PC, Recensione

Ocean City Racing – Recensione


Onur Uça

Sviluppatore

Onur Uça

Publisher

Guida/Cazzeggio

Genere

Avete mai sognato di provare un gioco di corse in cui si gira in macchina a vuoto? No? Invece in Turchia la pensano diversamente, guardando il nuovo “one man show” dello sviluppatore indie Onur Uça intitolato Ocean City Racing. Si guida e si esplora con la gioia dell’Unreal Engine e…e guardiamo il filmato, prima di recensirlo!

Cazzeggiando s’impara

ocean city racing (1)Ocean City Racing è un gioco di corse atipico, e la cosa ci appare più o meno chiara già dalle prime battute d’apertura. La prima modalità selezionabile non sarà infatti “corsa”, “campionato” e altre dabbenaggini…ma il semplice quanto diretto “free roam”. La modalità principale con la quale affrontare questo titolo è infatti quella del girare in tondo per le intasate vie di Tal dei Tali Island, per la gioia di grandi e piccini…e dei venditori di benzina (solo metaforicamente: ingame infatti non c’è alcun modo per finire il carburante). “E poi?”, vi starete chiedendo. E poi no, niente, stop. Si gira. Si sale, si scende. Si parcheggia, ma niente tagliandino, né parcheggiatori abusivi. Ecco, un simulatore di come investire quei rompiballe sarebbe stato interessante, ma poi forse la cosa si può risolvere con un mod di Saints Row e via. Ma tornando a noi, parlavamo appunto del free roaming. Non vi è alcuno scopo ultimo nel girare per la ridente città costiera di Ocean City Racing: è come una simulazione di passeggiata turistica in una località inesistente, giusto con qualche poligono in più e tante auto riprodotte senza la licenza dei legittimi marchi di fabbrica.

Il programmatore ha cercato di “pepare” maggiormente il gioco aggiungendo due modalità di stampo più classico, ossia il time trial e la “gara”. Iniziamo subito a fare le pulce: non si può scegliere l’auto né la pista, ma dobbiamo zucare direttamente tutto quanto di precotto ci dà il gioco. A modalità avviata, ci troveremo seduti in auto pronti a correre – contro il timer o altri 5 (cinque) stronzi guidati dal computer – e via, senza pochi come e altrettanti meno perché. Se vinciamo, passiamo alla prossima gare e via – inutile dire che il tutto è comodamente completabile in un quarto di pomeriggio da mezzi sbronzi.

Qui prodest?

Il problema di Ocean City Racing è che, in tutta franchezza, non si capisce dove voglia andare a parare. Eliminate le modalità “extra” testé citate – che tanto extra non dovrebbero essere in un gioco “normale”, a dirla tutta – non ci resta che concentrarci su questa minchia di free roaming.

Si gira in tondo…e ci potremmo pure fermare qui, ma vogliamo insistere. Si vaga per la città sperando di vedere qualcosa di strano – l’autore millanta la presenza di millemila Easter Eggs divertenterrimi – e di provare i vari veicoli disponibili. Ebbene sì, si può scendere dall’auto e girare in tondo a piedi, controllando via visuale in prima persona il nostro alter ego con comandi stile FPS. Badate, però: non possiamo nuocere a nessuno né fare robe particolarmente spettacolari…possiamo giusto infilarci in veicoli parcheggiati (e qualche palazzo, di tanto in tanto) e allargare il nostro cazzeggio inutile in proporzione del 16%. Ah, e non pensate di divertirvi venendo coinvolti in incidenti spettacolari: come nei migliori giochi low budget tedeschi, il vostro veicolo – a prescindere da quale sia – sarà totalmente indistruttibile in ogni sua parte. Plus: non potete nemmeno mettere sotto i pochi pedoni che vagano per le strade (gli passerete attraverso, nella maggior parte dei casi), né sbucherà mai alcun poliziotto per bloccarvi in caso di passaggio col rosso o tamponamenti vari (tanto poi, per l’appunto, non si rompe niente e nessuno si fa male).

L’unico motivo per il qocean city racing (3)uale, posto che abbiate a disposizione molto tempo e pochissimi altri hobbies e/o foto porno da rimirare, vale la pena esplorare la città è la speranza di trovare i tanti Easter Eggs, curiosità e sfizioserie che il programmatore ha inserito, featuring: una trollface (mai così emblematica…vi rinfaccerà probabilmente che avete buttato nel cesso i 4,99 dollari del prezzo del gioco), alcuni personaggi “citati” dal mondo del cinema e della TV, qualche veicolo strano da guidare per un po’ e…e in effetti basta così. E’ come stare in un simulatore di “non ho un cazzo da fare e perdo tempo sulla street view di Google Maps cercando di scovare gente che casca a terra o fa facce strane”. E fidatevi, non è una bella cosa – specie visto che Google è gratis e Ocean City Racing non lo è. Il tutto sarebbe comunque capace di raggiungere un tirata sufficienza se il mero atto del trottolare per la città su quattro ruote fosse effetivamente ben fatto, ma c’è qualcosa di deficitario anche qui: la sensazione di velocità è buona, ma la rispondenza di sterzo e freni fa a dir poco ruttare, a prescindere dal veicolo che ci troveremo a pilotare.

Bisogna dire, a conti fatti, che produrre un gioco dove la logica dell’achievement sfrenato viene del tutto invertita non è una brutta cosa…ma per rendere un “simulatore di cazzeggio in auto” qualcosa di valido per cui spendere dei soldi bisogna battere su di una realizzazione tecnica ineccepibile e su Easter Eggs che siano davvero sorprendeterrrimi…e Ocean City Racing non fa centro sotto né sotto un profilo, né sotto l’altro. E’ un esperimento più che un gioco vero e proprio…una base per mod o un contenitore vuoto da riempire con qualche cosa.

Tecnologia oceanica

Il comparto tecnico di certo non aiuta Ocean City Racing a svettare, ma casomai a smerdare. La grafica non è stupenda, ma nemmeno orrida: tutto è tendenzialmente tondeggiante e non troppo rifinito, ma almeno la sensazione generale di velocità è buona. Gli effetti di luce sono discreti e il ciclo giorno/notte è reso abbastanza bene. Il gioco riesce a girare al suo massimo (che non è che sia tanto, per carità) anche su PC meno aggiornati, pena però qualche rischio di pop up di vari elementi di scenario. Non sappiamo se si tratti solo di un problema nostro, ma in fullscreen la schermata di gioco è allineata male, “pendendo” troppo a sinistra. Inutile dire che la cosa non si può correggere via menu opzioni, dal quale tra l’altro si puòocean city racing (4) fare ben poco.

La fisica funziona un po’ alla cazzo: a prescindere dalla velocità, la vostra auto potrà piantarsi contro un palo o altre vetture, mentre in altri casi inizierà a girare su se stessa manco fosse all’interno di un gigantesco cestello di lavatrice. La distruttibilità degli elementi di scenario funziona pure in maniera apparentemente casuale: procedendo a 3km/h abbatterete un baobab, mentre a velocità supersonica potreste aver problemi a tranciare un fottuto parchimetro. Interessante poi il modo in cui rimbalzerete contro lo scenario in caso di contatto con l’acqua – non è previsto annegamento né reset automatico – e la bellezza del tasto di respawn che potrebbe farvi riapparire SOPRA altre vetture che transitano giulivamente per la pubblica via.

Il comparto audio pure fa sollevare qualche punto interrogativo: supportato da canzoni pop-rock deprimenti, risulta alquanto mal bilanciato in quanto a volume tra musica ed effetti sonori – e il tutto, ovviamente, non può essere regolato dal pannello opzioni.

Valutazione

Grafica 57%
Sonoro 50%
Giocabilità 36%
Carisma 40%
Longevità 50%
Final Thoughts

Ocean City Racing è un tributo alla mancanza di senso: quasi a voler andare di proposito contro la moderna logica dell'achievement a tutti i costi, pecca clamorosamente dell'opposto, ponendoci in un mondo discretamente ampio e poco rifinito ove non c'è nulla da sbloccare e appena meno da fare. Arricchito da modalità classiche prive di molte delle caratteristiche tipiche del genere racing sin dai tempi di RC Pro Am, il gioco può solo essere inquadrato come un generoso esperimento che merita spazio nella vostra collezione solo se avete spiccioli da investire e avete già provato di tutto e di più. Ma anche no.

Overall Score 46%
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