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Life is Strange 2 – Recensione: Il commovente viaggio dei fratelli Diaz


Tutti gli appassionati di videogiochi conoscono, almeno per fama, Life is strange, l’indimenticabile avventura creata dalla francese Dontnod: la storia di Max Caulfield, capace di riavvolgere il tempo, della sua amica Chloe Prince, tornata nella sua vita dopo tanto tempo, e quella dell’uragano inarrestabile che minaccia di radere al suolo la loro cittadina, Arcadia Bay. Tutto questo in cinque episodi che attraversano inquietanti sette studentesche, realtà alternative, storie d’amore, citazioni nerd e concorsi di fotografia.

Meno noto, purtroppo, il suo sequel (parola da prendere con le pinze, poiché la trama non prosegue la vicenda precedente, tranne qualche riferimento, ma utilizza meccaniche di gioco molto simili): Life is strange 2, serie terminata da pochissimo – con il quinto episodio, anche in questo caso – e, a mio parere, persino superiore alla precedente.

Siamo nel 2016 e i nostri protagonisti, stavolta, sono due fratelli, Sean e Daniel Diaz. Il primo ha 16 anni, il secondo 9, e vivono una vita abbastanza tranquilla con il loro papà, Esteban, un meccanico messicano trasferitosi in America molti anni prima della loro nascita. Sono dunque due ragazzi americani di origine messicana, nell’anno dell’elezione di Donald Trump. Non una storia semplice.

Per godersela al meglio, la cosa migliore da fare è giocare prima a The Awesome Adventures of Captain Spirit, un gioiellino a sé d’introduzione alla nuova storia, dalla durata di un’ora circa, che trovate gratis su Steam.

RAGGIUNGERE IL MESSICO

Dopo un tragico incidente, Sean e Daniel si ritroveranno soli ad affrontare l’America, uno Stato che non sempre sarà gentile nei loro confronti, e che non sempre li riconoscerà come propri figli e legittimi cittadini. Il tentativo dei due sarà quello di raggiungere il confine col Messico, dove c’è il famoso muro, e di attraversarlo incolumi.

Life is strange 2 è un titolo scritto incredibilmente bene, in ogni sua fase, e proprio per questo in grado di risultare realistico ed emozionante nei suoi ricchi sviluppi. Ci sono alcune ingenuità narrative, certo, ma sono minime, soprattutto rispetto ad alcuni eventi del titolo precedente. Il fatto iniziale, quello di cui non posso fare spoiler e che spinge i due all’avventura, probabilmente è il meno verosimile, e appare leggermente forzato seppur d’impatto. Per il resto, grazie ai fratelli Diaz la serie di Life is strange raggiunge probabilmente la piena maturità ed entra nell’età adulta – abbandona alcuni cliché da film indie e si avvicina di molto alla perfezione ludica ed espositiva.

Le tematiche sono molteplici, e decisamente complesse. Non c’è solo la più semplice da osservare, quella dell’intolleranza e della politica nazionalista, pur affrontata qui in maniera molto intensa.

Si parla infatti, anche e soprattutto, di che cosa significhi davvero essere fratelli e formare una famiglia. Di come imparare a crescere in un mondo senza aiuti, e tentare di educare allo stesso tempo un altro essere umano. Di come non tutto, là fuori, sia corrotto e privo di bellezza. Di come sia facile perdersi e fare cose che sembravano impossibili.

Si parla di come affrontare alcune scelte morali che determineranno il carattere della persona che hai accanto, che si fida (quasi) ciecamente di te. Di come superare il dolore per qualcosa che fa troppo male anche solo per essere nominato. Di come recuperare rapporti con persone che avevi creduto di eliminare per sempre dalla tua vita, e di come a volte sia necessario farlo.

Di quanto diamine sia difficile fare la cosa giusta.

E POI

Life is Strange 2

Anche la grafica fa un salto in avanti, per non parlare delle animazioni, molto più fluide, e del lip sync stavolta privo di difetti. La colonna sonora è incredibile, al solito, e accompagna e sottolinea ogni aspetto dell’avventura al meglio.

I capitoli aumentano di durata, passando ognuno da una a tre ore circa.

Ho scritto che le meccaniche restano simili, ma con una differenza sostanziale.

Daniel non è un bambino come gli altri: Daniel può muovere gli oggetti con la mente, è dotato del potere della telecinesi. Questo introduce un cambiamento fondamentale nel mondo del gioco. Stavolta, cioè, non controlleremo il personaggio dotato di poteri, ma suo fratello. Ciò significa che dovremo tentare di influenzarlo al meglio, in modo da ottenere il risultato migliore indirettamente.

Per il resto, si procederà per risposte multiple, scelte morali logoranti ed esplorazione degli spazi, sempre più belli.

Ah, e i finali possibili sono quattro e non solo due, e le scelte fatte durante la storia contano davvero (sì, sono ancora arrabbiata per la scelta finale di Life is strange – il primo – che ignora tutto ciò che è accaduto fino a quel momento). Questi quattro finali hanno a loro volta varianti interne, che portano quindi in realtà a ben SETTE conclusioni possibili. Che cosa volere di più?

LACRIME, LACRIME, LACRIME

Life is Strange 2

Forse sarà banale scriverlo, ma la forza di Life is strange 2 sta nella capacità di emozionare, di non lasciare mai indifferenti. Essere Sean vuol dire plasmare suo fratello Daniel, cercare di proteggerlo, essere la migliore versione di noi stessi anche davanti a situazioni tremende. I personaggi sono caratterizzati quasi sempre in maniera non superficiale, e ognuno di loro cambierà in qualche modo il nostro percorso. Rispetto al primo titolo, si tratta forse di una storia meno onirica, più esitante, a cui manca in parte il fattore “strange”. Tuttavia, mai come ora c’è stata in questa serie tanta realisticità, tanta riflessività, tanta vita.

Valutazione

Grafica 92%
Sonoro 99%
Giocabilità 98%
Carisma 94%
Longevità 92%
Final Thoughts

Life is strange 2 è un gioco di rara bellezza, che affronta con coraggio e ottima scrittura temi complessi e delicati come la famiglia, il razzismo, la crescita, il senso di responsabilità. Qualche piccola ingenuità non riesce minimamente a incrinare un titolo che meriterebbe molta più visibilità. Una storia che è contempo delicata e cruda, e che non può che commuovere nel profondo e tenere incollati dall’inizio alla fine. Grazie, Dontnod, dal profondo del mio cuore.

Overall Score 95%
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