PS4, Recensione

MediEvil – Recensione: Un cult in decomposizione


Other Ocean Interactive

Sviluppatore

Sony

Publisher

Avventura

Genere

MediEvil torna, purtroppo nei peggiori dei modi possibili. Bisogna dare atto a Other Ocean Interactive di aver sviluppato un accademico remake su come non fare un remake.



CARO SIR DANIEL, CI SI RIVEDE


A suo modo in quel lontano 1998 – tra un Crash e uno Spyro in casa SONY, Nights nell’impossibile impresa di dare una nuova mascotte alla SEGA e un Super Mario 64 della Nintendo che macinava consensi da tutte le parti – MediEvil si ritagliò inaspettatamente un zoccolo duro di sostenitori, tanto che con il tempo divenne una sorta di titolo cult tra i nostalgici del “ma te lo ricordi?” e i simpatizzanti dell’universo PlayStation. Seguirono al primo capitolo anche un seguito e un atroce, sconclusionatissimo remake del primo episodio denominato MediEvil: Resurrection per PSP. La remastered che troviamo oggi sugli scaffali si focalizza solo sul primo episodio, rivisitando a 1:1 le gesta di Sir Daniel, lasciando praticamente tutto invariato, se non per grafica e sonoro. Non è presente il secondo capitolo, non ci sono le blande aggiunte del Resurrection: tutta l’operazione si focalizza solo sull’opera originale che tanto avevano amato i bambini della generazione 32 Bit che oggi spengono molto probabilmente almeno 30 candeline sulla torta di compleanno.

Così rieccolo il prode (si fa per dire) Sir Daniel Fortesque nuovamente intento a resuscitare per liberare il suo regno dal perfido negromante Zarok; a maggior ragione dovrà combattere per riabilitare la sua figura di eroe, precocemente resa vana da una freccia stoccata troppo velocemente dalle prime file di una battaglia. Una storia dalla forte componente humor, semplice e indirizzata a un vasto pubblico, tuttavia ne rivela connotati di un eroe straordinariamente attuale e fuori dagli schemi: infatti Sir Daniel non combatte per principesse, per il regno o chissà quali principi, la sua è una novella di emancipazione. Il tutto impreziosito da un background che di per sé risulta affascinante nella sua componente stilistica ispirata dai classici videoludici come Ghost’n’ Goblins o al cinema di Tim Burton. Forse è proprio questo il segreto del suo magnetismo, capace di renderlo intramontabile nei ricordi dei videogiocatori; al contempo dimostra sempre un certo fiatone nel ritagliarsi un posto tra i classici quando di videogiochi si vuole parlare un attimino più seriamente, tralasciando la nostalgia, le bandiere e gli attaccamenti personali.


MediEvil

TIRATO A LUCIDO?


A essere del tutto franchi, dal suo annuncio questo remake di MediEvil non aveva di certo impressionato gli adetti ai lavori più navigati; molte le perplessità al riguardo, tante – forse troppe – si sono concretizzate nella release finale. La prima cosa che balza all’occhio è il netto divario tra il livello qualitativo delle rimasterizzazioni di Crash e Spyro con questo prodotto di Other Ocean Interactive. Il comparto grafico è decisamente più semplicistico, meno raffinato, appesantito anche da un instabile framerate in più di un’occasione. Lo stile va detto però che appare gradevole, con la giusta scelta dei colori virati verso un palcoscenico dalle tinte spettrali violacee tanto care all’episodio originale. I modelli poligonali però hanno un deficit di dettagli, imbruttiti maggiormente da animazioni poco curate: i personaggi appaiono davvero troppo legnosi per un titolo del 2019. Per fortuna però i nostri occhi potranno trarre almeno un po’ di giovamento da un buon uso dell’illuminazione, capace di impreziosire tutta l’offerta visiva.
Insomma, sul versante grafico l’upgrade è riuscito solo in parte: pur mantenendo intatta l’atmosfera della serie, il gioco dimostra poco o niente del potenziale di questa generazione. E’ un peccato perché MediEvil – più sei suoi colleghi Crash e Spyro – poteva mostrare maggiormente i muscoli proponendo qualcosa di realmente incisivo e degno di un remake di tale nome.

Discorso del tutto diverso invece per il comparto sonoro: le musiche ri-arrangiate in chiave classica dall’Orchestra Sinfonica di Praga sono sublimi e calzano a pennello con l’atmosfera da “favola di halloween” del gioco. Non c’è davvero una nota fuori posto ed è davvero un peccato che non sia stata inclusa almeno una colonna sonora digitale da scaricare.
Purtroppo gli ottimi temi proposti non sono seguiti da un doppiaggio italiano altrettanto di qualità. A dirla tutta è rimasto lo stesso del 1998, con voci amatoriali e dialetti spesso fuori luogo (mania di quei tempi, vi ricordate l’inspiegabile localizzazione di Final Fantasy IX?), causando quel fastidioso retrogusto low-budget.
Al di là di questa nota sul doppiaggio, dobbiamo dire con assoluta certezza che il sonoro è la parte più riuscita dell’intera operazione.


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NOVITA’ ALL’OSSO


Dual Shock 4 alla mano MediEvil risulta abbastanza anacronistico nei comandi. Lo schema è rimasto pressoché lo stesso dell’originale, con l’impossibilità di avere slot rapidi aggiuntivi per le armi, il tutto aggravato da un’interfaccia desueta che inevitabilmente ci farà smorzare il ritmo dell’azione per cambiare gli oggetti dal menù. Per fortuna l’input dei tasti appare reattivo e veloce, anche se collisioni e fisica generale sono a un passo dall’impresentabile. Non importa cosa, come e quando colpisce la spada di Sir Daniel: il feedback ricevuto sarà sempre quello di affettare l’aria. Peggio ancora per i danni subiti, praticamente impercettibili se non guardando la barra della vitalità. Più volte giocando ci siamo posti la domanda: ma se un remake non migliora queste caratteristiche, che senso ha tale operazione? Inutile dire che il gioco ne avrebbe guadagnato molto in fatto di coinvolgimento con una maggior pulizia di questi elementi, rendendolo anche un prodotto più appetibile per chi non vive solo dei bei ricordi passati davanti alla PSX. Inoltre vanno anche segnalati dei bug e dei glitch non propriamente divertenti, ad esempio è successo di dover ricaricare un livello a due passi dalla fine perché il personaggio era rimasto incastrato non si sa dove nella mappa.

Come abbiamo detto in precedenza, MediEvil ripropone una copia carbone dei livelli del primo episodio, l’aggiunta più significativa integrata in essi è la possibilità di ruotale la telecamera con l’analogico destro. Purtroppo la resa finale di quest’ultima non è delle migliori: in certi frangenti farete letteralmente a pugni per centrare la visuale dove si focalizza l’azione. Così come la calibrazione dei salti non appare performante e il personaggio addirittura tende a incastrarsi nel terrain del suolo della mappa. Insomma, altre due sviste che sommate a quelle sopracitate inevitabilmente non raggiungono l’obiettivo di svecchiare il prodotto. Abbiamo apprezzato l’inserimento opzionale di poter liberare le 19 anime erranti disseminate nei vari livelli, tuttavia avremo preferito una maggior cura riguardo la giocabilità. A parere del tutto personale, prima di concentrarsi su qualcosa di nuovo, gli sviluppatori che si accingono a fare un remake dovrebbero aggiustare/modernizzare quello che in passato non funzionava per motivi non solo temporali, ma anche di hardware. Oggi era possibile proporre un MediEvil responsivo e appagante nei controlli con estrema facilità, purtroppo non è stato fatto e le ragioni di “lasciare il feeling come l’originale” sinceramente convincono fino a un certo punto.


MediEvil

DOPO LA NOTTE IL GIORNO


Al netto di tutte le criticità di questo MediEvil va comunque detto che il gioco riesce in certi frangenti nel suo tentativo di intrattenere. Il level design non è dei migliori, risente degli anni sul groppone, qualche aggiunta come una piccola mappa o dei checkpoint avrebbero sicuramente giovato all’intera esperienza ludica; tuttavia l’avventura si snoda su una ventina di livelli che offrono una varietà di situazioni ragguardevoli, conditi con ambientazioni spesso ispirate e nemici sempre nuovi pronti a renderci la vita difficile. Gradevoli anche i boss, resi un po’ più leggibili nei loro pattern e decisamente più accattivanti da vedere. La difficoltà alterna picchi eccessivi (tipo il tediosissimo nido delle formiche o il campo disseminato dagli infami spaventapasseri) con altri decisamente molto più agevoli, meno dediti all’azione e più inclini al raccoglimento di oggetti chiave. Questa difficoltà altalenante è oggi forse un po’ agè, sicuramente però è stata capace di stimolarci a non abbassare mai la guardia e raccogliere tutti i potenziabili possibili (pozioni extra, scudi, armi, archi ecc ecc).

In sintesi ciò che c’era di buono nell’originale inevitabilmente si presenta ancora oggi, tenendo però conto che è un titolo purtroppo invecchiato abbastanza male. Other Ocean Interactive ha fatto davvero uno sforzo minimo e i risultati sono purtroppo minimi. Chi ha amato MediEvil amerà anche questo remake, chi si aspettava rifiniture e una maggior valorizzazione del concept originale come il sottoscritto rimarrà largamente deluso. L’occasione di rimettere in carreggiata il brand si è vanificata e sicuramente il nostro simpatico Sir Daniel Fortesque meritava un po’ di più, con i giusti accorgimenti poteva essere davvero un must-have e dare qualche speranza di un nuovo inizio all’intero brand… allo stato attuale delle cose si colloca semplicemente come feticcio collezionistico per i fan, i quali – siamo pronti a scommetterci – faticheranno anche loro a portarlo a termine, vista la mole dei difetti elencati.

Valutazione

Grafica 60%
Sonoro 70%
Giocabilità 30%
Carisma 22%
Longevità 60%
Final Thoughts

MediEvil è un disastro nostalgico indirizzato solamente a coloro che hanno gli occhi a cuoricino ogni volta che intravedono Sir Daniel. Oggettivamente si tratta di un remake fatto davvero male: l'unico motivo per accaparrarselo risiede in una soundtrack fantastica e in qualche scorcio grafico azzeccato. Per tutto il resto si tratta di un prodotto poco bello, poco carismatico e poco funzionante - insomma, la pochezza totale. Il consiglio a questo punto è di rigiocarsi l'originale e risparmiare 30 euro.

Overall Score 48%
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