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Lonely Mountains Downhill – Recensione – Manuale di fratture a due ruote


Lonely Mountains Downhill ha sorpreso il pubblico videoludico con la sua prima uscita a fine 2019: per celebrarne lo sbarco anche su Switch, finalmente ci decidiamo a recensirlo con la consueta perizia. E dunque, video!

Immersi nella natura

Lonely Mountains Downhill ci porta con due ruote (bi)ciclistiche in un idillio montano, dove la natura la fa da padrona, gli insetti ronzano di brutto, e i volatili cazzeggiano beati tra alberi e picchi d’altura. Cotanta beltà quantomeno incontaminata sarebbe, di massima, affascinante da visitare IN SICUREZZA, ma ovviamente qui non siamo davanti all’ennesimo soporifero walking simulator: gli sviluppatori tedeschi di Megagon Industries ci sfidano infatti a scendere dai bei monti a tutta velocità in bici, sfidando il cronometro e il nostro broker assicurativo in termini di copertura per ossa rotte e denti distribuiti per la campagna. Il tutto, con grafica piacevolmente cubettosa.

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Senza mani…

Vediamo dunque di capire come si struttura questo Lonely Mountains Downhill. Il gioco offre 16 tracciati equamente suddivisi su 4 montagne, con solo uno (1) disponibile al primo avvio, e tutti gli altri da sbloccare. L’unlock di nuove piste e montagne è legato alla nostra capacità di superare le “sfide”, challenge di varia difficoltà che ci chiederanno di completare un determinato tracciato al di sotto di un tempo limite e/o con un numero determinato di cadute. Le stesse piste potranno essere sbloccate anche in modalità notturna, incrementando il livello di sfida e potenzialmente il livello di cadute e bestemmie in babilonese arcaico. Allo stesso modo, avremo svariati unlockables a cui accedere superando sfide (tipo finisci la gara entro X minuti, cadi meno di Y volte…), tra cui accessori estetici e bici più performanti.

Il sistema di controllo è succinto e compendioso: levetta per girare, un tasto cad per marcia, freno e sprint. Fine. Il resto sta tutto nelle mani e nel colpo d’occhio del giocatore, onde evitare un filotto di craniate contro pareti rocciose, alberi, tronchi vari, stalattiti e stalagmiti, nonché nomi, cose, e città.

Ogni pista è scandita da una serie di checkpoint, utili a tenere il tempo e soprattutto a fungere da…checkpoint, guarda caso, per la ripartenza in caso di dentate contro il panorama. Tutto semplice, quindi, no?

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NO. Lonely Mountains Downhill fa capire immediatamente ai giocatori più distratti quanto sia esigente in termini di performance e concentrazione richiesta, partendo da un “impegno standard” durante le prime gare per  passare a “gita in bici ad Anor Londo” nel midgame concludendo in “massacro a 8-bit” sul finale. Il punto di forza del gioco sta proprio nello sfidare costantemente i giocatori con una challenge crescente ma, per quanto bastarda in certi punti, ma vile per il solo gusto di esserlo: anche dopo il 78esimo schianto di fila contro un albero (o una pietra a forma di albero, o un albero a forma di pietra) ci fa capire che potevamo fare di meglio, motivandoci a perfezionarci passo dopo passo, fino a scalare le popolate graduatorie online.

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…senza denti!

Lonely Mountains Downhill offre un comparto tecnico molto solido nella sua semplicità. A prescindere da minime imprecisioni grafiche legate esclusivamente ad alcuni dettagli del panorama in aree ininfluenti sulla discesa, la grafica è sempre massimamente fluida e chiara, senza beghe né rallentamenti di sorta. Sulla falsariga del sempre vero less is more, il gioco crea un vivissima atmosfera da immersione nella natura evitando fronzoli futili ma implementando al meglio il necessario, tra giochi d’ombra e visione d’insieme. Il contesto video viene reso ancor più sapido da un’ottima scelta audio, che esclude qualsivoglia soundtrack di tamarranza a geometria variabile in favore di un accompagnamento minimal che consiste nei soli suoni della natura. Il risultato finale è rilassante senza essere minimamente soporifero, con un’elevatà immersività che renderà (quasi) piacevoli i millemila schianti a rotelle che intraprenderemo a varie altitudini. Chiudiamo infine con una nota positivissima sul sistema di controllo, funzionale e ben ottimizzato sulle varie piattaforme dove il gioco è disponibile.

Valutazione

Grafica 80%
Sonoro 88%
Giocabilità 95%
Carisma 95%
Longevità 88%
Final Thoughts

Lonely Mountains Downhill è una chicca che sarebbe davvero un crimine ignorare. Gameplay d'alto livello, controlli efficaci e alta rigiocabilità lo rendono un must per gli amanti dei giochi sportivi più originali e dei cultori del time trial da perfezionisti. Consigliatissimo.

Overall Score 89%

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