PC, Recensione

Omerta – City of Gangsters – Recensione


Haemimont Games

Sviluppatore

FX Interactive – Kalypso

Publisher

Gestionale, Strategico su griglia

Genere

Ahh, l’affascinante era del proibizionismo, tra swing per le strade e casse di whisky illegale nascoste nel comò: qui ci trasporta il gioco Omerta – City of gangsters, che tenta il singolare ed originalissimo trinomio malavita organizzata / strategia a turni / gestionale, con risultato alterno. Infatti, oltre a perdersi l’accento sulla “a”, il gioco si perde in tanti piccoli dettagli, forse troppi, ma ora chiudiamo la ciabatta ed iniziamo a cantare, picciotti !

Realizzarsi ad Atlantic City

omerta city of gangsters (2)Il gioco presenta diverse modalità, ma direi di cominciare dalla classica campagna in singolo. Come prima cosa dovremo modellare il nostro personaggio rispondendo ad una serie di domande, in grado di aumentare o diminuire particolari parametri come forza fisica, coraggio, intelligenza e via dicendo. Ora siamo pronti a conquistare la città! Veniamo catapultati in una piccola mappa isometrica, dove ogni edificio nasconde un qualcosa di potenzialmente utile: non tutto è però immediatamente visualizzabile, e dovremo farcela bene con un informatore (nascosto in una ulteriore casupola) per conoscere cosa stia sotto ogni tetto. Potremo dunque compiere le prime azioni, ovvero rapinare un po’ di birra e venderla al mercato nero, osservando le nostre entrate mediante due indicatori, uno per il denaro sporco, proveniente da rapine, traffici illeciti e porcherie varie, e l’altro per il denaro riciclato, quello che giunge da attività ai limiti dell’onesto. Il tempo passa e cominciamo così ad accumulare dollari e risorse nella nostra barra a fondo schermo, forse un po’ strettina, tanto che quando proveremo a tenere il puntatore fermo su di una icona per saperne di più, spesso tale movimento causerà lo scivolare della visuale verso il basso: nulla di terribile, basta saperlo e prenderci la mano. Alcuni tizi di male affare ci chiederanno con il tempo di venire reclutati nella nostra grande “famiglia”, per diventare nostri degni alleati da mandare per le strade a compiere missioni di vario tipo, portandoci così a guadagni ancora più alti. La rosa delle azioni da compiere non è molto grande, ma senza dubbio interessante: potremo derubare un edificio, causando un maggiore controllo da parte della polizia oppure affittarlo ed aprirci una attività per creare birra, liquore, armi o denaro sporco; andare da un vip locale ed ingraziarcelo a suon di regali oppure tradirlo facendolo cadere in una truffa; corrompere le forze dell’ordine, rubare loro le armi o chiedere un “favorino” quando è necessario chiudere un occhio. Se poi avremo accumulato troppe risorse rispetto alle nostre capacità di stoccaggio, date da magazzini e rifugi nascosti, il gioco ci farà apparire una schermata per vendere immediatamente le eccedenze, ovviamente a prezzi da mafia discount… possibile che non si sia trovata una soluzione migliore, meno tappabuchi di questa ?
omerta city of gangsters (4)Mi ripeto, il sistema messo in campo da Omerta è degno di interesse e molto originale, ma purtroppo non sembra sfruttato a dovere. La componente economica si riduce alla vendita delle proprie merci a chi offre di più, giocando sui parametri sopra descritti in modo da tenerli il più equilibrati possibile, ma salvo qualche evento scriptato non ci sono particolari subbugli sul mercato, specialmente quando ci basta mandare una auto a tutta velocità sparare con il Tommy Gun verso l’ingresso della concorrenza per farla chiudere: sarebbe stato interessante inserire una componente di costruzione, portandoci a demolire edifici costruiti o comprare terreni per creare differenti attività, mentre qui basta premere un pulsante per passare da farmacia a magazzino segreto, a usuraio, a spaccio di alcoolici.

Gli scacchi della mala

omerta city of gangsters (1)Il gioco però in alcuni momenti, che poi dirò, si trasforma in un RPG a turni davvero gustoso, forse anche superiore alla sua parte strategico gestionale: forse farà un po’ arricciare il naso agli amanti del realismo estremo, date le azioni non in tempo reale ma scandite dal susseguirsi dei turni, che porta a vedere temibili gangster sparare, correre e poi dare parola al nemico perché faccia altrettanto (caso emblematico quello della granata, la cui esplosione partirà in un turno casuale sorteggiato dal gioco ed accodato a quelli dei personaggi stessi!); una striscia temporale sulla parte alta dello schermo ci segnalerà l’ordine di azione degli uomini in campo, decisa in modo randomico a seconda della velocità degli sgherri implicati. Sembra davvero di giocare a scacchi malavitosi. Il paragone con i giochi da tavolo non si chiude però qui: infatti arrivato il nostro turno avremo a disposizione alcuni punti di movimento per spostarci nello scenario (verdi) ed altri azione (rossi) per sparare, mirare o compiere alcune mosse speciali che variano da personaggio a personaggio. Sparare equivale a tirare un dado: infatti l’arrivo o meno del proiettile nella panza del nostro rivale sarà soggetta ad una certa probabilità di riuscita, che diminuisce se il nostro bersaglio si trova in copertura accucciato vicino a degli elementi dello scenario o magari dietro ad una finestra. omerta city of gangstersMentre però le diverse abilità si guadagnano mediante l’esperienza, le armi in dotazione si potranno comprare unicamente a suon di sporco denaro: conviene ? Mistero, dato che spesso basta un calcio piazzato alle ginocchia per azzoppare l’avversario, mentre le armi danno altri simpatici effetti di status (ai quali saranno soggetti anche i membri della nostra banda) come l’emorragia, che fa perdere un certo tot di vita ad ogni turno, traumi cranici, che abbassano i punti azione, gambe rotte che fanno ugual discorso con quelli movimento, etc etc, sino al panico ed a momenti di furia in cui ci metteremo a sparare come degli ossessi. Questi momenti nel gioco o capiteranno a caso, oppure potremo incontrarli facendo missioni a pagamento per dei boss locali, o anche nell’organizzare una task force per liberare di prigione un nostro compagno, furbescamente incarcerato dalla polizia cittadina lasciandogli ogni singola arma da fuoco in suo possesso. See. Noob cops.
Tornando seri, questi frammenti di gioco sono davvero divertenti, e portano a riflettere non solo sulle nostre mosse, ma anche su quelle che potrà fare il nemico nei turni seguenti: purtroppo anche qui però manca un qualche cosa, e mi riferisco al sistema di mira. Non c’è nulla che ci dica chiaramente quando siamo o meno nel raggio d’attacco di un avversario, e questa mancanza spesso risulta davvero letale: magari noi ci troviamo a guardare da una stessa finestra, noi non riusciamo a raggiungere lui fuori, ci illudiamo, ed infine ci prendiamo un proiettile nel cappello proprio da costui.

Multiplayer… pay per kill ?

omerta city of gangsters (3)Se la seconda modalità di gioco si spiega velocemente come la capacità di affrontare liberamente uno dei quartieri della campagna in singolo a nostra scelta, discorso più scrutante va fatto per il multiplayer, che si basa sugli scontri scacchistici del paragrafo sopra. Di nuovo, per la 100sima volta: l’idea è ottima, solo che si sparge su poche mappe disponibili, divise tra cooperative e sfide squadra vs squadra. Per quest’ultima parte ad ogni fine partita, che si sia vinto o perso, si guadagnerà un certo tot di dollari, che oltre a darci una posizione in classifica, ci permetterà di comprare upgrade per i nostri baldi tizi… indovinate un po’ cosa affianca questo sistema ? Un bel sistema a caso di gestione delle partite, che non permettendoci di scegliere la difficoltà dei nostri avversari online, ci porterà inevitabilmente a scontrarci spesso con gente armata come un commando in vestito gessato, mentre noi saremo lì a tirare bulloni con l’elastico delle mutande.

Palazzi, sgambettate e clarinetto

Momenti di delrio del portatile pre patch: la città d'oro! D:

Momenti di delrio del portatile pre patch: la città d’oro! D:

Se vogliamo poi concludere parlando di grafica, alcuni effetti sono molto ben realizzati come il passaggio giorno – notte o la pioggia, ma i modelli dei palazzi sono simili od uguali tra loro. Discorso poi a parte per le animazioni degli omini: possibile che il concetto di rave party negli anni ’40 fosse quello di mandare uno a tirare calci nell’aria davanti ad una villa di ricconi, portando uno stuolo di persone a seguirlo ed incitarlo ? Bene, è quello che succede tutte le volte che vorremo organizzare un festino. Il gruppo di personaggi assoldati, con le varie schede a questi collegate, sono rappresentati da fotografie in finto stile d’epoca, notevoli ed azzeccate. Il doppiaggio è invece davvero bello, con voci caratterizzate e che “suonano” in stile gangster ed in perfetta localizzazione italiana; le musiche sono le tipiche swingate di quegli anni, e bene amalgamano, se non aiutano, le pecche grafiche.

Valutazione

Grafica 70%
Sonoro 70%
Giocabilità 69%
Carisma 75%
Longevità 77%
Final Thoughts

Un peccato, con tanto di schiocco tra pollice e indice: questo il mio commento più rapido verso Omerta – City of Gangsters, un gioco che ha, tra tante ottime idee, il difetto della mancanza di una direzione. Non si riesce mai a capire completamente se la parte economica sia a supporto degli scontri dei personaggi, o se sia necessario potenziare questi per farci guadagnare soldi e rispetto: due nature che cercano di coesistere, e che se in un sistema alla gioco da tavolo avrebbero fatto faville qui si perdono un po’ per la strada. Peccato per gli scontri divertenti a turni, dove ogni azione va pensata con cura, ma dove un tizio può sparare una fucilata che perfora una finestra di una casupola, attraversa tutta la medesima, spacca l’altra cinque metri oltre e colpisce in testa il tuo povero picciottuzzo. In sostanza un titolo gradevole se non siete troppo snob video ludici, ma che se meglio curato avrebbe portato ad un prodotto a grandi livelli di qualità ed originalità.

Overall Score 72%
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