langrisser re: incarnation tensei 3DS, Recensione

Langrisser RE: Incarnation Tensei – Recensione


Masaya Games

Sviluppatore

Aksys Games

Publisher

Strategico

Genere

Nei titoli impronunciabili c’è il vino buono? E soprattutto, perché mettere del vino in un titolo? Risponderemo a queste interessanti domande e ad altre che non ci avreste posto nell’emozionanete recensione di Langrisser RE: Incarnation Tensei, inattesa riapparizione del vecchio brand di giochi strategici. Susu, fate la faccia emozionata.

Dal Mega Drive a oggi

Due note storiche per iniziare, che poi la recensione viene corta e pare brutto. Il brand Langrisser vede iniziare la sua “carriera” su console – Sega Mega Drive, per la precisione – nel 1991 – per poi venire convertito su  PC Engine (1993) e infine sistemi Windows (1998). Caratterizzata da un’ambientazione fantasy in stile simil-germanico, la serie pareva essersi fermata con langrisser re: incarnation tenseil’uscita del 5° episodio nel 1998, in quella occasione su Sega Saturn: nonostante una buona popolarità in patria, ben di rado questi giochi avevano il “piacere” di essere tradotti e pubblicati nel lontano occidente. In ogni caso, tra vari porting e compilation, tra cui due per PSX nel 1997 e nel 1999, siamo giunti – dopo un lungo break e un tentativo di MMO a tema – a Langrisser RE: Incarnation Tensei, esclusiva 3DS.

Langrisser RE: Incarnation Tensei ci vede vestire i panni del principe Ares, bellicoso prima nel nome che nei fatti, che vedrà la sua patria distrutta da uno stato alleato solo sulla carta. In piena fuga, sarà costretto ad armarsi della prima spada da esposizione trovata in un tempio/chiesa: per un colpo di fortuna, il brando si rivelerà essere nientepopodimenoché la spada sacra Langrisser. Deciso dunque a sconfiggere gli invasori fetusi, il nostro eroe inizierà una ritirata mediamente strategica per raccogliere il più alleati possibile e vincere l’inimico, incappando nei tipici complotti legati a tali spiacevoli situazioni. Queste premesse, seppur non originalissime, fanno da “anticamera” a una trama quantomeno interessante che fa incacchiare ancor di più davanti alle ignoranze tecniche del gioco. Ma proseguiamo.

Grigliando…

Langrisser RE: Incarnation Tensei è uno strategico ove muoveremo a turni i nostri truppini su di un campo di battaglia a griglia. I vari tipi di unità hanno le intuibili caratteristiche definitorie (cavalleria veloce, fanteria generica, sacerdoti utili contro i nonmorti, etc.) ed è presente la tipica meccanica “sasso/carta/forbice” per determinare vantaggio tattico negli scontri – vale a dire che la cavalleria farà cilecca contro i lancieri, etc. etc. . Ogni unità ha un certo carnet di caratteristiche che ne definiscono forza e resistenza, mentre tutte hanno a disposizione 10 punti salute prima di lasciare il campo (sempre con un’esplosione alla Yattaman, tra l’altro). Sono inoltre presenti modificatori in base al terreno, utili a raffinare – o incasinare – una determinata strategia. Accanto a queste basi – canoniche e più che condivisibili – vi sono elementi di gameplay che rendono tutta l’azione un pelo rigida: per eslangrisser re: incarnation tenseiempio, l’attacco deve essere sempre l’ultima azione; maghi e derivati possono lanciare incantesimi solo se non muovono (idem per le skill attivate di unità “non magiche”); i mercenari – che possono muovere solo quando l’unità a cui fanno riferimento è attiva – sono in generale delle pippe colossali, inutili anche come carne da cannone a prescindere dalla funzione (e in più esplodono di default alla sconfitta dell’unità di riferimento).

Fuori dal campo di battaglia, potremo “dilettarci” in conversazioni con i nostri commilitoni grazie alle quale – se fatte le corrette scelte di dialogo – avremo la possibilità di ottenere bonus in combattimento con i colleghi con i quali saremo più affini. Ci sarà poi la possibilità di comprare equipaggiamenti per migliorare le caratteristiche dei personaggi, assieme all’affitto dei mercenari di cui sopra: l’acquisto di costoro sarà limitato sia nel numero generale che nel numero per unità di riferimento, e le informazioni sulle loro capacità effettive saranno spesso nulle prima di vederli schierati sul campo. Per spingere a ulteriori playthrough, il gioco presenta anche scelte da fare in itinere con sequele di eventi più o meno diversi.

In toto dunque, Langrisser RE: Incarnation Tensei mostra un po’ tutto il “kit” di elementi fondamentali dei giochi strategici, gestendoli però in maniera generalmente cazzara, oscillando da il rigido all’impreciso. Il feeling generale è di perenne semi-disorientamento, con scarsa cognizione di cosa possa accadere usando “chi” contro “chi altro”, finendo per notare la quasi inutilità di molte funzioni e la lunghezza forzata di alcune battaglie. Una prosa bizzarra (ma non in stile “bizzarro fico/divertente” alla FOR GREAT JUSTICE, per intenderci) aiuta a sentirsi generalmente ancora più perplessi, nonostante di default si percepisce una trama potenzialmente epico-interessante. Il paragrafo di dopo aiuterà poi a capire ancor meglio perché il voto sia finito doveèfinito.

La tecnica della tattica

Langrisser RE: Incarnation Tensei tende generalmente a ciofecare sotto i profilo tecnico. Il comparto grafico, senza mezzi termini, è bruttarello: il primo segnale viene dai ritratti dei personaggi, non molto ispirati e tendendi alle smorfie da popolano langrisser re: incarnation tenseidel periodo storico peggiore del presepe partenopeo. I campi di battagli sono blandi, e peggio va riguardo ai modelli dei personaggi negli scontri: dei capoccioni super deformed senza senso che sembrano più che altro de palloncini umani. Interessante poi notare la generale opacità del tutto, in stile cataratta forzata.

Il sonoro non è malaccio, con un doppiaggio jappo buono e un rapporto musiche/effetti piacevole.

I controlli paiono non fungere al meglio: la risposta dei comandi è generalmente lenta, creando confusione e spingendo a premere nervosamente roba a caso, innescando decisioni non esattamente tattiche che potrebbero concludersi con lo sfortunato lancio dal balcone dell’incolpevole console (sperando almeno di colpire al coccige un qualche vicino di casa antipatico).

 

 

 

Valutazione

Grafica 35%
Sonoro 70%
Giocabilità 40%
Carisma 50%
Longevità 75%
Final Thoughts

Langrisser Re: Incarnation Tensei è un gioco che parte da un'idea buona ma che purtroppo finisce per scatafasciarsi su di un comparto tecnico dall'ignoranza suprema. L'aggiunta di scelte di design non felicissime finisce per farlo piombare sotto la sufficienza.

Overall Score 54%
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