PC, Recensione

Minimum – Recensione


Human Head Studios

Sviluppatore

Cubed Productions LLC

Publisher

FPS Online FTP

Genere

Prendiamo un normale FPS, di quelli fatti su misura per l’online e riduciamolo al minimo possibile… anzi, al Minimum, ovvero il giuoco di questa nuova recensione, quello che in due parole potrei descrivere come un ibrido tra Quake ed un secchiello di Lego. Di solito si dice che ne ferisce più la penna che la spada, ma quest’ultima non scherza, ed ora scopriremo perché.

Economie solide

Creare le proprie armi è una animazione semplice, ma fomentante.

Creare le proprie armi è una animazione semplice, ma fomentante.

L’idea di casa Human Head e Cubed Productions LLC (e si parte con le solidità) è tanto semplice quanto efficace: sfruttando una grafica assolutamente cubettosa, ottenere uno sparatutto multiplayer rapido da giostrare e con pochi problemi di connessione o ping, infatti spesso sotto la settantina. Per descriverlo al meglio è necessario fare una divisione, ovvero prima parlare della componente organizzativa, dunque della prova sul campo. E volendo proprio fare tre, dei problemoni che se risolti potrebbero davvero portare ad un risultato impeccabilmente originale.
Partiamo dunque dai menu: qui potremo selezionare il nostro arsenale, ma pure spendere alcuni dei token raccolti alla fine di ogni match per sbloccare nuove armi o potenziare quelle in nostro possesso, ed ugual discorso per le armature ed oggetti variegati da lanciare, come granate, mine, torrette, tricchetracche e bombe a mano di ogni guisa. Mantenendo lo spirito del gioco non si tratterà di monete virtuali o punti exp, bensì di 4 differenti tipologie di forme poliedriche, ognuna con maggiore probabilità di uso nello sblocco di armi piuttosto che nella loro costruzione. Geometricamente interessante, ma valido nell’assemblaggio di vari “dispensatori di smontaggio” (è sbagliato dire morte dato gli omini in campo) le cui caratteristiche permettono davvero di approcciarsi alla battaglia in modi sempre differenti.
Non manca infine il classico negozio con powerup ed abbellimenti al costo di moneta concreta.

Dinosauri e giganti spaccablocchi

Si corre e pure molto... ed in maniera parecchio fluida.

Si corre e pure molto… ed in maniera parecchio fluida.

Entrati in partita, prima dell’automatch dovremo selezionare una delle tre possibili modalità che ci offre Minimum: il Team Deathmatch, classicherrimo scontro a squadre, l’Arena e la interessante Titani. Sul TD ci sono poche parole da spendere, ovvero aiuta i compagni e spara alla fazione opposta, ne approfitto però per spiegarvi il sistema di potenziamenti, molto simile… a Lego Racer. Ok, ora toglietevi quell’espressione da “che il Tuxx si sia fumato le palme da cocco” che alberga sulla vostra faccia che vi spiego. Ogni volta che fraggeremo un po’ di nemici, il loro corpo smontato ci lascerà alcuni particolari mattoncini blu di potenziamento che grado per grado aumenteranno sempre più la potenza dell’arma nelle nostre mani quando li toccheremo (proprio come i mattoni bianchi aumentavano i power up del danese titolo automobilistico detto). Premendo la scomodità forse voluta del tasto M, potremo poi spendere altra tipologia di mattoni e cristalli ritrovabile lungo la mappa, per forgiarci addosso armature, elmi e brache dagli effetti più o meno funzionali: a noi la scelta, facendo occhio a non venire brutalmente spezzettati da qualcuno mentre stiamo fermi come pali a trasmutare. La vita, al proposito, si rigenera mano a mano come in un qualsiasierrimo COD e affini, qui però segnalato dalla luminosità sempre più forte del nostro avatar, che al massimo dello scintillio farà spatacracchete.
Aiutare il titanone è una bella impresa.

Aiutare il titanone è una bella impresa.

L’Arena vede i giocatori coinvolti, al di là del loro numero, superare ondate successive di nemici: se qualcuno morirà, sarà escluso dallo scontro del momento, e dovrà aspettare il respawn all’inizio della prossima ondata… sempre che quel pover’uomo che magari è rimasto da solo contro 70 schifezze riesca a sopravvivere per passare al livello successivo, contornandosi di allegre smoccolate nei confronti vostri e degli altri caduti. I nemici sono di tre tipi (e qua ritorna il viso di cui sopra), ovvero i ninja, che vi attaccheranno con la loro spada, i velociraptor, impavidi nello sbattersi a morte contro di voi, ed infine gli astronauti, armati come voi e più intelligenti nel coprirsi e nascondersi per poi devastarvi in tanti tocchi. Di nuovo, viva l’originalità, parola chiave della modalità Titani, ben lontana da quel che potete pensare: il titano va di moda, si sa, ma qui è totalmente autonomo. Ne avremo infatti uno per team, e dovremo coprirlo lungo il tragitto che lo porta alla distruzione della centralina nemica: se i due titanoni si incontreranno, partiranno a salutarsi a sganassoni, e starà a noi aiutare il nostro sparando all’altro o attivando torrette che lo distruggano, costringendolo a ripartire dall’inizio del proprio percorso.
Originalità di qua, originalità di là: dallo stile grafico ad una colonna sonora asciutta, misto di suoni robotici e pianoforte, questo titolo ha davvero le carte in regola per diventare un cult. Non fosse per…

Le magagne

Datemi due spade e vi solleverò il numero di kill.

Datemi due spade e vi solleverò il numero di kill.

77 non sta solo per le gambe delle donne, ma pure per il paio di katane. Con tutta la cura per la creazioni di armi diverse, non si comprende infatti il perché gli sviluppatori non si siano accorti dello straordinario potere delle armi da taglio potenziate: già solo al secondo livello di potenziamento, la spada (poi mutate in due spade) spaccherà con ferocia qualsiasi essere si trovi sfortunatamente sul nostro cammino; vero che per utilizzarla ci vuole un po’ di mano e precisione, ma non appena queste arriveranno sarete pronti al devasto. Possibile che tutto ciò sia voluto? Altra piccola pecca è che ad oggi alcune parti di gioco sono bloccate, come gli upgrade delle armi, ma con il tempo vedremo quali altre sorprese arriveranno.

Valutazione

Grafica 77%
Sonoro 75%
Giocabilità 77%
Carisma 88%
Longevità 85%
Final Thoughts

Minimum dimostra che il poco bello è assai più bello del tanto e bello ma mediocre, qualsiasi sia il senso recondito di questa frase. Grafica accattivante e velocità di gioco lo rendono di grande interesse, ma colpito con un certo dispiacere nella votazione da problemi di bilanciamento che si spera possano risolvere in futuro, migliorandolo dalla versione attuale. Minimum, sappi che ti tengo d’occhio come un mastino blocchifero… pronto ad esultare per un ulteriore, neppur troppo difficoltoso, salto di qualità.

Overall Score 80%
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