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Napoli Comicon 2016 – il nostro special in loco


Come ogni anno o giù di lì, l’équipe di Truegamers.it si è recata al Napoli Comicon – 22-25 aprile 2016 – per toccare con mano la nuova incarnazione della kermesse partenopea dedicata a fumetti, videogiochi e intrattenimento. Giunto alla sua diciottesima edizione (inizialmente avevamo scritto sedicesima incasinandoci con l’anno), anche questa volta il Comicon è riuscito a far staccare un impressionante numero di biglietti – 100mila – andando sold out nei tre giorni festivi in cui si è tenuto – e con l’83% dei biglietti venduti del ferialissimo venerdì d’apertura, senza contare gli abbonamenti esauriti da eoni.

La prima cosa che ci ha colpito – a differenza della pioggia di scorregge tra la folla di qualche anno fa – è stata la funzionalità dell’organizzazione, con canali di ingresso dedicati a varie fasce di clienti e popolazione nonché alla stampa.

Strutturalmente, il Napoli Comicon 2016 ha seguito lo schema degli ultimi anni di “massima espansione”, occupando tutto il lato sinistro dei padiglioni della fiera (guardando dall’ingresso principale) con gli ultimi due dedicati rispettivamente al gioco da tavolo e al videogioco; mercato come sempre al centro e mostre all’imbocco sulla sinistra, precedute e affiancate dall’area editori.

comicon 2016 (1)Il settore espositivo si apriva con l’ampio spazio dedicato al celebre Silver e al suo Lupo Alberto, con tanto di riproduzione in miniatura della fattoria del predatore blu di galline in un contesto piacevolmente campagnolo, tra tavole storiche e cartonati vari per effetto scenico. Interessante anche l’aggiunta dei “precedenti” dell’autore, come Cattivik e le prime vignette di satira di attualità e politica di Silver, che – per usare un eufemismo – innescavano smottamenti intestinali. Restando in tema di autori, di peso l’ospitata del sempre mitico Don Rosa, autore storico dell’altrettanto storica saga di Paperon de’ Paperoni (o The Life and Times of $crooge McDuck, se preferite il titolo originale). A tal proposito, fattosi anche ritrarre con il noto fumettista stautnitense, ha partecipato alla fiera il nostro degno compare Mighty Pirate: il Temibile Recensore ha tenuto all’evento anche un raduno/incontro con i seguaci del suo canale YouTube.

Ampio spazio è stato dedicato alla mostra commemorativa a PK, in onore del ventennale delle avventure fantascientifiche di Paperinik. Per l’occasione, sono state riprodotte in formato maxi le copertine dei primi episodi – a partire dal mitico PKNA #0 “Evroniani” – con tanto di tagline con le frasi più celebri dei vari albi. E’ stato dedicato anche uno spazio alla mostra “La Grandiosa DC Comics”, con tavole estratte da uscite più o meno note dei personaggi dell’arcinoto editore statunitense: la mostra DC era inoltre “estesa” agli spazi espositivi del Museo di Villa Pignatelli.

comicon 2016 (2)Sono stati dedicati spazi espositivi al “salto” dell’arte fumettistica in altri media: tra questi, è stata anche ricordata la trasposizione televisiva in versione “fumetto animato” di Orfani, nota anche per il memorabile doppiaggio che faceva impallidire la recitazione di Troll 2 in quanto a ciofecaggine.

Tra mostre e ospiti vari, come sempre, il cuore pulsante del Napoli Comicon è stato nell’immancabile mega-area mercato, dove collezionisti di ogni dove hanno potuto mettere in atto la sempre più diffusa pratica dello “shut up and take my money” davanti a una ricchissima esposizione di prodotti di ogni genere. Rispetto ad altre edizioni, quest’anno ci è parso di vedere in ambito vendite un presenza più nutrita di fumetti, giochi vari e gadget (legati tanto all’ambito vignettistico quanto a qualche videogiochi, cinema&tivvì) rispetto ai videogames veri e propri. Sul relativamente poco videoludico esposto alla vendita al dettaglio, è stato interessante notare la presenza di inquietanti fenomeni inflazionistici, con giochi usati più costosi che alla Gamestop (ma almeno qui non ti smarronavano tre ore con la tessera e l’assicurazione) o allo stesso prezzo di quelli nuovi venduti su altri stand. Grande presenza dei kit Gunpla: pur in assenza di uno stand ufficiale, le riproduzioni da montare dei Gundam targate Bandai hanno riempito molti stand e l’hanno fatta da padrone (assieme a statue varie) all’angolo degli artisti “in progress” nel padiglione dedicato ai giochi da tavolo. Grande assente (o almeno tanto poco presente che non l’abbiamo comicon night elfvisto) è stato il wargaming da tavolo, complice forse l’impennata del costo dell’hobby assieme alla buffoneria di alcune major del settore che non nominiamo (comunque stiamo parlando della Games Workshop). Ancor più ricca quest’anno l’area dedicata all’Estremo Oriente, con tanto di mostra delle statue Banpresto oltre agli ormai abituali concerti di musica nipponica e dimostrazioni di arti marziali.

La presenza delle major videoludiche non è stata esattamente abbondante. Fatta esclusione per la Warner, con uno stand multimedia dedicato alla promozione degli ultimi film (Suicide Squad su tutti) oltre che giochi, le altre grandi case si sono viste poco, con solo Nintendo a occupare un po’ più di spazio con ben 2 (due) postazioni 3DS e uno spazio dedicato allo StreetPass della sua ammiraglia portatile. Vi era anche un’installazione dedicata all’incipiente film di World of Warcraft, ma una piacevole presenza esterna ci ha distratti dall’entrare. Molto pompata invece è stata la presenza del gioco competitivo, con gli immancabili LoL (che accanto al palco aveva anche una postazione vendita di gadget a tema), Heartstone e derivati – avremmo potuto essere più precisi, ma oggettivamente non ci siamo impegnati. Per la gioia di Roberto e lo sfacelo biliare di chi vi scrive, i match venivano commentati da un fomentomane che sparava termini anglofoni riadattati alla cazzus come shotta, targetta, sfrippa, scrocchia e scazza, l’impressione di aver subito lesioni cerebrali da asfissia e distraendo i vari giocatori di turno.

Anche in tema proiezioni non si è lesinato. I fan del porno/sexploitation in salsa fantasy travestito da prodotto di qualità hanno visto le loro brame soddisfatte grazie alla première del primo episodio della nuova serie de Il Trono di Spade, mentre gli amanti Misa Cosplay 1_1degli zombie mainstream sono potuti dilettare con la prima di Outcast e l’incontro con il tizio che fa Abraham in The Walking Dead – alla sua prima sua “gita” in Italia.

Chiudiamo con la parte fashion: come prima, anzi più di prima, il cosplay l’ha fatta da padrone. Almeno durante il nostro giro, abbiamo notato una stragrande presenza di Yuno Gasai e Harley Quinn rispetto alla media di personaggi interpretati e riprodotti dalle appassionate. Tra i costumi maschili segnaliamo un ammiccantissimo Tony Stark “in borghese” che si aggirava con fare sussultorio tra i padiglioni e un ottimo Kratos. Alzando la posta e parlando di competizione, il Cosplay Challenge Pro è stato vinto dalla bellissima Misa Cosplay (al secolo Francesca Aliberti) con la sua interpretazione di Mulan: oltre alla gloria della vittoria, Misa andrà a rappresentare l’Italia agli incombenti Cosplay World Master di Lisbona. Il premio Comicon è invece andato a Silvia Anzini, che ha riprodotto il costume di Lilith.

A conti fatti dunque, si può dire con comodità che anche questa edizione del Comicon sia stata un successo: eventi di richiamo, tanta carne al fuoco (e ben “cotta”!) e ovviamente tanto pubblico in un contesto che diviene sempre più uno dei punti di riferimento per i meeting fieristici di settore, tanto per appassionati quanto per neofiti o semplici curiosi. Restiamo fiduciosi in attesa del prossimo, lieti del fatto che la deriva nevrastenica in stile Gamesweek non si sia ancora presa.