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Langrisser I & II – Recensione: Doppio revival strategico


Dopo una lunga serie di peregrinazioni tra i campi di battaglia, finalmente siamo riusciti a recensire con la solita temperanza Langrisser I & II, “doppietta” di remaster targata NIS dei due classici strategici. Fiondiamoci dunque nella reviù, non prima ovviamente di aver visto il trailer:



Due al prezzo di uno


Langrisser I & II offre i due storici episodi della serie – usciti negli anni ’90, con il secondo limitato al mercato nipponico – giocabili nell’ordine che si preferisce. Entrambi i titoli, impostati con lo stesso tipo di gameplay, ci narrano le gesta di due eroi rossocapelluti in due epiche epopee contro forze oscure che minacciano di rivoltare come calzini i mediamente pacifici regni dove abitano. Il sapore di gioco vintage rimane tutto, tanto nei lati positivi – da fomento heroic fantasy che fa sempre bene allo spirito – quanto in quelli più…alternativi, come la traduzione ingessata dei dialoghi e i nomi incomprensibili.


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Menandosi a turni


I Langrisser offrono un gameplay – come i più scaltri di voi avranno potuto arguire dal titolo del paragrafo, a prescindere dal percepito doppio senso – a turni. Ognuna delle unità principali potrà decidere nel pre-battaglia di ingaggiare un tot di mercenari, legati al tipo stesso di unità: il mago avrà degli pseudo incantatori, il tizio a caso dei fanti, e via discorrendo. Ognuno di questi truppini/pippa servirà a “fare massa” negli scontri, dove la vicinanza a truppe amiche sarà molto utile nell’uscire interi (o quasi) da un combattimento. Inutile a dirsi che anche i nemici se ne andranno in giro con simili entourage; con la chicca per cui eliminare il “caposquadra” manderà a quel Paese anche i suoi aiutanti. Questa meccanica apperentemente banale apre a una serie di decisioni tattiche interessanti, per le quali saremo sempre chiamati a scegliere se “potare” prima le scartine per indebolire i tizi forti, o se buttarci a pesce sui capi, rischiando di subire il canonico “cappottone” in caso di fallimento. Per la cronaca, i “vantaggi” in combattimento sono gestiti, con l’aggiunta dell’elemento terreno, con la classica dinamica a “triangolo”.


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Langrisser I & II riesce a mantenere una discreta varietà nelle missioni offerte a cavallo dei due giochi. Accanto al classico “stermina tutti, criceti inclusi” ci verrà chiesto in maniera cadenzata di svolgere incarichi di scorta, difesa et similia, mantenendo una buona alternanza di compiti seppur canonici del genere – genere che Langrisser ha contribuito a codificare. La longevità risulta molto soddisfacente, con le due campagne che si rivelano piacevolmente “cicciotte” con l’aggiunta di vari bivi che vanno tutti a beneficio del “chilometraggio” dell’esperienza di gioco. Sono meno condivisibili alcune scelte di gestione del gameplay, come la visualizzazione dei turni degl alleati (controllati dal computer) e dei nemici, mostrati in versione accelerata: all’occhio il tutto risulta tanto ingessato quanto fastidioso, dando un feeling di legnosità jolly non richiesta a tutto il cucuzzaro.


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Lifting riuscito?


Sotto il profilo visivo, Langrisser I & II fa togliere qualche buona soddisfazione all’utenza. Il (re)design dei personaggi è piacevole e colorato, con più pelle scoperta rispetto al passato ma comunque con un risultato finale soddisfacente. Un po’ più giù di tono gli ambienti i quali, pur non risultando mai confusionari o irritanti, sembrano più a loro agio in un titolo mobile di ben altre fasce di prezzo. Molto carina la possibilità di passare dalla veste grafica “idratata” a quella storica, elemento che di certo farà il fomento degli amanti del vintage. La colonna sonora si rivela molto piacevole, con sonorità dalla forte impronta fine ’80/inizio ’90 di un tamarannza dalle note epico-elettroniche reminiscenti del film Ladyhawke. Soddisfacente anche il doppiaggio jappo, con il consueto fomento in tutte le frasi – quelle a caso incluse.

Complice un sistema di controllo funzionale senza stress, l’esperienza ludica di Langrisser I & II si rivela in toto soddisfacente. L’impostazione classica regge, e farà la gioia di chi si sente più vicino ai Fire Emblem precedenti a Three Houses, nonché dei fan dell’approccio più vintage e “operaio” al genere.

Valutazione

Grafica 74%
Sonoro 80%
Giocabilità 77%
Carisma 80%
Longevità 90%
Final Thoughts

Langrisser I & II è un piacevole remake che di sicuro farà il fomento dei fan del genere e della serie originale. Molti pollici su per design dei personaggi e musiche, solidissimi gameplay e longevità: peccato solo per alcune scelte "meccaniche" che rendono alcuni passaggi pesanti per la pupilla.

Overall Score 80%

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