PC, Recensione

Life Goes On – Recensione


Infinite Monkey Entertainment Ltd.

Sviluppatore

Infinite Monkey Entertainment Ltd.

Publisher

Casual, Puzzle Game

Genere

17/04/2014

Data di uscita

C’era un tempo di impavidi cavalieri, le cui gesta eroiche segnarono le leggende degli anni a venire e rimasero scolpite nell’eternità. Prerogativa di siffatti personaggi era fregiarsi di gesta incredibili, ma solo la morte era in grado di rendere immortale il loro ricordo. Un po’ come Elvis.
Cosa succede però, se un cavaliere, non si distingue per atti eroici e muore senza aver fatto nulla di particolare? Magari anche in maniera abbastanza imbarazzante? Niente, altri cavalieri sfruttano il suo corpo per giungere la dove il defunto non era arrivato; in un modo o nell’altro Life Goes On, ossia, la vita continua…

LA RICERCA DEL GRAAL

Life Goes On Screenshot (2)Il team di Intrattenimento delle Infinite Scimmie (amo tradurre i nomi delle case sviluppatrici in italiano), ha creato un casual basato sul sacrificio di intrepidi e catafratti cavalieri; delle specie di falene in armatura pesante che, incuranti del pericolo, si lanciano verso la fiammella del graal, incappando, il più delle volte, in morti cruente e imbarazzanti. Si tratta di un puzzle game dove il decesso strategico rappresenta l’intero gameplay: ad esempio uccidendo un cavaliere in modo che il suo cadavere schiacci un pulsante sul pavimento, si consentirà al cavaliere successivo di passare oltre la porta attivata dal pulsante. Ogni livello è strutturato in modo da uccidere un determinato numero di cavalieri per arrivare all’agognata meta, il fatto che rientrate o meno nel “par” del livello, per usare un termine golfistico, e il tempo in cui compiete l’impresa, rappresenterà la vostra valutazione. I comandi sono molto semplici e infatti il giocatore avrà come unica responsabilità il movimento e il salto. In ogni livello c’è un… hem… una sorta di cugino It all’ingrasso, che ama cibarsi dei cavalieri nelle vicinanze. Questo enigmatico personaggio rappresenta il bonus da ottenere, ossia un punto da raggiungere non indispensabile al completamento del livello.

MUORI CHE TI PASSA

Life Goes On Screenshot (1)Ormai si sa che Dark Souls ha lanciato la moda di uccidere gente in armatura nei modi più disparati e bastardi, e Life Goes On non è da meno. Ovviamente tutto è strutturato in modo ironico, a partire dal rotolo di pergamena che genera nomi altisonanti ogni volta che spawnate il cavaliere, per poi cancellarlo al momento del decesso, fino all’omino che al termine del livello passa con il carretto ad esultare raccogliendo i resti dei cadaveri.
I livelli sono a difficoltà crescente, ma raramente vi troverete in difficoltà dal punto di vista logico. Quasi sempre la difficoltà del puzzle non sta nel capire come raggiungere il graal, ma nel farlo con il minor numero di decessi. Si tratta quindi di un gioco veloce a mente leggera.

POCHE PRETESE

Life Goes On Screenshot (3)Non c’è qualche aspetto in cui il gioco brilla particolarmente, ma quel poco che c’è è stato fatto bene. Nonostante sia un indie e nonostante la casa di produzione sia al suo esordio, il gioco non presenta particolari bug ed è veloce e funzionale. La longevità è vittima della semplicità e della mancanza di spunti per tenere incollato il giocatore; affidarsi unicamente al punteggio e alla classifica sul completamento dei livelli non credo sia sufficiente a tenere viva l’attenzione. Anche massacrare i cavalieri nei modi più stupidi perde presto il fascino iniziale.

Valutazione

Grafica 69%
Sonoro 67%
Giocabilità 67%
Carisma 67%
Longevità 50%
Final Thoughts

Come già detto Life Goes On è un indie dalle modeste pretese. Come puzzle game fa il suo dovere senza metterci troppo in difficoltà e questo, a seconda del giocatore, è un vantaggio o uno svantaggio. Non ha particolari che lo rendono degno di nota, ma neppure difetti che infossano la valutazione: una sufficienza abbondante, ma nessun invito ad acquistarlo se siete indecisi.

Overall Score 64%
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