Metal Max Xeno PS Vita, PS4, Recensione

Metal Max Xeno – Recensione – Quando i carrarmati avanzano sui genitali


Kadokawa Games

Sviluppatore

NIS America

Publisher

Gioco di ruolo

Genere

Dopo mille travagli ecco arrivare una nuova release per Metal Max, saga più o meno storica nata su NES. Qualcuno ne sentiva davvero la mancanza?

CARRARMATI DAL PASSATO

Metal Max è una serie di discreto successo in terra del Sol Levante, nata su Famicon nel lontano 1991 e approdato poi successivamente con rispettivi sequel anche su piattaforme come SNES o Nintendo DS. La saga si è sempre contraddistinta per un livello tecnico buono e l’utilizzo di armi belliche, come appunto i carrarmati, in un contesto Metal Max XenoJRPG. Metal Max Xeno vuole essere così il capitolo che porterà nuovamente la serie ai fasti di un tempo.
Ambientato ancora una volta in uno scenario post-apocalittico, il gioco narra la storia di mercenari a caccia di mostri su mezzi pesanti a zonzo di una Tokyo ormai desertica e quasi priva di esseri umani. In particolare vestiremo i panni di Talis, un teenager continuamente perseguitato dal ricordo della morte brutale della madre, dal carattere molto ruvido e dall’instancabile voglia di far fuori qualsiasi cosa biomeccanica dotata di movimento. Consegnandoci ai posteri una storia abbastanza banale e infiniti viaggi a zonzo in mappe orride infestate da inutili combattimenti a turni vecchi almeno di tre generazioni. L’unica nota positiva di tutto è che ogni tanto potremo assistere a qualche innocente seno qua e là, visto che il gioco non disdegna argomenti un po’ più maturi rispetto ai soliti giochi di ruolo giapponesi.

QUALCOSA NON FUNZIONA

Il lavoro di Kodokawa Games purtroppo parte male e finisce peggio. Il character design è la prima cosa che salta all’occhio in quanto abbastanza anonimo, nemmeno il buon Oda Non – famoso per roba hentai – riesce a salvare la baracca con le sue buone illustrazioni. A peggiorare tutto ci si mette anche il comparto grafico, definirlo nella Metal Max Xenocanonica frase “sembra per PlayStation 2” sarebbe un insulto per il monolite nero a 128 Bit targato Sony. Oltre all’orrore di vagare nel 2018 in grandi mappe completamente vuote e prive di guizzi artistici e visivi, la giocabilità appare anch’essa incerta, con personaggi troppo lenti a piedi ma troppo veloci e “scivolosi” nelle fasi con i carrarmati. Il tutto imbruttito maggiormente tra anacronistici e macchinosi messaggi tipo “premi X per interagire con cose” o da combattimenti casuali che si traducono nelle solite meccaniche a turnazione in salsa wasabi. Quest’ultimi c’è da dire che sono la cosa migliore di Metal Max Xeno, infatti la parte ruolistica del gioco non è neanche così malaccio, nonostante una confusione generale tra le mille inutili sezioni del menù. In ogni caso da soli non riescono minimamente a sollevare un prodotto che sul versante del game design appare vecchio – nel senso brutto del termine – ripetitivo e privo di un’esperienza ludica realmente interessante. Ritrovarsi per circa 30 ore a vagare in orride ambientazioni modellate malamente a caccia di obiettivi da completare è un inno vero e proprio alla noia.

FERRAGLIA DA DIMENTICARE

Metal Max XenoAlla fine dei conti non possiamo non constatare che Metal Max Xeno è un gioco sbagliato che riversa sul videogiocatore il peso di un livello produttivo non all’altezza delle previsioni sperate dagli sviluppatori. Persino il comparto sonoro, cosa ormai più o meno salvabile in qualsiasi produzione di un certo spicco, risulta blando ad eccezione di una musichetta introduttiva carina ma niente di più.
Un gioco che vuole essere classico ma finisce per rovinare ogni bel ricordo, che offre sul piatto svariate meccaniche sulla carta interessanti ma tutte realizzate in modo estremamente blando. Un titolo evidentemente poco interessante e anche attanagliato da qualche, seppur sporadico, calo di framerate. Giusto perché non c’è mai fine al peggio.

Valutazione

Grafica 40%
Sonoro 50%
Giocabilità 40%
Carisma 65%
Longevità 62%
Final Thoughts

Metal Max Xeno vorrebbe essere un titolo che ripropone in versione moderna una saga classica nata nell'era 8 Bit, purtroppo fallisce in tutti i punti, non riuscendo nemmeno a raggiungere la sufficienza come JRPG classico. Monotono, brutto da vedere e scomodo da giocare. Un tris perfetto per finire presto tra i giochi disinstallati.

Overall Score 51%
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