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Megabyte Punch – Recensione


Reptile Games

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Reptile Games

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Robot cubitali che si prendono a cazzotti con uno stile di gioco prettamente 2D a metà tra il platform e il picchiaduro a scorrimento. State ancora leggendo dopo cotanta intro? Gioite allora giulivi della recensione completa di Megabyte Punch, come sempre preannunciata da un sapido RVM.

Pugni informatici

megabyte punch (3)Megabyte Punch non è un gioco facile da inquadrare di primo acchito…e neanche di secondo. E poi, un acchito, che minchia è? Sorvolando questi amletici dubbi, possiamo comunque dire che il gioco mescola elementi platform e di esplorazione action-adventure stile Cave Story (anche per topografia della città-hub dove inizieremo l’avventura) più un piacevole fattore mazzate e combo non troppo complesse stile picchiaduro a scorrimento…e forse c’è pure dell’altro, ma tagliamo corto: chiamiamolo action a scorrimento laterale che si fa prima, e tagliamo la testa al toro.

Dunque…Megabyte Punch è un action a scorrimento laterale durante il quale vestiremo i panni di una sorta di robottino virtuale in un mondo virtuale (almeno così sembra) con lo scopo di picchiare i fetenti di turno. Ed è dunque il caso di passare alla sezione del gameplay.

Mazzate multimediali

Due sono le parole chiave che possono identificare il gameplay di Megabyte Punch: azione e personalizzazione. Sul primo punto, vediamo come il nostro meccanico alter ego sarà in grado di attaccare sia tramite la pressione del tasto dedicato che con la combinazione del detto pulsante più quelli direzionali e un tasto “dedicato” all’attacco speciale. I vari tipi di attacchi saranno tutti mappabili secondo le nostre preferenze, e la loro disponibilità sarà legata alla tipologia di componenti che avremo installata sul nostro colorato androide. E qui iniziano le possibilità di personalizzazione: molti dei nemici che massacreremo a cazzotti lasceranno cadere dei “pezzi di ricambio” che potremo raccogliere e installare sul corpo del nostro alter ego. Avremo a disposizione due slot per le braccia, due per le gambe, e i classici testa/torso/culo/spalla. Ogni pezzo ci darà bonus peculiari o la possibilità di performare un dato attacco o azione speciale da attivare con la pressione dei tasti per colpire più uno dei direzionali.

Nota simpatica sul “come” dovremo uccidere i nemici: a furia di riempirli di pugni, essi saranno più proni a “volare via” con l’ultimo pugno della combo. megabyte punch (1)Una volta fatti decollare, lo schianto finale ne causerà il decesso – idem per il nostro alter ego, la cui resistenza e “volatilità” sarà misurata da un contatore di colpi subiti.

L’azione si svolge più o meno così: dopo aver esplorato la prima “città” e ricevuto una sorta di missione, ci si avventurerà per il primo labirintico livello (chiamato con molta fantasia “level 1”), a sua volta diviso in più sezioni. Alla fine del livello ci sarà un boss fight, in cui dovremo buttar giù da una strana piattaforma il vile inimico. Una volta fattolo secco, torneremo in città pronti ad affrontare un nuovo livello: se saremo noi invece a tirare le cuoia, potremo comunque riaccedere al boss level da una prota “adiacente” a quella del livello – beninteso, se invece strippiamo a metà livello dovremo rifare tutto dall’inizio. Tornando ai boss, comunque, bisogna dire che sono sempre interessanti da affrontare, premiando un approccio tattico invece che uno sterile button mashing.

Il sistema di salvataggio è automatico, sia per progressi che per componentistica trovata – occhio comunque che (almeno fino alla versione da noi testata) se interrompete una partita a metà di un livello, ripartirete sempre dalla città dovendo rifare tutto fino al boss di turno.

Oltre allo “story mode” qui in breve descritto, potremo concorrere in una modalità torneo stile picchiaduro a scontri e affrontare ambo le modalità in multiplayer fino a quattro giocatori.

megabyte punchSu queste basi, bisogna dire che Megabyte Punch – nonostante una trama e un setting abbastanza sclerati – riesce a intrattenere molto bene: è uno di quei titoli da “pure gameplay”, dove difficilmente ci stancheremo di picchiare bestiole nemiche e di provare nuove combinazioni di armamenti ed equipaggiamenti. Nonostante l’esplorazione sembri alquanto confusionaria, a tratti poco piacevole e generalmente non troppo utile, l’azione bilancia il nonsense dilagante, mettendo sempre alla prova i nostri riflessi e la nostra capacità di trovare vie alternative tra un combattimento e l’altro. Il design dei livelli si rivela meno sconnesso di quanto possa sembrare di primo acchito, con più di una trovata interessante nella ricerca di strade diverse da seguire per raggiungere l’ambito traguardo dell’uscita da un livello.

Il risultato finale, ossia quello di divertire il giocatore, viene oggettivamente centrato, in un turbine di salti e pugni che non vanno mai tirati troppo a casa pena un game over fin troppo repentino, senza dimenticare lo sfruttamento del fattore ambiente (tra trappole e mine varie) per uscire vincitori il più in fretta possibile dai vari combattimenti.

Tra robotica e virtualità…

…la grafica qualche pippa fa. Dal punto di vista prettamente estetico e visivo, purtroppo dobbiamo segnalare che il gioco sfiora l’inguardabilità, specie al primo avvio quando non sappiamo esattamente cosa aspettarci. Ci troviamo dinanzi a una seria di cubi e parallelepipedi che formano piccoli androidi…o meglio, formano figure vagamente riconducibili ad androidi e robottini vari. I colori sono messi generalmente e casaccio, con il solo recondito scopo di creare scompensi nella cornea di chi guarda.

Sono presenti comunque alcune note di stile che salvano questo comparto dal tetro e profondo abisso della cupa zozzeria: il look stile “lego” degli ambienti diviene piacevole dopo un po’, così come il desgin di alcuni nemici non-antropomorfi, senza dimenticare che comunque il gioco riesce a girare senza crash e rallentamenti anche sulle macchine in forte bisogno di pensionamento.

Il sistema di controllo si rivela invece efficace e funzionale, complici anche le buone possibilità di personalizzazione. Buono anche il livello generale di ottimizzazione, con il gioco che riesce a girare senza problemi di sorta su di un’ampia gamma di sistemi.

Valutazione

Grafica 50%
Sonoro 70%
Giocabilità 75%
Carisma 80%
Longevità 83%
Final Thoughts

Megabyte Punch è una piacevolissima sorpresa nel panorama action indipendente: capace di mescolare numerosi generi e sottogeneri, riesce a intrattenere con successo grazie a un ritmo frenetico mescolato a un discreto bisogno di tattica nell'approccio ai combattimenti.

Overall Score 71%
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