mary skelter 2 Nintendo Switch, Recensione

Mary Skelter 2 – Recensione: Dungeon crawler tra leccate e inquietudine


Tra le tante uscite più o meno bomba (e più o meno papera) di questo interessantissimo “autunno caldo” del gaming, ci è finito tra le mani Mary Skelter 2, dungeon crawler targato Idea Factory. E non potevamo esserne meglio sorpresi. Video!

Di fiabe, mostri, e cose brutte

SOPRATTUTTO COSE BRUTTE.

Mary Skelter 2 è ambientato in un Giappone post-apocalittico, dove “quella che era la città più ganza e fiorente” è sprofondata di 666 metri nel terreno, dando vita a un luogo di tetra tortura e morte lenta noto come Jail. Cotanto luogo di allegria è abitato dai Marchen, creature mostruose dalle forme bizzarre (che manco Salvador Dalì dopo una cassa di Peroni) che hanno l’abitudine di a) ammazzare la gente on the spot b) imprigionare la gente per ammazzarla dopo pranzo/cena. Le uniche persone atte a poter fermare cotante schifezze – che sono solo la punta dell’iceberg! – sono le Blood Maidens, loli manesche chiamate con i nomi di personaggi di favole capaci di potenziare le loro innate capacità combattive reagendo al sangue dei Marchen – anche e soprattutto LECCANDOLO.

Senza nemmeno addentrarci nei meandri di una trama tendenzialmente criptica e che oscilla piacevolmente tra colpi di scena e graditi cliché, ci limitiamo solo ad anticipare che – in senso buono – il gioco riesce subito a far breccia grazie a elevatissimi livelli di devianza e disturbo mentale, come in un circo demoniaco gestito dalle streghe di Madoka Magica. Che bei momenti.

mary skelter 2

Corridoi di weirdezze

A livello di gameplay, Mary Skelter 2 ci offre un’esperienza dalle basi familiari per gli aficionados di dungeon crawler. In assenza di un vero e proprio tutorial, sostituito da “schermate esplicative” ogni volta in cui viene messa a disposizione una nuova azione, verremo guidati in maniera non ossessiva attraverso le prime battute di gioco. L’avventure ci porterà a esplorare dungeon non lineari di difficoltà crescente, con visuale in prima persona, “conditi” di attacchi casuali e nemici fissi in punti strategici. A questo si aggiunge la meccaniche di mostri chiamati “Nightmare”, che annullano l’uso della mappa e che, in una sorta di acchiapparella stile hotel di Shining, cercheranno di stressarci al punto di farci finire in un vicolo cieco e ammazzarci di botte. Il tutto è arricchito da numerose scene di intermezzo molto “dialogate”, presentate in stile visual novel.

I combattimenti si basano su dinamiche classiche a turni, con i tipici comandi e varie funzioni atte a pepare la formula standard: tra queste, una sorta di modalità berserk che sblocca abilità in più ma rischia di mandare i PG fuori controllo e la “leccata del sangue” dagli altri membri del party, utile a pompare più rapidamente i personaggi tenendo presenti comunque i rischi di cui sopra.

mary skelter 2

Si nota sin da subito che il gioco è molto generoso in tema di quantità di meccaniche ed elementi da tenere d’occhio: l’inventario e il numero di skill da gestire sono ampli, con tante possibilità di personalizzazione delle protagoniste che richiedono l’uso di vari neuroni per un’ottimizzazione come si deve. Prepararsi bene diviene fondamentale per non decedere presto: già dopo la prima 20ina di minuti l’avventura va “a regime” specie a fronte dei combattimenti, da subito tosti. I primi scambi di mazzate si alternano a labirinti che si fanno presto interessanti fra trappole da evitare, i consueti attacchi casuali, e percorsi da sbloccare grazie all’uso sensato delle skill dei membri del party. Anche alla lunga il gioco non perde colpi, mantenendosi fresco e vivace in quanto capace di mantenere sempre alta la soglia di attenzione del giocatore – nel mentre, intrattenendolo col mix di humor nero dei dialoghi e varie scene weird tirate fuori a sorpresa.

Tirando le somme, è un piacere notare come Mary Skelter 2 sia capace di sorprendere positivamente grazie a tante caratteristiche “old school”: è difficile e impegnativo, ha un design originale e una trama sufficientemente articolata, narrata in modo da richiedere un minimo di soglia di attenzione. Il risultato finale è quello di un prodotto di alto livello nel suo genere, con ottime potenzialità di intrigare anche chi ancora non ci si è avvicinato grazie a soddisfacenti meccaniche di risk-reward e un design cupo e psicotico, con interessanti escursioni nel body horror che meriterebbero un bacione da Cronenberg.

mary skelter 2

Concludendo…

Il comparto tecnico di Mary Skelter 2 offre buoni spunti di fomento. Da bravi superficialoni, iniziamo dalla grafica: il punto più debole dell’estetica è probabilmente nella qualità di alcuni elementi dei fondali e dei mostri durante le fasi di combattimento, spesso più grezzi del dovuto. Di contro, quello che colpisce – come già ribadito nei paragrafi precedenti – è il design generale, curato e “malato” come il contesto del gioco richiede. Le scelte di colori sono piacevolmente folli (magari un po’ meno per le votre cornee) e i ritratti dei personaggi sono ben curati, in un’altalena che passa dal caruccio allo schifowtf in un battito d’ali.

Molto buono anche il sonoro: il doppiaggio è efficace e sopra le righe come il contesto richiede, mentre le musiche danno un interessante feeling da “circo dei film” horror, anch’esso necessario per una simile ambientazione. Nella media gli effetti sonori.

Il sistema di controllo non è facilissimo da padroneggiare, ma una volta fattaci la mano risulta efficace.

Valutazione

Grafica 82%
Sonoro 85%
Giocabilità 80%
Carisma 92%
Longevità 90%
Final Thoughts

Mary Skelter 2 di sicuro non è un titolo per smanettoni e per giocatori poco pazienti; di contro, gli amanti del dungeon crawling "duro" e della pianificazione si troveranno davanti un prodotto solido e arricchito da un comparto estetico accattivante, posto che non si sia particolarmente prevenuti nei confronti dello stile jappo più "tirato". A conti fatti, veramente una bella sorpresa.

Overall Score 85%
Readers Rating
0 votes
0

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.