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Marenian Tavern Story: Patty and the Hungry God – Recensione – RPGisti in trattoria


Cosa succede se mettiamo assieme un gioco di ruolo e un gestionale dai toni culinari? Un titolo FOTTUTAMENTE lungo, ovverossia Marenian Tavern Story: Patty and the Hungry God. Però il risultato è buono.

Fame divina

Marenian Tavern Story: Patty and the Hungry God è il nuovo lavoro di casa Kemco. A questo giro la nota casa giapponese, molto attiva nel mercato mobile e nei porting di tali giochi verso altre piattaforme, non si è “limitata” al consueto jrpg in RPG Maker ma ha deciso di offrire qualcosa con un twist diverso. Andiamo comunque per ordine.

Marenian Tavern Story: Patty and the Hungry God ci mette nei panni della Patty del titolo, intenta a rimettere in sesto il business HORECA della famiglia a seguito di uno sfortunaterrimo incidente – l’incontro con il dio della povertà (e genericamente della sfiga concentrata). Sorvolando su quanto possa essere inquietante un UNIVERSO dove girino esseri sovrannaturali del genere, Patty e famiglia si trovano alle pezze da che erano dei ristoratori benestanti: ordunque, solo con il duro lavoro e con lo sfamare (letteralmente, abboffandolo e non di cazzotti) il pacioccoso dio della povertà potranno rimettere tutto in sesto e tornarsene felici e contenti.

marenian tavern story cover

Mangia&bevi

Marenian Tavern Story: Patty and the Hungry God mescola, o almeno cerca di mescolare, le dinamiche gestionali di un gioco di, uhm, taverne, e di un classico gioco di ruolo alla giapponese. Non vi meravigliate troppo: classici del genere come Rune Factory, anche se non con un piglio culinario così forte, hanno già provato (e pure con successo) a far funzionare un simile meccanismo. In Marenian Tavern Story ci concentreremo principalmente sulla parte gestionale, supportata da quella esplorativa – quest’ultima fondamentale per trovare gli ingredienti necessari a preparare i concentrati di colesterolo per gli affamati clienti. Vi sono circa 600 ricette da scoprire, anche sperimentando con dei mix di ingredienti a cazzo che CarloCraccolevatiproprio. Bisognerà tenere in conto anche la stagionalità per avere sempre i piatti migliori e più richiesti al momento, in modo da gonfiare i clienti come dei camionisti in trattoria e finire per riempire la cassa (e, parallelamente, la panza del dio carognone).

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Rutto libero

Non dimentichiamo comunque che Marenian Tavern Story: Patty and the Hungry God ha anche un parte ruolistica – dove i px si guadagnano anche mangiando, per giunta. Sulle meccaniche gdr classice c’è in effetti poco da dire – i combattimenti sono a turni e generalmente semplice, più che altro un contorno alle magnate in osteria (in senso metaforico e non). Di massima, l’esperienza di gioco si potrebbe definire come “rilassante”: per quanto ci siano un bel tot di elementi da tenere in considerazione durante le varie sessioni, l’esperienze scorre liscia in un’ambientazione leggera che mai si prende sul serio. Si gioca tranquilli, le dinamiche sono un pelo ripetitive ma scorrono, e alla fine ci sia alza allegri – come da postumi da vinello leggero, giusto per continuare con similitudini alimentari ad cazzum. Per quanto riguarda il comparto tecnico, la situazione è discreta: graficamente siamo meglio rispetto alla media Kemco, con un stile pulito (seppur a tratti un po’ scarno) e molte meno magagne delle sue produzione gemelle. Discreto anche il sonoro, con un mix di musiche d’accompagnamento piacevoli ed effetti sonori un po’ retrò decenti ma un po’ sotto le musiche. Validi anche i controlli, che fungono pur senza fronzoli particolari.

Valutazione

Grafica 73%
Sonoro 70%
Giocabilità 80%
Carisma 80%
Longevità 82%
Final Thoughts

Marenian Tavern Story: Patty and the Hungry God è un simpatico ibrido tra gestionale culinario (?) e jrpg, pendendo comunque principalmente dal lato del primo genere (o quello che è). Simpatico e scanzonato, anche profondo sotto alcuni profili, si rivela un piacevole divertissement per i fan di questo tipo di produzioni.

Overall Score 77%
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