattimenti. Quando si sale di livello, possiamo assegnare dei punti abilità(3) per espandere il nostro arsenale di mosse. Il loot che troveremo in giro per il mondo di gioco è stato migliorato rispetto alla versione originale, che aveva la tendenza a distribuire oggetti in modo fin troppo casuale. Il risultato si traduceva in un sacco di tempo perso a vendere oggetti completamente inutili per la nostra classe. Il combattimento è principalmente basato sul tempismo anche se il vostro nemico più acerrimo spesso è la telecamera stessa. In alcune situazioni la visuale tende a orientarsi in modo orribile facendoci perdere di vista i nemici oppure il bersaglio che stiamo colpendo.


Dialoghi & lore


Kingdoms of Amalur

L’intera avventura prevede un gran numero di linee di dialogo. Un aspetto positivo e che spesso gli NPC hanno qualcosa di interessante da dire o qualche dettaglio utile da indicare. Da queste due frasi potete capire come il gioco sia indicato per giocatori pazienti che vogliono godersi appieno la storia. Un altro modo per ottenere informazioni sono le lorestone. Vagando per il mondo potremo incontrare delle pietre con delle incisioni sopra che una volta attivate narreranno un pezzo di storia di Amalur. Navigando nei menù di gioco possiamo vedere quali lorestone abbiamo trovato andando su Status->Lorestone.


Grafica


Uno degli elementi più pubblicizzati della versione remastered di Kingdoms of Amalur Re-Reckoning è stato proprio quello della veste grafica migliorata rispetto a quella originale. La prima cosa che si nota e come il lavoro fatto sui menù di gioco sia molto limitato. L’intera interfaccia è molto datata e in certi casi poco comoda da utilizzare, così come lo era otto anni fa. Una volta ultimata la prima sezione del gioco possiamo notare come il mondo non sia troppo diverso da quello del 2012. In generale, i miglioramenti fatti non sono abbastanza appariscenti per giustificare una remastered e non riescono a farci dimenticare una grafica che sulla fine risale al 2012. Inoltre il motore grafico non è molto leggero a gestire i caricamenti e in alcune condizioni tende a crashare. La cosa che in assoluto mi ha dato più fastidio sono le numerose interruzioni che dovremo sopportare dato che ogni volta che si entra in una struttura diversa dovremo subire una schermata di caricamento.


Aspetti positivi


Kingdoms of Amalur

Kingdoms of Amalur Re-Reckoning è ancora un GDR godibile, così come lo era in passato. Il suo stile di combattimento non eccessivamente complicato lo rendono accessibile a quasi tutti i tipi di giocatori, così come la storia lo rende interessante anche sul lungo periodo. Il tempo necessario completare la trama principale dovrebbe essere di circa 30 ore ma completare interamente l’esperienza dovrebbe farvi spendere un centinaio di ore. I dialoghi sono stati divisi intelligentemente, infatti quasi tutti gli NPC hanno almeno una cosa di interesse da dirci.

Valutazione Finale

grafica 60%
sonoro 70%
giocabilità 77%
carisma 70%
longevità 87%
Final Thoughts

Kingdoms of Amalur Re-Reckoning è un valido gioco in cui alcuni aspetti si sono conservati molto bene ma tutta la parte grafica che doveva essere rinnovata nella versione remastered non è assolutamente all'altezza e non giustifica il prezzo. Il gioco in se è godibile, così come lo era nella versione originale e alcune correzioni lo hanno reso migliore di prima (vedi il loot drop, lo stash più grande, ecc..). Rimangono comunque un sacco di punti interrogativi, come le quest secondarie estremamente ripetitive e una stabilità non propriamente adatta a un titolo che avrebbe dovuto essere rivisto e quindi migliorato. Il prezzo non è abbordabile e posso solo consigliare il gioco agli amanti dei GDR che non hanno già finito la versione originale.

Overall Score 70%

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