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Marvel’s Avengers – Recensione: Videogioco o fumetto?


Marvel’s Avengers è senza dubbio uno dei titoli più attesi dell’ultimo semestre di quest’anno, un gioco particolare e sfaccettato, caratterizzato da due anime distinte e che vanno pienamente comprese nella loro diversità per apprezzare il gioco. Come ormai noto, l’ultima fatica di Crystal Dynamics, pubblicata da Square Enix, propone una struttura multiplayer pensata come un game as service, ovvero un prodotto destinato ad essere supportato, ampliato e aggiustato nei mesi, e – se tutto andrà bene – anni a venire. Un genere di questo tipo presuppone un’analisi attenta e consapevole del fatto che nei primi mesi dal lancio nessun videogame così strutturato può offrire una vasta quantità di contenuti. Per questa ragione, la modalità multiplayer, pur destinata ad avere la parte del leone in futuro, verrà oggi recensita in modo differente. Accanto all’opzione multigiocatore, Avengers propone una corposa modalità singleplayer che suggerisco di terminare prima di lanciarsi nelle sfide online, pena la possibilità di incorrere in spoiler sulla trama e sui personaggi. Fatte queste doverose premesse, vediamo come si comporta alla prova dei fatti il titolo supereroistico Marvel, partendo proprio dall’opzione in singolo.


Piacere, Kamala Khan


La storia si apre con la protagonista (o meglio come vedremo una delle protagoniste), la giovane Kamala Khan che assiste ad una convention dedicata agli Avengers (l’Avenger’s Day), una sorta di fiera dove incontrare i propri eroi, comprarne i fumetti e partecipare a eventi a tema. L’inizio è, invero, alquanto straniante, in quanto qualunque giocatore si sarebbe aspettato di scendere subito nel vivo dell’azione comandando Hulk , piuttosto che Capitan America o Iron Man. Invece, dobbiamo trascorrere i primi minuti di gioco tra la ricerca di un fumetto e una chiacchierata con Thor, qualche rapido mini evento e una piccola serie di quest non troppo stimolanti. Si tratta, comunque, soltanto dei primi minuti e, fortunatamente per noi (ma non per gli Avengers), presto la tranquillità della convention verrà turbata da un incidente imprevisto che darà il via alla nostra avventura. Giusto il tempo capire quale sia la minaccia da affrontare e ci troviamo catapultati a utilizzare rapidamente i 5 vendicatori (Thor, Hulk, Iron Man, Capitan America e Vedova nera) uno alla volta in un tutorial sul sistema di combattimento che, già dalle prime battute, appare sfaccettato e discretamente profondo.



Il lungo prologo si concluderà con una vera e propria debacle per i nostri eroi che porterà, addirittura, allo scioglimento degli Avengers, e non solo. Un salto temporale di cinque anni ci vedrà di nuovo nelle vesti di Kamala Khan in un mondo dove i supereroi come li conosciamo non esistono più e nel quale l’organizzazione denominata AIM sembra aver preso il controllo politico e militare del Paese. Sullo sfondo una misteriosa malattia, sorta in conseguenza dell’incidente avvenuto all’Avengers day, che conferisce poteri speciali ad alcune persone, denominate “inumani”. L’AIM si prepone l’intento di controllare e debellare la malattia degli inumani, stringendo la propria sorveglianza su tutta la popolazione, in un vero e proprio regime militare. La nostra protagonista, dunque, avrà il compito di scoprire i reali intenti dell’AIM e, per riuscirci, si lancerà in una missione apparentemente impossibile: trovare e riunire gli Avengers e, con loro, affrontare una nuova minaccia. Questa la trama principale a grandi linee, liberata il più possibile da spoiler e anticipazioni, che sin dall’inizio risulta ben scritta e con una grande attenzione al sostrato fumettistico Marvel alla base degli avvenimenti. Il mondo di gioco è coerente e i personaggi rispecchiano sufficientemente le loro controparti dei fumetti, con un’ironia ed un tono leggero che riprende quello delle trasposizioni cinematografiche, senza risultare eccessivamente pesante o ridondante. L’idea di partire all’avventura nei panni della giovane Kamala non sembra particolarmente allettante sulle prime, giusto?

Beh, come gli appassionati più preparati già sanno, la nostra protagonista non è certo una ragazzina normale, bensì niente popò di meno che l’alter ego di Ms. Marvel, personaggio nato negli anni ’70 e sviluppato poi nella forma odierna dal 2014 in una serializzazione a fumetti. Kamala ha ovviamente dei super poteri che rendono i suoi arti elasticizzati e le consentono salti ed evoluzioni spettacolari, oltre ad una discreta capacità in combattimento (la nostra eroina può anche modificare le dimensioni del proprio corpo, diventando un vero e proprio gigante). La scelta di metterci nei panni di un personaggio tutto sommato secondario, ma con una propria storia e background già scritti, evidenzia la natura crossover dell’operazione Avengers. Quando da ragazzo leggevo le prime storie della casa delle meraviglie, capitava spesso di trovare un’avventura che iniziava negli albi di Spiderman, proseguiva nei Vendicatori e terminava nei fumetti dell’incredibile Hulk. L’universo Marvel è un’unica grande dimensione dove coesistono mille e più personaggi, dove le scelte di uno influiscono sulla vita e le avventure di un altro e dove può capitare che a dare il via alla più grande avventura degli Avengers possa essere proprio la giovane Ms Marvel.


Marvel's Avengers

Possiamo, comunque, mettere da parte ogni preoccupazione; presto il gioco ci permetterà di calarci anche nei panni degli eroi che tanto amiamo, alternando di volta il nostro alter ego, in una struttura particolarmente dinamica. L’inizio dell’avventura è, poi, oltremodo sincopato, proponendo senza soluzione di continuità combattimenti, fasi platform e momenti stealth, in un mix di generi riuscito che, oltre ad esaltare il giocatore, riesce ad introdurre progressivamente i comandi e le opzioni di personalizzazione. Le possibilità a nostra disposizione sono molte e, senza questa sorta di tutorial esteso, si rischierebbe di confondere l’utente o soverchiarlo dall’inizio con troppe informazioni. Giunti ad un certo punto della storia, il ritmo improvvisamente rallenta e il gioco ci consente di divagare dalla narrazione occupandoci anche di missioni opzionali, utili per aumentare esperienza, raccogliere potenziamenti e sbloccare abilità. Tra queste alternative alla strada principale, troviamo le missioni iconiche che di volta in volta si concentrano su un singolo personaggio in una sorta di mini narrazione, e che premino il loro completamento con costumi particolari. Sin dall’inizio della campagna, l’impressione è quella di essere di fronte ad una vera e propria infinità di collezionabili ed espansioni da poter sbloccare; da questo punto di vista i completisti, o anche solo gli appassionati Marvel, potrebbero trascorrere ore per cercare di recuperare l’oggetto o il costume desiderato. Questo elemento, unitamente ad una durata considerevole della campagna principale (vicina alle 15 ore) rendono la longevità dell’esperienza single player sicuramente più che buona. L’unica problematica che può riscontrarsi da questo punto di vista, è una certa ripetitività dell’azione che alle lunghe potrebbe far desistere i giocatori meno motivati. Vediamo, dunque, come si comporta il videogioco pubblicato da Square Enix sul fronte del gameplay.


L’arte della guerra di Thor


Avengers è sostanzialmente un action game che pone l’enfasi principalmente sul combattimento con una moltitudine di nemici contemporaneamente, spezzando di tanto in tanto la monotonia con qualche piccola divagazione sul tema. Il sistema di controllo è particolarmente strutturato, comprendendo attacchi leggeri e pesanti, contrattacchi, attacchi a distanza, azioni speciali, e chi più ne ha più ne metta. La mappatura dei tasti è sicuramente funzionale e consente di avere sempre pienamente il controllo dell’azione, anche nelle fasi più concitate. Se nelle prime battute l’impressione generale è quella di poter comunque avere la meglio nei vari scontri semplicemente premendo tasti a casaccio, man mano che si procede, e che i nemici diventano più agguerriti, si scopre che i risultati migliori arrivano con un po’ di pianificazione e, possibilmente, di collaborazione con i compagni di squadra. I vari personaggi che comanderemo nel corso dell’avventura hanno caratteristiche e attacchi differenti e rendono l’azione un po’ meno ripetitiva, richiedendo al giocatore di variare il proprio approccio per poterli padroneggiare alla perfezione.


Marvel's Avengers

I pesanti pugni di Hulk, quindi, differiscono notevolmente dalle rapide mosse di Black Widow e dagli attacchi principalmente a distanza di Iron Man. Presto il giocatore troverà il proprio alter ego preferito, e di contraltare quello meno congeniale, a riprova di un sistema di combattimento sufficientemente stratificato e profondo. Il prodotto Crystal Dynamics cerca di variare la formula il più possibile inserendo fasi nelle quali occorre proteggere un determinato punto della mappa o dove occorre agire con rapidità per disinnescare una determinata trappola, unitamente a momenti più squisitamente platform. Possiamo comunque dire che i combattimenti costituiscono il grosso dell’esperienza e che, per tale ragione, dopo qualche ora potrebbe subentrare un po’ di monotonia. La storia è discretamente appassionante e il costante variare del personaggio utilizzato aiuta certamente a tenere viva l’attenzione; nella modalità iniziativa Avengers (ovvero quella multiplayer) tale difetto, come vedremo, risulta più accentuato. Il livello di sfida dipende evidentemente dal grado di difficoltà scelto all’inizio (ma modificabile anche in corsa), con l’opzione standard che garantisce un’esperienza tutto sommato semplice, a patto di tenere sempre sott’occhio i potenziamenti e non sottovalutare gli scontri più impegnativi. Difficilmente, comunque, rimarrete bloccati troppo a lungo per uno scontro proibitivo o senza sapere esattamente cosa fare; il titolo è piuttosto lineare nella sua struttura e non manca di fornire preziosi suggerimenti a chi li richiede.


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Con la semplice pressione di un tasto, infatti, è possibile evidenziare la destinazione da raggiungere e il nostro obiettivo successivo, ma anche la presenza di eventuali missioni secondarie o casse ove reperire i potenziamenti. Avengers, in fondo, è un titolo che non vuole essere fruito soltanto da giocatori super esperti, ma tenta di venire incontro anche all’utente occasionale, magari meno propenso all’esplorazione o semplicemente più pigro. Tale impostazione user friendly si ritrova anche nella possibilità di assegnare ad un dato personaggio il potenziamento migliore, semplicemente premendo un pulsante, senza districarsi tra menu e senza confrontare più opzioni. Allo stesso modo, il gioco ci avverte quando abbiamo possibilità di migliorare le nostre statistiche o di assegnare una nuova abilità. Si tratta di una scelta che ho tutto sommato apprezzato, chi desidera una sfida più nuda e cruda potrà comunque ignorare completamente tali possibilità e perdersi liberamente tra i vari menu. Le scelte a nostra disposizione sono comunque molteplici e una piccola anima da gioco di ruolo, anche solo abbozzata, sembra ogni tanto affiorare in superficie.


Il costume del supereroe


La personalizzazione del nostro alter ego è, certamente, uno dei punti sui quali gli sviluppatori hanno dedicato più energie e attenzioni. In primo luogo, salendo di livello con l’accumulare di esperienza, è possibile sbloccare nuove abilità spendendo i punti necessari ed ottenere così nuovi attacchi o tecniche. Ogni personaggio ha il suo set personale di abilità sbloccabili e il numero di opzioni è altissimo; ci vorrà dunque parecchio tempo e un gran numero di missioni per poter arrivare ad ottenere un supereroe degno di questo nome. Il set delle mosse a nostra disposizione, quindi, verrà col tempo ampliato sempre di più e ci spingerà, per forza di cose, a dover scegliere quali accantonare e quali potenziare nell’immediato. Oltre alle abilità, troviamo, poi, gli equipaggiamenti, ottenibili nelle casse sparse nelle varie mappe e come ricompense per determinate missioni. Tali oggetti modificano i parametri dei personaggi e sono diversificati anche secondo la loro rarità


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. Ognuno di questi equipaggiamenti è, poi , potenziabile a livelli superiori, spendendo risorse che si possono reperire con generosità negli ambienti di gioco. Anche solo una descrizione così sommaria delle possibilità fornite al giocatore, ci fa capire quanto tempo e dedizione potranno essere spesi da chi vorrà sviscerare nel profondo tutte le alternative disponibili. Come già accennato, è sempre possibile, per l’utente meno interessato, delegare i potenziamenti ad una scelta automatica e concentrarsi semplicemente sull’azione. Chi ambisce, invece, alla ricerca dell’equipaggiamento migliore, troverà nell’ampia scelta disponibile uno stimolo ulteriore per giocare le varie missioni, scongiurando il senso di ripetitività che in un titolo principalmente action come questo è sempre dietro l’angolo. Non mancano poi i costumi che, a differenza degli equipaggiamenti, modificano l’aspetto esteriore del nostro supereroe permettendo a chi vuole di sfoggiare il look desiderato e diversificarsi dagli altri utenti. Le micro transazioni sono limitate a detti orpelli estetici rendendo così il gioco perfettamente fruibile anche da chi non voglia investirci sopra ulteriori risorse.


La bellissima Vedova Nera


Veniamo, ora, ad una valutazione tecnica del gioco, tenendo presente che l’intera mia prova è stata effettuata su una Xbox One X. L’impatto visivo complessivo è sicuramente buono con personaggi definiti e ben animati, effetti speciali a iosa e nemici su nemici da affrontare contemporaneamente. Nella mia prova è capitato qualche sporadico rallentamento ma, personalmente, ritengo i piccoli inciampi della grafica assolutamente trascurabili, almeno sulla console ammiraglia di Microsoft, e non così gravi da inficiare il divertimento generale. Non ho potuto testare il gioco su One S o sul primo modello di Xbox, quindi, con tutta onestà, non posso escludere la possibilità che su macchine meno performanti le prestazioni possano essere inferiori.


Marvel's Avengers

Al netto di qualche indecisione grafica del motore, il titolo resta complessivamente bello da vedere e gli inciampi del frame rate (come detto presenti, ma non così frequenti) potranno eventualmente essere risolti in sede di patch. Gli sviluppatori avrebbero necessitato con tutta probabilità di qualche mese in più per ottimizzare il titolo e ripulirlo da queste imperfezioni. Va detto che durante le missioni della campagna tali problemi risultano sicuramente molto meno frequenti che nell’iniziativa Avengers, dove il motore grafico sembra maggiormente in difficoltà. Il gioco è interamente doppiato in italiano, con una buona traduzione ed una recitazione degna del budget investito in questo prodotto. Le musiche invece, con tutta onestà, devo confessare di non averle proprio notate, sovrastate come sono da esplosioni ed effetti sonori di grande impatto. Un po’ troppo lunghi i caricamenti che spezzano l’azione in caso di fallimento di una missione e costringono ad aspettare un po’ più di tempo del desiderabile.


L’incognita multiplayer


Veniamo, dunque al punto centrale della questione, ovvero le prospettive dell’esperienza multiplayer. Allo stato attuale questa opzione, denominata “iniziativa Avengers”, risulta infinitamente più grezza e meno rifinita rispetto alla campagna single player. La struttura prevede una serie di missioni che proseguono la campagna e che riprendono frequentemente ambienti già esplorati precedentemente, con qualche variazione per scongiurare l’effetto fotocopia. Tutte le missioni posso essere affrontate con altri giocatori sparsi per il globo così come in solitaria, con i comprimari comandati dalla CPU. Volendo, quindi, possiamo considerare iniziativa Avengers come una seconda campagna in costante espansione, con molteplici missioni utili per aumentare di livello i vari personaggi e raccogliere quanti più potenziamenti possibile. Tutto bene, quindi? Non proprio. Il problema principale è che una struttura profondamente action come quella del gioco Square Enix rischia di risultare monotona senza una trama forte che la sostenga (come nella campagna single player) o senza costanti modifiche e aggiunte. Dopo una campagna discretamente lunga e avvincente il giocatore ha necessità di veder variare un po’ la formula per continuare ad affrontare missioni su missioni. Allo stato attuale, gli stimoli per continuare dopo aver terminato la modalità single player sono piuttosto ridotti; ma bisogna evidenziare come il prodotto che ci troviamo a recensire sia destinato a modificarsi nel tempo. Nei giochi che prevedono una lunga serie di aggiornamenti, come questo Avengers, e che si pongono nella categoria dei cosiddetti gaas, recensire dall’esordio le modalità online è, a mio avviso, profondamente sbagliato.


Marvel's Avengers

Abbiamo assistito a moltissimi prodotti particolarmente spogli al lancio che, poi, si sono aggiornati con costanza, cambiando radicalmente il valore dell’offerta proposta. Gli esempi sono molteplici, basti ricordare cosa era Sea of Thieves nei primi mesi e quale esperienza sia oggi, oppure pensare alle pochissime mappe del primo Splatoon, che certo non lasciavano intravedere il fenomeno di massa che sarebbe, poi, diventato. Chi acquista un gaas come Avengers deve sempre fare una sorta di atto di fede, comprando non tanto l’esperienza iniziale quanto quello che il gioco potrebbe diventare in futuro. Crystal Dynamics ha a sua disposizione un universo enorme come quello Marvel, fatto di centinaia di personaggi iconici, trame e intrecci possibili. I prossimi mesi chiariranno meglio la tabella di marcia, con l’introduzione di nuovi personaggi e delle loro storie ma le possibilità in mano agli sviluppatori sono quanto mai vaste. Ad oggi , se non è possibile suggerire senza riserve l’esperienza multiplayer di Avengers, allo stesso modo è quantomeno prematuro esprimersi in un giudizio definitivo. Per questa ragione, il voto finale rappresenterà principalmente il valore della campagna single player, valore che potrà eventualmente aumentare nei mesi, a seconda del successo di Avengers e degli aggiornamenti futuri. Il gioco ricorda un po’ il primo albo di una nuova grande saga supereroistica; all’inizio non è possibile sapere se la storia che leggeremo sarà memorabile o no e dobbiamo, necessariamente, attendere l’uscita dei nuovi numeri per farci un’idea. Chi aspetta il titolo principalmente per la componente multi giocatore dovrà scegliere se fidarsi già ora di quanto il gioco potrà dare in futuro, o se attendere qualche mese e gettarsi nella mischia quando l’offerta ludica sarà più ampia. Gli altri troveranno un buon titolo single player con una componente online che ad oggi è poco più di un accessorio.

Final Thoughts

Marvel Avengers è un buon titolo action caratterizzato da una grande cura al background, alla storia e ai personaggi, ricco di possibilità di personalizzazione e con una piccola vena da gdr. I difetti del prodotto sono riscontrabili principalmente in una certa ripetitività dell’azione e in qualche inciampo tecnico che, quantomeno su One X, pur sporcando un po' la resa finale, non ha inficiato particolarmente l’esperienza. La campagna single player è discretamente lunga e sufficientemente stimolante, risultando anche esaltante in alcuni frangenti, soprattutto per chi è cresciuto leggendo i fumetti Marvel. Sull’esperienza multiplayer, come detto, meglio sospendere attualmente il giudizio; il tempo ci dirà quale direzione prenderà il gioco e se varrà o meno la pena affrontarla. Allo stato attuale, comunque, Marvel Avengers risulta un titolo da avere soprattutto per ogni appassionato di supereroi e di action game. Questi troveranno sicuramente stimoli a sufficienza nel carisma dei personaggi e nella storia, oltre che nella notevole quantità di possibilità di personalizzazione. Marvel Avengers mette sul piatto una grande quantità di collezionabili e di abilità per premiare il giocatore più costante che potrà livellare il proprio personaggio preferito con assoluta libertà. Se il titolo sarà sostenuto adeguatamente nei mesi a venire, con nuove storie e variazioni per mantenere viva l’attenzione, potrà ambire a diventare gioco imprescindibile anche per tutte le altre categorie di giocatori.

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