new york taxi simulator PC, Recensione

New York Taxi Simulator – Recensione


Little Freedom Factory

Sviluppatore

UIG

Publisher

Simulazione tedesca

Genere

Non paghi di averne già recensito la versione pulmanistica (termine futurista), oggi ci appropinquiamo a riflettere su New York Taxi Simulator, nuovo trip lisergico della UIG che tenta di simulare un’altra forma di trasporto cittadino. Accendete il tassametro, si parte!

Il tassinaro va contro corente e quando canta l’eco s’arisente

New York Taxi Simulator è l’ennesima iterazione del filone pseudo-simulativo di matrice tedesca che tanto arricchisce la vita di una determinata tranche di pubblico e che alimenta gli incubi di molte altre persone. Come da titolo, in questo gioco vestiremo i panni di un anonimo tassista della metropoli statunitense, chiamato a fare…semplicemente il suo lavoro, ovverossia quello di scarrozzare cittadini appiedati da un capo all’altro della città. Adempieremo a questo mediamente annoso compito guidando la tipica “auto gialla” tramite un’altrettanto tipica visuale da dietro (cambiabile in altre visuali disutili), girando per la città new york taxi simulatore…beh…facendo i tassisti. Sbadigliando, ma con un minore rischio di emorroidi, almeno sulla carta.

Ho chiamato un taxi giallo col mio fischio collaudato

Il gameplay di New York Taxi Simulator è presto detto: si fa quello che abbiamo scritto nel paragrafo di prima, rendendo di fatto inutile la divisione in paragrafi. Nello specifico, inizieremo in una strada a caso della città della East Coast e saremo chiamati a girare alla membro di canide nella speranza di trovare un malcapitato da caricare e portare in giro. Il nostro girovagar sarà grosso modo guidato da una minimappa, sulla quale saranno segnati i vari potenziali clienti – e, una volta preso qualcuno, anche la destinazione.

Ci sono tre tipi di corse che ci potranno essere chieste (almeno queste abbiamo visto): corsa normale, ossia vai dal punto A al punto B; corsa veloce, cioè vai dal punto A al punto B in un tempo limite; corsa turistica, dove tra il punto A e il punto B dovremo transitare tra altri vari punti fino all’arrivo. Il punteggio verrà calcolato in base a velocità, rispetto delle leggi stradali e generica mancanza di incidenti e guida pericolosa. A fine corsa otteremo una valutazione in stellette – tipo alto bordo militare – e un commento da parte del cliente, che in caso di insoddisfazione avrà un tono colorito con frasi tipo “Ma dove hai preso la patente? Dal panettiere?” e cose simili che fanno riderissimo, oltre a stampare una discreta espressione di WTF sul volto new york taxi simulatordell’utente. Sberleffi a parte, queste semplici meccaniche servono a mostrare il catafascio sul quale il gioco pone le sue fondamenta: dopo già poche partite, capirete che il rating finale sarà dato relativamente a cacchio rispetto alla vostra performance – e inoltre, non sarà mai intermedio, ma solo massimo o minimo sulla scala (penta)stellata di cui sopra. Che abbiate distrutto tre lampioni e investito quattro pedoni – per modo di dire, vi passerete attraverso tipo ologrammi o fantasmi – poco importa, potrete comunque beccarvi il massimo dei voti…come potreste ciucciarvi il minimo per aver guidato abbastanza bene. Inoltre, è interessante notare come la guida delle altre auto sia tendenzialmente alcoolica, specie nei pressi degli incroci, favorendo sempre e comunque incidenti tragicomici. A proposito di incidenti: ogni impatto vi farà inchiodare sul posto, roba da far rimpiangere i “tremolii” post-urto di un noto gioco Namco dell’era PSX. Interessante poi notare che in questa “simulazione” pare non ci sia alcuna simulazione dei danni, ma tant’è. Oltre alla manovrabilità da autobus – evidentemente ripresa dal simulatore di autobus – l’auto manifesta una lentezza da Scania scarburato, con le ovvie ripercussioni sulla godibilità della guida.

E ciò detto, potremmo effettivamente andare avanti per ore citandi altre chicche come il varco del Central Park bloccato da un muro invisibile, i lampioni abbattuti che si assimilano nell’asfalto etc., ma limitiamoci a parlare di feeling: New York Taxi Simulator dà un forte feeling di fetecchia. Nonostante sia tecnicamente (ma nemmeno è il termine giusto, forse) più giocabile di altri simulatorsss, la sensazione di tedio e inutilità che trasmette dopo una cinquina – ma anche un ambo e un terno – di minuti è tale da renderlo di new york taxi simulatordifficilissima digestione anche se paragonato ad altre fiere del bug del genere.

Ha il resto?

Il comparto tecnico di New York Taxi Simulator fa pendant col gameplay per ignoranza e qualunquismo.

La grafica è quella tipica dei vari simulator – in questo caso, almeno, senza rallentamenti e crash di sorta. Gireremo per una città alquanto spoglia, ricca (relativamente) solo di lampioni e arredo urbano contro il quale schiantarsi e che a random si romperanno, spesso con gli effetti detti sopra. Anche i modelli delle auto sono pochi e generalmente scarni, con l’insieme di cotanta beltà arricchito da penetrazioni di poligoni, sparizioni di cose e altre amenità che il nostro cervello si rifiuta di ripetere.

Menzion d’onore va all’unica cosa decente del gioco, la musica in stile film porno – purtroppo, sarà presente solo nei menù. Ingame, sentiremo solo il rumore del motore del nostro taxi – indegno anche per una Prinz scarburata – e quello degli urti contro auto, pali, idranti, palazzi, varie, eventuali.

Unica consolazione è la leggerezza del gioco, che – almeno apparentemente – può girare anche su sistemi molto datati. Di contro, il sistema di controllo è molto pesante e poco reattivo, non sappiamo se in maniera voluta o meno.

Valutazione

Grafica 35%
Sonoro 45%
Giocabilità 30%
Carisma 5%
Longevità 5%
Final Thoughts

New York Taxi Simulator apre nuovi orizzonti nel panorama dei giochi indefinibili e improponibili. Poco giocabile e incredibilmente tedioso, deve ringraziare di esistere nello stesso universo di Pitstop Challenge, altrimenti il rating sarebbe stato ancora peggiore.

Overall Score 24%
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