Octopath Traveler Nintendo Switch, Recensione

Octopath Traveler – Recensione: Quando le cose vengono bene


Acquire

Sviluppatore

Square Enix

Publisher

JRPG, Gioco di ruolo

Genere

Sì, lo sappiamo, dovevamo recensirlo MOOOOOLTO più presto. Ma certe cose è meglio prenderle con calma, perché (inserire scusa improponibile). Vediamo un attimo il consueto video perchésì.

Otto is megl che uan

Come notato dall’inizio da parte dei più arguti tra voi, Octopath Traveler ci pone davanti a otto avventure parallele vivibili accompagnando uno degli otto protagonisti selezionabili all’inizio del gioco: il Prof. Cyrus Albright, la danzatrice scosciata Primrose, l’alchimista Alfyn, il mariuolo Therion, la mercante Tressa, la cacciatrice H’aanit, il guerriero Olberic, la sacerdotessa Ophilia. Sicuramente avete notato anche questo, i nomi dei protagonisti formano la parola Octopath. Bravi, avete messo bene a frutto anni di Settimana Enigmistica. Vi stupiamo invece con una cosa: il personaggio con cui abbiamo iniziato è il docente precario invece della cosciona. Strano ma vero. E sì, ricordarsi i nomi di tutti è impegnativo quanto memorizzare gli Octopath Traveleridentificativi dei fottutissimi Sette Re di Roma e/o dei sette nani.

Ciò detto, cercando (con difficoltà) di fermarci nel dire cazzate, proviamo a entrare in argomento.

Octopath Traveler è un jrpg classico e lo mostra con orgoglio, riuscendo al contempo a offrire twist particolari sulla struttura collaudata del genere, iniziando proprio dalla scelta del personaggio. La scelta iniziale del primo protagonista vi porterà a vivere il suo “prologo”, ossia la vicenda che ve lo farà accompagnare nei fatti che lo porteranno a incamminarsi nella storia di respiro più ampio attraverso il mondo di Orsterra. Completata questa prima – e molto “dialogata” – sessione, il personaggio partirà per altri lidi, con l’obiettivo di completare la sua lunga quest personale. Il viaggio sarà inoltre fondamentale a incontrare gli altri protagonisti, dando la possibilità di scoprire il loro passato (e di non dover fare 8 playthrough diversi per vedere gli 8 prologhi) e di reclutarli nel party. Una volta addentro al secondo capitolo, inizieremo a vedere i personaggi interagire tra loro in modo da conoscerli in maniera un po’ più approfondita.

Stile nuovecchio

In Octopath Traveler esploreremo le varie aree di gioco come in tutti i grandi (e piccoli) classici del genere: ci divideremo tra città e location “sicure” per poi recarci nei canonici dungeon, alla fine dei quali ci aspetta un boss bello cicciotto e in attesa di gonfiarci come una zampogna. Le aree sono collegate da zone di transito esplorabili e, come i dungeon, arricchite dai tipici scontri casuali – mai eccessivamente invadenti, a nostro avviso. In città avremo il tempo di inciuciare con i vari passanti, raccogliere info per far procedere la main quest, fare acquisti e, ovviamente, farci carico di svariate missioni secondarie.

La differenziazione dei personaggi di Octopath Traveler funge bene proprio in questo frangente: svariate side quest potranno Octopath Traveleressere risolte in maniera differente a seconda di chi avremo nel party, grazie all’abilità specifica di cui ogni protagonista è dotato. Dalla capacità di sfidare avversari a pugni in faccia a quella di scoprire informazioni più o meno segrete (e utili) fino al classico mercanteggiare, ogni personaggio avrà la possibilità di donare il proprio tocco personale alle numerose missioni secondarie.

Il sistema di combattimento è – ovviamente, potremmo dire – a turni. Ogni membro del party avrà le tipiche azioni (attacco, skill, oggetto, etc.) più la possibilità di potenziare il proprio attacco – sia fisico che magico – di un “grado” per ogni turno in cui questa possibilità non sia stata utilizzata. I nemici avranno specifiche debolezze ai vari tipi di arma e di elemento su cui si basano skill e magie; ogni tot di colpi nei punti sensibili (ogni battuta sui calci nelle biglie è superflua) avremo la possibilità di “dominare” l’avversario, impedendogli di agire per un turno e rendendolo ancora più vulnerabile nel medesimo turno di stonamento.

Storie

Come nota positiva, segnaliamo che la curva della difficoltà – escluse le legnate sui denti che probabilmente prenderete durate il prologo – è ben gestita dall’inizio alla fine: con un minimo di attenta pianificazione (e di acquisto o ritrovamento dei necessari oggetti curativi) i combattimenti sono più che gestibili…se ovviamente poi vi piace gestire i combattimenti ad cazzum non dite che non vi avevamo avvisato.Restando in tema, il gioco non richiede eccessive sessioni di grinding per la sopravvivenza – ci Octopath Travelerripetiamo, una volta padroneggiate le meccaniche il bilanciamento della difficoltà vi sembrerà equo. Gli scontri con i boss si rivelano spesso interessanti ed epici quanto serve, seppur in alcuni casi un pelo “lunghi” – anche se, ovviamente, tirare giù bestioni con ventordicimila HP e uscirne pseudoillesi fa sempre piacere all’autostima.

In aggiunte alle solide meccaniche di base, e a differenza di molti altri titoli che invadono il mercato, Octopath Traveler riesce a fare della storia e della scrittura uno dei suoi punti di forza: come per il gameplay generale, non è tanto (o meglio: non è solo) cosa succede, è il “come” che riesce a tenere il giocatore incollato allo schermo. Il gioco riesce a mantenere un tono fiabesco, apparentemente sempre sereno e “tranquillizzante”…eppure foriero di una strana malinconia, quasi una saudade che si trasforma in commozione del poter toccare con mano un qualcosa di apparentemente intangibile, legato a un mondo fatato e lontano.

Vintage moderno

Octopath Traveler si dimostra a dir poco egregio sotto il profilo tecnico. Il comparto grafico è eccellente, capace di offrire un 2D “fatto a mano” di altissima qualità: colori sobri e mai sparati uniti a una gestione della luce suggestiva ed efficace, rendono le numerose location da visitare dei piccoli incantevoli quadri, davanti ai quali si potrebbe stare ore come dei compiaciuti beoti. Il design di mostri e creature varie risulta altrettanto azzeccato, sempre familiare per chi conosce le radici del genere e Octopath Traveleraccattivante per le nuove leve, senza mai essere stantio o apparentemente riciclato.

Il comparto sonoro riesce a mantenersi alla pari con l’ottimo impatto visivo del gioco: il meglio viene fuori forse dalle battle music, ma in generale il commento musicale (sorry per la rima) riesce sempre a mantenere quel giusto tono di epicità e serenità – a seconda dei casi, ovviamente – che un simile titolo richiede.

Di alto livello anche la giocabilità: menu chiari, comandi funzionanti, niente crash o avarie strane di sorta – e sapete che a noi capitano sempre tutte quelle possibili e immaginabili.

In chiusura, se non si fosse già capito, l’unico enigma che rimane da sciogliere su Octopath Traveler sta nel capire se doverlo qualificare come “piccolo capolavoro” o “capolavoro punto“. Vero tributo al genere di cui fa parte, il gioco è capace di farci vivere otto avventure parallele in un mondo da libro illustrato (non a caso, che tipo di limited edition hanno fatto?) sempre vivo e ricco nella sua delicatezza, che chiede solo di essere esplorato in ogni suo angolo.

Valutazione

Grafica 95%
Sonoro 98%
Giocabilità 95%
Carisma 100%
Longevità 100%
Final Thoughts

Octopath Traveler è la dimostrazione pratica di come l'industria, quando vuole, abbia la volontà e la capacità di produrre qualcosa di solido innovando strutture consolidate; ancor meglio, è la prova che il pubblico ha ancora il palato per gustare prodotti curati e di carattere; e ancor MEGLISSIMO, è l'ennesima inculata a tutti i becchini dei media che decidono quali generi siano in o out in base a divinazioni fatte in seguito a trip acidi.

Overall Score 97%

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