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Meridian Squad 22 – Recensione


Il panorama degli RTS (Real Time Strategy), con l’avvento di piattaforme di Digital Delivery come Steam, ha avuto una ottima fortuna negli ultimi anni; ovvio che sempre più sviluppatori, soprattutto indipendenti, si siano buttati nella mischia sperando di spuntarla. Parliamo oggi di Meridian Squad 22, seguito di Meridian: New World, un RTS dall’assetto fantascientifico e con la particolarità di essere stato sviluppato completamente da una sola persona. Riuscirà ad emergere dalla massa e ad ottenere la tanto agognata fama? (Spoiler: probabilmente no)

Tanto tempo fa, nel futuro…

ss_3ed1c6c9ce71eb3c06b5d573185138bf2eec694d-1920x1080Quando la Terra si trova ad essere sovrappopolata e ormai sfruttata all’osso, una missione spaziale viene indetta per esplorare Meridian, un pianeta che potrebbe rivelarsi la nuova speranza dell’umanità.
Ma qualcosa va storto: la prima missione perde subito i contatti con la Terra e solo dopo alcuni anni una nuova squadra, la famosa Squad 22, viene inviata per capire cosa sia accaduto.
Questo è l’incipit che Meridian: Squad 22 svilupperà nel corso dei 10 brevi livelli che compongono la modalità campagna, alternando dialoghi tra i personaggi principali e alcuni flashback. La storia, nonostante l’impegno profuso da parte dello sviluppatore nell’approfondimento di un’ambientazione sulla carta molto interessante, è raccontata in maniera molto fiacca, complice anche la lentezza dei dialoghi e lo scarso carisma dei protagonisti, risultando alla fine fastidiosa o quantomeno poco interessante. Un vero peccato.

Una missione (non proprio) impossibile

ss_516722a83e039f7b50e7589245b49194d19a425f-600x338Passando alle meccaniche di gioco, il titolo della Elder Games sfodera subito la carta della nostalgia: Squad 22 infatti ricorda vagamente i vari Starcraft, di cui vorrebbe idealmente prendere il testimone, con la sua ambientazione futuristica e la divisione in truppe di terra, d’aria e d’acqua (anche se l’utilità di queste ultime è abbastanza opinabile).
Peccato che le cose in comune terminino qui: a differenza dei titoli Blizzard, l’accento è posto sull’immediatezza dell’azione e sulla semplicità dei comandi.
Un solo tipo di risorsa da poter raccogliere e utilizzare per la costruzione di edifici, unità le cui uniche azioni comprendono il movimento e l’attacco, nessun tipo di personalizzazione nello schieramento delle truppe, rendono le partite veloci e accessibili ai neofiti del genere. Per ovviare al problema della ripetitività a cui si va incontro molto presto, sono presenti 3 alberi di tecnologie (Offensivo, Difensivo e Economico) che permettono uno sviluppo unico, introducendo abilità passive e unità speciali, sbloccabili raccogliendo particolari oggetti sparsi per la mappa. Ad ogni livello le tecnologie sbloccate saranno azzerate, permettendo quindi un approccio diverso ad ogni nuovo scenario.
Nonostante gli alberi di tecnologie diano un po’ di vivacità al gameplay, il gioco soffre di diversi problemi, a partire dalla dimensione delle mappe, troppo piccole per dare un senso all’espansione che il gioco suggerisce: costruire un po’ più lontano dall’accampamento base equivale a insediarsi in territorio nemico. Aggiungendo a questo una IA molto banale, un numero basso di unità a schermo (difficilmente si arriverà ad avere un esercito di più di 30 soldati) e l’impossibilità di posizionare liberamente gli edifici, viene minato il divertimento sul lungo periodo.
Oltre alla campagna, sono presenti altre due modalità: Conquista e Missioni. La prima è essenzialmente la modalità “libera”, svincolata dalla trama, dove il nostro unico obiettivo sarà sconfiggere il nemico. Ovviamente rimarranno gli stessi problemi sopradescritti.
La Seconda invece raggruppa diversi livelli in cui avremo il comando di poche unità e dovremmo svolgere compiti tipici del genere (infiltrazione, scorta, sabotaggio, ecc.). Rappresenta certamente una variante interessante rispetto alle altre due modalità, ma i controlli tipici degli RTS mal si congegnano a questi tipi di missioni, con il risultato che alcuni livelli saranno estremamente banali (causa anche l’IA) ed altri impossibili (ricordate: le porte saranno il vostro peggior nemico).
Esperienza prettamente single-player.

Tutto da rifare?

ss_3ed1c6c9ce71eb3c06b5d573185138bf2eec694d-1920x1080Leggendo fino a qui si può capire come questo gioco non abbia, volendo essere gentili, incontrato i miei gusti. Eppure ha qualche elemento che va certamente salvato, primo fra tutti il comparto audio: decisamente migliore della media degli indie, con un doppiaggio semplice ma ben fatto e una colonna sonora molto immersiva.
La parte grafica non è eccezionale, ma fa il suo dovere. Più che decorosa e con effetti, soprattutto quello delle zone acquatiche, che reggono il confronto anche con giochi con un budget molto più alto.
Come ultima cosa va ricordato che l’intero gioco è stato fatto da una sola persona. La grafica, la programmazione, l’audio (con aiuti esterni), il design, tutto. Ovviamente non deve essere usato come scusa, ma certamente deve essere tenuto in conto.

Valutazione

Grafica 75%
Sonoro 81%
Giocabilità 65%
Carisma 50%
Longevità 60%
Final Thoughts

Meridian: Squad 22 è un RTS dalle poche pretese, capace di intrattenere se si prende con lo spirito giusto. Un prodotto valido e qualitativamente solido, nonostante i punti in cui fatica siano proprio i metri di giudizio principali di un gioco: trama e gameplay. Ha sicuramente molte cose da migliorare, ma sono sicuro che, anche grazie alla grande volontà dello sviluppatore, la serie Meridian possa ambire in futuro a qualcosa di più di semplice comparsata nel mondo degli strategici.

Overall Score 66%
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