king's bounty: dark side PC, Recensione

King’s Bounty: Dark Side – Recensione


1C SoftClub

Sviluppatore

1C Company

Publisher

GDR, Strategico

Genere

A quanto pare, da casa 1C ci informano che è nuovamente tempo di andare in giro a fare combattimenti strategici…la serie di King’s Bounty è di nuovo sui nostri PC, in una nuova incarnazione più che in un sequel vero e proprio: a questo giro si tratta di King’s Bounty: Dark Side, uscita in cui vestiremo nientepopodimeno che i panni dei cattivoni di turno. E sì, anche loro saranno dei gran cazzari come tutti i personaggi della serie. Ma prima, filmato:

Il fascino del lato oscuro

king's bounty: dark side

Brava, Giovanna, brava

E ci credo, sono tutte in tanga! Ma andiamo per ordine. In King’s Bounty: Dark Side, come intuibile dal titolo medesimo, non vestiremo i panni degli eroi senza macchia e senza paura che sempre hanno tenuto in mano le redini della serie, bensì quelli di tre fetentoni tipicamente incontrabili nei contesti fantasy medioevali. Ognuno di essi seguire le orme dei tre archetipi visti nelle incarnazioni precedenti della serie: qui dunque avremo il capoguerra orco (simile al guerriero), il vampiro (mago) e la succube (ibrido mago/guerriero, come il paladino). Ogni personaggio, oltre ad avere uno skill tree diverso, avrà anche la possibilità di reclutare un compagno differente rispetto agli altri e trovarsi in situazioni di trama leggermente diverse, per la gioia della varietà e della rigiocabilità. A proposito di trama, vedremo che la storia di questo episodio ci metterà alla guida dei cattivi di turno intenti a respingere le incursioni dei maledetti buoni che cercano a tutti costi di brasarli di mazzate e rubare i loro tesori, saccheggiati e stipati con tanta fatica in cordiali fortezze diaboliche: vivremo in effetti una trama fantasy, solo dall’altra parte della barricata (ma il consueto cazzeggio nei dialoghi e nelle situazioni), ove l’obiettivo finale diverrà proprio la “riconquista” del mondo ripulito dai mostri.

I biscotti del lato oscuro

Il gameplay di King’s Bounty: Dark Side non si discosta da quello degli illustri predecessori. Guideremo il nostro alter ego in ambienti tridimensionabili ruotabili a piacimento via mouse e tastiera, trovando quest da fare mentre visiteremo lande più o meno bizzarre. Le pattuglie nemiche trottererelleranno per la mappa, e come negli episodi precedenti vi inseguiranno per qualche metro quando riusciranno a vedervi. Una volta “tamponato” un nemico il combattimento inizierà – cosa che accadrà anche quando inizieremo spontaneamente uno scontro da un dialogo con frasi amene tipo “vil marrano, ti farò un culo così” e via discorrendo.

king's bounty: dark side

Classiche scene di combattimento esagonale

I combattimenti sono gestiti con dinamica a turni sul classico schema a esagoni. Non cambia quasi un ciufolo rispetto al passato: in ogni casella schiereremo un tipo di truppa. Ci si muove, ci si difende, si attende: il generale non scende direttamente in campo ma colpisce con incantesimi (“monouso” con pergamena o alimentati a mana) e usa colpi speciali che consumano il “rage meter”, che a sua volta si riempie quando le nostre truppe picchiano gente. Svariate regole su iniziativa, priorità degli attacchi, contrattacchi e buff vari da fare/contrastare creano un’alchimia di dinamiche dal difficile riassunto in sede recensoria ma dal sicuro effetto in fase ludica in tema di varietà e profondità.

Ovviamente non si vivrà di sole mazzate: gestire bene i dialoghi e trovare via alternative alla risoluzione dei controversie sarà uno degli aspetti chiave del gioco, così come, del resto, lo era negli episodi precedenti. Il micromanagement delle risorse pure ci coinvolgerà parecchio, e a questo giro sarà arricchito dalla gestione di una sorta di “base” dove organizzare le nostre truppe. A proposito di fanti e mostri vari da controllare, vedremo come la varietà sarà buona, con un discreto numero di unità non viste prima; la stessa buona varietà si può riscontrare negli oggetti e pezzi di equipaggimanto vari a disposizione.

Il cambiamento di prospettiva “etica” e le piccole novità ad esso legate rendono King’s Bounty: Dark Side un’esperienza molto familiare ma non noiosa o monotona. Siamo sostanzialmente davanti a un’espansione stand-alone che a un seguito: un more of the same “molto same” che riesce comunque a tenere alta l’attenzione di chi vuole continuare ad avvventurarsi nel mondo e con le meccaniche di King’s Bounty senza chiedere novità particolari sulla collaudata formula. Magari è una nota stupida, ma forse gli sviluppatori non si sono impegnati troppo a pensare ai nomi di alcuni personaggi e località: un mostriciattolo nero che si chiama “Blackie” (ma potete cambiargli il nome, il nostro è Babaciù), città che si chiamano Portland (siamo tutto a un tratto in Oregon?) o TristrEm (state scherzando?).

In toto dunque, si può notare come non ci sia molto di nuovo sotto il sole oscuro di King’s Bounty: Dark Side, ma comunque le poche innovazioni e la buona qualità di base rendono il titolo appetibile, con un gameplay collaudato ma non stantio. Se da un lato si poteva fare di

king's bounty: dark side

I consueti dialoghi frizzanti in un contesto rossastro

più, specialmente sotto il profilo tecnico, il gioco continua a funzionare sia per gameplay puro che per ambientazione.

Degià viu

King’s Bounty: Dark Side ci dà un forte feeling di familiarità che sconfina nel déjà vu quando andiamo a parlare di estetica. La grafica è sostanzialmente uguale agli episodi precedenti: pulita, simpaticamente fumettosa e arricchita da artwork di qualità, è discreta per il genere ma iniziare a sentire un pelo il peso del tempo. Inoltre, alcune location sembra un po’ troppo vuote rispetto alla ricchezza generale di elementi che caratterzza la serie. Molto buono il sonoro, con tutta l’epicità delle tracce audio classiche che ci hanno accompagnato lungo gli episodi precedenti della serie che ritorna in pompa magna: in ogni caso, ci sarebbe piaciuto vedere…pardon, ascoltare anche qualcosa di nuovo sulla stessa lunghezza d’onda. Pure il comparto effetti torna in toto, e lì niente da dire.

Il sistema di controllo risulta essere un po’ grezzo in fase di navigazione e passeggio generico sull’overworld: il pathfinding ama un po’ troppo le pareti e in generale gli angoli infastidiscono – il tutto non è che funzioni male, anzi, ma sembra meno rifinito che in passato. A latere, si conferma molto buona la stabilità generale e non siamo incappati in bug bislacchi di sorta.

Valutazione

Grafica 79%
Sonoro 85%
Giocabilità 78%
Carisma 80%
Longevità 88%
Final Thoughts

King's Bounty: Dark Side segue le orme dei predecessori, mantenendo quasi in toto la struttura di base dei giochi della serie arricchendola con piccole innovazioni di genere e con una trama che aggiunge un profumo dark ai classici toni pazzoidi degli episodi precedenti. I fan della serie di sicuro troveranno pane per i loro denti, purché non si cerchi un grosso potenziamento del comparto tecnico o sconvolgimenti vari di gameplay.

Overall Score 82%
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