Mutropolis PC, Recensione

Mutropolis – Recensione: Il libro di storia delle avventure grafiche


A pochi mesi dalla nostra anteprima, torniamo ad occuparci di Mutropolis, avventura punta e clicca di Pirita Studio, ormai uscita su Steam. Il precedente provato si basava su una demo sicuramente interessante ma sin troppo corta e limitata per chiarire esattamente le potenzialità del titolo che, finalmente, possiamo apprezzare con la versione definitiva. Se siete appassionati di avventure punta e clicca non perdete altro tempo, prendete i soldi e uscite immediatamente di casa, dirigetevi verso il vostro negoziante di fiducia e tornate subito indietro, i giochi non si comprano più in scatola come negli anni ’90, aggiornatevi!

Siete già di ritorno?

Bene, mettetevi comodi perché siete giusto in tempo per sentire la storia di Mutropolis e le premesse per la vostra nuova avventura. L’incipit è senza dubbio interessante, con gli umani costretti a lasciare il Pianeta Terra, ormai inospitale, per dirigersi su Marte e fare, poi, nuovamente ritorno dopo diverse centinaia di anni. Il nostro eroe è Henry Dijon, un archeologo fin troppo vecchio stile e dai metodi ormai superati (pensate che preferisce usare la sua fidata spatola piuttosto che i moderni ritrovati della tecnologia dell’anno 5000), che con la sua squadra farà una incredibile scoperta. Il rinvenimento di quelle che paiono essere le tracce dell’antica civiltà di Mutropolis, sorta di città leggendaria la cui esistenza non è stata mai realmente documentata, darà il via ad un misterioso rapimento e agli avvenimenti che ci accompagneranno lungo una storia dagli sviluppi sorprendenti. La trama del gioco ci mette sicuramente un po’ di tempo ad ingranare, con una prima parte introduttiva abbastanza fiacca e personaggi non da subito irresistibili.


Mutropolis

Ma il grande pregio di questa avventura è, sicuramente, quello di svilupparsi e diventare via via sempre più interessante e divertente man mano che si procederà lungo la storia. Anche i comprimari, all’inizio piuttosto anonimi, svilupperanno presto le loro peculiarità, mostrando una caratterizzazione assolutamente inaspettata. Stesso discorso può essere fatto con il protagonista, le cui ossessioni per tutto ciò che è vetusto o superato e la sua innata fobia per i buchi, lo renderanno man mano sempre più simpatico al giocatore. Lo stile della produzione è pervaso da una comicità molto ricercata e british con battute e situazioni in grado di strappare spesso un sorriso, senza risultare mai eccessivo o fuori luogo, grazie anche allo stralunato stile grafico dell’opera, sul quale torneremo dopo. Una buona trama e personaggi carismatici sono certamente ingredienti fondamentali per chi voglia lanciare una nuova avventura punta e clicca nell’affollato mare di Steam. Ma sappiamo tutti quello che più interessa ai giocatori di vecchia data, quello che i veri appassionati cercano: enigmi nuovi e stimolanti. In fondo, giocatori abituati a lasciare messaggi voodoo sulle pareti di una cripta decifrando misteriosi codici (Gabriel Knight ti odio ancora) sono in cerca ancora oggi di una sfida vera che sappia guardare a testa alta i classici del passato. Mutropolis saprà accontentarli?


Dammi quel dannato cacciavite!


L’interfaccia di gioco è quanto di più semplice si possa pensare per un’avventura grafica. Sostanzialmente, ogni volta che passeremo su qualche elemento interattivo col cursore del mouse, potremo utilizzare il tasto sinistro per effettuare l’unica azione disponibile in quel momento. Riusciremo, così, ad aprire una scatola, raccogliere un oggetto, parlare con un personaggio o interagire con un macchinario, senza altra selezione o opzione disponibile a parte quella preimpostata. Sarà, poi, possibile aprire il nostro inventario con un altro tasto e selezionare i vari oggetti in nostro possesso da combinare tra loro o utilizzare con le parti dello scenario che desideriamo. Nessuna barra delle azioni, nessuna possibilità di guardare un determinato oggetto prima di raccoglierlo (a meno che questa non sia l’opzione standard per quell’elemento); l’interfaccia utente è veramente quanto di più semplice e immediato si possa pensare. Vedo già qualche avventuriero di lungo corso scuotere la testa in segno di disapprovazione. Come è mai possibile realizzare enigmi degni di tale nome se l’azione possibile è sempre una e soltanto una? Beh i ragazzi di Pirita Studio (ne parlo al plurale perché sono ben… due persone) ci sono incredibilmente riusciti. Mutropolis è, infatti, un’avventura grafica che pesca a piene mani dalla tradizione migliore del genere, proponendo al giocatore alcuni rompicapo veramente diabolici. Gli sviluppatori hanno, evidentemente, apprezzato i titoli LucasArts e le citazioni ai classici del genere, più o meno evidenti, abbondano. A partire dal secondo atto della storia il gioco proporrà una serie di enigmi a ritmo sempre più serrato chiedendo all’utente di ricorrere in maniera costante al pensiero laterale e alla ricerca di strade alternative per giungere alla soluzione.



Ben di rado, infatti, ci limiteremo ad utilizzare l’oggetto giusto al momento giusto o a risolvere i problemi con qualche linea di dialogo. Ci sarà richiesto, al contrario, un notevole spirito di osservazione, un’attenta analisi di ogni elemento del fondale e la capacità di evitare tutte le numerose esche lasciate dai programmatori per metterci fuori strada. Consentitemi un piccolissimo spoiler per chiarire la questione, se preferite evitarlo saltate pure al capitolo successivo. A un certo punto della nostra avventura avremo bisogno di un cacciavite (da cui il titolo poco sopra, vi eravate chiesti cosa volesse dire, vero?) e un determinato personaggio ce lo sventolerà davanti agli occhi rifiutandosi di prestarcelo. Dopo aver tentato un’infinità di metodi per poterlo convincere, ci renderemo conto, infine, che, forse, quello di cui abbiamo bisogno possiamo recuperarlo in altro modo. Tutta l’avventura è piena di momenti in cui saremo perfettamente sicuri della soluzione, salvo poi doverci ricredere quando il nostro piano, perfetto solo sulla carta, fallirà inesorabilmente. Il sistema funziona molto bene per quasi tutta l’avventura, con giusto un paio di momenti in cui ho faticato non poco a capire dove stessi sbagliando. Quando vi troverete ad armeggiare con un termometro saprete a cosa mi riferisco. Evidentemente, questa capacità di spiazzare il giocatore è segno di un’ottima scrittura alla base del gioco che, comunque, al netto di un’ambientazione futuristica e qualche licenza poetica, propone sempre soluzioni logiche. Sul punto ci sarebbe ancora da scrivere molto, da spiegare come il titolo sia riuscito a rendere moderni rompicapo classici reinventandone la struttura, o come abbia potuto costruire un gioco sicuramente non facile su un sistema di controllo ultra semplificato inserendo alcune divagazioni sul tema. Rischierei, però, di finire col rovinarvi l’esperienza, privandovi del sano piacere della scoperta, della sorpresa per le soluzioni più inimmaginabili, della soddisfazione per aver superato un determinato ostacolo. Basti dire che era veramente da tanto tempo che non mi imbattevo in rompicapo così riusciti, che non terminavo la partita con la voglia di rimettermi subito ad affrontare quel mistero non ancora risolto.


La neve continua a sciogliersi


, continua a sciogliersi! Avete saltato la parte spoiler del precedente capitolo? Bene potrete tornare a leggerla quando cercherete disperatamente la soluzione di un dato enigma (e, per inciso, non la troverete lì). Mutropolis, infatti, vi colpirà duro come una vecchia avventura grafica, come eravate abituati un tempo e con quella cattiveria che ormai avete dimenticato. Rimanere bloccati qualche ora su un determinato enigma era all’ordine del giorno in questo tipo di giochi e spesso si veniva spinti dalla disperazione ad un forsennato “provo tutto con tutto”. Anche il titolo di Pirita Studio farà lo stesso e in qualche occasione la tentazione di mollare tutto o ricorrere ad una soluzione online si paleserà più forte che mai. È qui che si manifesta l’unico reale piccolo difetto della produzione, un problema atavico nelle avventure grafiche e che ha portato al declino di questo genere a fine anni ’90. In estrema sintesi, la soluzione per andare avanti è sempre e soltanto una sola e ogni volta che questa ci sfuggirà di vista saremo di fatto impossibilitati a procedere, costretti a vagare nei soliti scenari per ore. Non tutti apprezzeranno il dover sudare più del dovuto per capire come proseguire, il risolvere un enigma solo per trovarsi immediatamente di fronte a uno più grande, l’essere costretti a passare al setaccio i soliti ambienti più e più volte alla ricerca di un particolare sfuggito. Si tratta di un limite che fa parte della natura stessa di un genere, croce e delizia per gli appassionati, motivo di sola frustrazione per i giocatori poco pazienti.



Al di là di un sistema di controllo molto semplice, Mutropolis non è certo consigliabile come prima avventura grafica per i novizi, che rischiano di rimanere bloccati sin troppo presto. Per chi ama questa tipologia di gioco, al contrario, questo titolo sarà una vera e propria gemma da non lasciarsi sfuggire. Determinati enigmi rimarranno nella vostra testa anche a computer spento, lasciandovi a rimuginare per ore fino all’illuminazione. Il bello di un’avventura grafica è sempre stato questo: perdersi nei suoi rompicapi, affrontarli magari con qualche amico e confrontarsi sulle soluzioni, provare le strade più assurde per scatenare qualche reazione. Pirita Studio ha infarcito la storia anche di momenti nei quali potremo dar vita a siparietti assolutamente facoltativi, utili giusto per sbloccare qualche achievement, che premieranno così il giocatore più meticoloso e propenso alla sperimentazione. L’avventura è sicuramente lunga a sufficienza per tenervi impegnati ben più di un paio di pomeriggi e in linea con le produzioni storiche del genere, non basteranno dieci ore per arrivare ai titoli di coda senza sbirciare qualche soluzione. Certamente, una volta conclusa la storia difficilmente si riprenderà in mano nell’immediato ma l’esperienza offerta da Mutropolis è sicuramente soddisfacente, in relazione anche al prezzo di vendita su Steam.


Nel solco della LucasArts


Mutropolis adotta uno stile grafico in 2d molto gradevole, con personaggi dalle fattezze allungate e colori pastello, comico ma non troppo caricaturale, grottesco e realistico allo stesso tempo. Mi rendo conto di aver scritto una frase perfetta per non fare capire nel modo più assoluto di cosa sto parlando ma, ehi, ci sono le foto di corredo e potete anche guardarle! Ricordatevi che vi occorrerà tutto il vostro spirito di osservazione per finire il gioco, meglio iniziare a fare pratica. Tornando seri, possiamo dire che non ci troviamo sicuramente di fronte ad un gioco tecnicamente complesso o che spremerà in modo particolare il vostro hardware. Si tratta, però, di una scelta corretta per il genere di riferimento, con ambienti sufficientemente dettagliati e nessun elemento che rimarrà impastato o mimetizzato sullo sfondo, se vi siete persi qualche oggetto per strada; quindi, è solo una vostra disattenzione. Chi ricorda i bei tempi delle schede Vga potrà tirare un sospiro di sollievo.


Mutropolis

Mutropolis è localizzato in italiano (oltre ad una pletora di altre lingue) per quanto riguarda testi e sottotitoli, mentre il doppiaggio si limita all’inglese. Ci troviamo di fronte ad una buona traduzione, che certamente agevolerà la fruizione e il superamento di qualche passaggio anche ai non anglofoni. Bene anche il doppiaggio, con giusto qualche personaggio un po’ anonimo ma, tutto sommato, riuscito ed adatto al tipo di produzione. Le musiche costituiscono dei semplici sottofondo, magari non risalteranno in modo particolare, ma hanno il pregio di non essere ripetitive o invasive. Quando passerete qualche ora negli stessi ambienti apprezzerete la scelta. Insomma, anche dal punto di vista tecnico ci troviamo di fronte ad un prodotto solido e sufficientemente ripulito, senza particolari bug o problematiche (per sola completezza devo dire di aver assistito giusto a qualche linea di dialogo sfuggita alla traduzione dall’inglese e nulla più). Insomma, Mutropolis è un prodotto degno di essere acquistato oppure no? Se non l’avete ancora capito ci sono giusto i final thoughts qui sotto!


Grafica 84%
Sonoro 82%
Giocabilità 93%
Carisma 88%
Longevità 93%
Final Thoughts

Se il buongiorno si vede dal mattino, il 2021 sarà un grande anno per le avventure grafiche. Mutropolis inaugura la stagione con un titolo sorprendentemente divertente, una costante citazione dei grandi classici LucasArts e un omaggio allo stile di Ron Gilbert e Tim Schafer. Più di una buona trama, di una grafica piacevole e di una comicità sicuramente riuscita, quello che colpisce e rende la produzione Pirita Studio imperdibile per gli appassionati è la qualità e quantità di ottimi enigmi. Mutropolis sa sfidare e stimolare il giocatore dall'inizio alla fine, mettendolo spesso in difficoltà e spingendolo sino al punto di desistere, ma premiandolo puntualmente con assoluta gratificazione. Chi non è cresciuto con Monkey Island o Day of the Tentacle rischia di perdersi il fascino di questo gioco, di abbandonarlo troppo presto o di lasciarsi andare all'immancabile walk-through su YouTube. Chi saprà affrontare Mutropolis stando alle sue regole e chi sogna ancora un seguito di Sam & Max degno di tale nome si troverà di fronte ad un'esperienza che non dimenticherà presto. Il guanto di sfida per il miglior punta e clicca dell'anno è stato lanciato, chi saprà rispondere?

Overall Score 88%
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