Nether Recensione

Nether – Recensione


Phosphor Games

Sviluppatore

Steam

Publisher

MMO-Survival-Horror

Genere

Vi piace morire ripetute volte in un gioco e perdere tutti i progressi fatti fino a quel momento, provando un senso di frustrazione e una rabbia idrofoba verso il prossimo che vi spingerà a ricominciare e cercare di sterminare qualsiasi essere vi capiti sotto, umano o non?
Se la risposta è sì, allora Nether potrebbe fare per voi.

Un posto poco accogliente

Nether

Questi bestioni si chiamano Golem. Sono lenti, ma fanno molto molto male.

Un giorno, un terribile evento sconvolge per sempre il mondo. Per motivi non meglio identificati due terzi dell’umanità si trasforma improvvisamente in creature mutanti assetate di sangue, provocando di fatto la fine della società come noi la conosciamo. Le cause dell’evento, battezzato dai sopravvissuti “The Cull”, ovvero “La selezione”, rimangono un mistero, principalmente anche a causa del fatto che chi è rimasto umano ha ben poco tempo da spendere in ricerche: la lotta per la sopravvivenza non lascia spazio ad altre attività, se non quelle che hanno come scopo quello di difendersi dai mutanti. La gente li chiama “Nether”, gli “Inferiori”, forse perchè sono deformi e apparentemente privi di intelligenza, ma ciò che manca loro in simmetria e capacità di ragionamento, lo compensano con sensi sviluppati, brutalità e varie capacità speciali che li rendono delle macchine di morte. Grazie agli sforzi di alcuni uomini di scienza i sopravvissuti sono riusciti a costruire dei sistemi capaci di respingere i Nether da determinate zone, creando così dei porti sicuri per i sopravvissuti allo sbando, ma mantenere i macchinari richiede degli sforzi indicibili, visto che ogni tipo di risorsa scarseggia e deve essere recuperata fra le rovine di quelle che una volta erano grandi città e che ora sono invece un’accozzaglia di edifici semidistrutti e infestati da piante, mostri e topi. In aggiunta c’è anche la stupidità dell’uomo che lo spinge a combattere i propri simili anche in una situazione disperata come questa. Fazioni, che rivendicano porzioni di territori e risorse, sono costantemente in lotta fra loro e provocano vittime ogni giorno, coinvolgendo negli scontri anche qualche sopravvissuto totalmente ignaro che per caso si ritrova coinvolto nelle sparatorie, o “viola” i confini territoriali di questi gruppi senza saperlo. Nonostante questo nelle zone sicure si riesce a mantenere la pace, anche perchè tutti sanno che se per caso anche quegli avamposti dovessero cadere, allora sarebbe davvero la fine.
Giocando a Nether è in questo scenario vi viene chiesto di esplorare, cercare loot e restare in vita. Di sicuro un setting decisamente interessante, non trovate? Ma come si tradurrà il tutto una volta in gioco?

“Sei stato tu a fare quel rumore?”

Nether

Molti Nether hanno la capacità di teletrasportarsi. Bisogna fare molto attenzione a questa loro abilità quando li si combatte.

Nether si gioca in prima persona. Appena effettuato il login e creato il personaggio tramite un sistema di creazione alquanto spartano, si viene subito sparati in gioco, con la possibilità di scegliere se spawnare in una safezone o in un punto a caso della mappa. Essa è composta da una porzione di città devastata fitta di edifici, dove dovrete stare attenti a girare ogni angolo, e una zona un po’ più periferica dove ci sono anche molti spazi aperti. La vostra prima arma sarà sempre e comunque un coltello da cucina. Armati di quest’arma inizierete ad aggirarvi per le strade coperte di vegetazione, sporcizia, automobili abbandonate e scheletri. A differenza di quanto accade in altri giochi dello stesso genere, in Nether non passerà molto prima che finiate con l’imbattervi in un nemico. I mostri sulla mappa sono tanti e raramente ci è capitato di vagare in giro per tanto tempo senza avere nulla da affrontare, come su Day Z. Questo è apprezzabile perchè non crea momenti morti interminabili in cui l’unica cosa da fare è camminare e camminare, e allo stesso tempo contribuisce ad aumentare la tensione e farci tenere sempre in mente che siamo noi la preda; siamo noi il debole in un mondo infestato di creature mortali.
E a proposito di morte, imparerete a temere molto la cara amica con la falce, e il motivo è uno: se si muore si perde tutto il loot nello zaino (si possono depositare gli oggetti nelle safezone) e tutte le abilità sbloccate. Il gioco è difatti dotato di un level system, che ad ogni level up assegna dei punti skill spendibili per potenziare varie capacità del personaggio, come il peso trasportabile, la mira con le armi da fuoco o la capacità di muoversi silenziosamente, ma ogni punto speso andrà perso con la morte e dovrete quindi ricominciare da capo. Per trovare loot sostanzioso bisogna entrare negli edifici e interagire con dei “contenitori” cassonetti, armadi, comodini, distributori, che si distinguono dal mero arredamento per il fatto che lampeggeranno a intermittenza. Si può trovare del loot anche per terra, ma solitamente succede solamente nei supermercati o piccoli negozietti e il loot in questione sarà quasi sempre cibo. Anche qua infatti, o si magna o si muore, per cui sarà sempre vostra preoccupazione procurarvi delle vettovaglie se non volete vedere i vostri HP precipitare inesorabilmente verso lo 0.

Nether

Un fucile di precisione può essere per dare un’occhiata ad un luogo prima di avvicinarsi.

Il sistema di combattimento corpo a corpo è simile a quello di altri giochi in prima persona in cui bisogna menar le mani: col tasto sinistro si tirano i fendenti, mentre col destro si può parare, ma solo dopo aver sbloccato tale abilità nel menù delle skill. Quando avrete in mano un’arma da fuoco invece nulla da segnalare rispetto ad un comune FPS. Niente iper-realismo alla Day Z, le sparatorie sono molto più dinamiche e “arcade”, il che non è per forza un difetto, visto che rende il gioco più accessibile a chi cerca un’esperienza survivor non “extreme-hardcore”. Tanto per intenderci: per colpire qualcosa con un fucile non è necessario fare calcoli balistici incredibili, ma non crediate che comunque un’arma con caricatore pieno basti a proteggervi. Anche armati, il pericolo è sempre presente, rappresentato dai mostri, dalla fame e dagli altri giocatori. Sì, perchè anche se loro non possono volare e sputare fuoco come fa un Mantis (se lo vedete scappate a meno che di non avere taaaanti colpi o un’arma estremamente potente), possono comunque piantarvi un colpo di pistola nella schiena o accoltellarvi arrivandovi alle spalle. Giocando sarete sempre sul chi va là, e se starete giocando con degli amici la vostra frase tipica sarà “Sei stato tu a fare quel rumore?”

Qualcosa con cui tenersi impegnati

Nether

Le missioni Escort vi porranno in situazioni spesso difficili del tipo: ci si può fidare del player che si sta avvicinando o è meglio sparargli?

Oltre alla ricerca di oggetti nelle macerie, la caccia al mostro o all’altro player, ci sono anche altre attività a cui potrete dedicarvi in Nether. Nelle varie safe-zone è possibile scambiare parti di mostro, che i bastardi dropperanno una volta uccisi, per avere in cambio esperienza e oggetti. Sempre nelle safe zone è possibile trovare dei pacchi di materiali da consegnare in un’altra safe zone sempre in cambio di exp e item. Compiti un’attimo un po’ più complessi sono invece le missioni Escort, in cui dovrete recuperare e riportare in un determinato punto una cassa. Niente di troppo complicato no? Peccato che la cassa una volta raccolta inizia a emettere un segnale acustico, capace di richiamare i mostri e altri giocatori nei paraggi. Nel caso dei mostri c’è solo una via praticabile, cioè massacrarli, mentre coi giocatori le cose potrebbero prendere la seguente piega: o vi aiuteranno o cercheranno di uccidervi per rubarvi la cassa e godersi la ricompensa. Il 90 % andrà nella seconda maniera. Se vi sentite armati e abili al punto giusto potrete cimentarvi nel combattimeto con una “Surge”, un’ “Ondata” di Nether capitanate da dei mostri particolarmente coriacei e pericolosi chiamati Reapers. Provateci solo se siete in compagnia e veramente ben armati. Se volete recuperare un pò di buon loot, potete provare a dirigervi verso i Loot Drop che ogni tanto vengono rilasciati a caso sulla mappa, ma attenzione perchè come per le missioni Escort, l’indicatore che segnala il punto prescelto per il Drop comparirà sulla mappa di tutti i giocatori quindi giunti sul posto potreste incontrare qualche altro umano pronto a farvi la pelle. Ogni tanto capita inoltre che le safezone vengano compromesse perchè i macchinari anti-nether si guastano; quando capita bisogna riattivarli facendosi largo fra i Nether, solo che in questa circostanza è permesso ammazzarsi fra player anche all’interno della safe, quindi bisogna guardarsi le spalle anche dagli altri giocatori che invece di collaborare si divertiranno a sparare anche a voi.

Se vi piace il PvP potete joinare una delle tante fazioni del gioco e andare a conquistare avamposti e zone per la vostra “Tribe”, ma solitamente basta solamente camminare tranquilli per ritrovarsi invischiati in qualche situazione spiacevole del tipo ” quando l’uomo con il coltello incontra l’uomo con il fucile, l’uomo con il coltello perde tutto il loot”.

La visione dell’apocalisse da vicino

Nether

Pochi altri survival propongono un’ambientazione così d’atmosfera.

Tecnicamente Nether presenta molti alti e bassi. La grafica generale non è per niente male: gli edifici e le ambientazioni si presentano curati e con una buona mole poligonale. La maggior parte dei palazzi sono esplorabili e carichi di arredamento. Le strade sono ricche di dettagli, come cartelli, macchine abbandonate, oggetti per terra, scheletri e quant’altro ci si aspetta di trovare in un’ambientazione post-apocalittica. Phosphor è riuscita a creare una mappa con del carattere, con alcuni luoghi decisamente evocativi. In particolare molto ben riuscita la metro, dove la sensazione di trovarsi in un luogo buio e pericoloso è palpabile. A contribuire maggiormente a creare l’atmosfera ci pensa il comparto audio: solitamente c’è molto silenzio, rotto solamente dai vostri passi e da una leggera musica di sottofondo che però non risulta per niente fastidiosa, ma che che contribuisce a creare una certa dose di tensione. Effetti di luce e particellari sono realizzati meglio che in alcune produzioni blasonate. D’altro canto però i personaggi sembrano usciti da un gioco di 10 anni fa, vista la loro spigolosità e legnosità nelle animazioni. Da segnalare anche parecchi bug: muri invisibili, compenetrazioni con i muri, fenomeni di “galleggiamento nell’aria” quando si attraversano determinate zone sopraelevate, ecc. Per non parlare di un fastidiossimo freeze che si verifica ogni volta che si effettua il log-in e si accede alla lista server che può tenervi bloccato il pc anche per minuti interi. Il gioco risulta poi estremamente pesante  e capace di affaticare macchine in grado di far girare titoli con una grafica di gran lunga migliore. Il gioco stato testato su un pc che monta un’ I7-2600, Nvidia 760 con 12 GB di RAM.

Grafica 70%
Sonoro 80%
Giocabilità 70%
Carisma 80%
Longevità 75%
Final Thoughts

Nether è un MMO survival-horror con un suo carattere. L'ambientazione d'atmosfera, le varie attività da svolgere e un sistema di combattimento più "alla mano" di altri giochi dello stesso genere, lo rendono decisamente più appetibile per il giocatore che cerca un'esperienza survival dove però ci sia anche una buona dose d'azione. Va comunque ricordato che si tratta di un roguelike quindi; giocatore avvisato mezzo salvato. Pertanto consigliamo Nether a chi vuole provare un MMO-Survival e vuole una "prima volta" non eccessivamente traumatica, e ai veterani che cercano un po' più di movimento del solito.

Overall Score 75%