Orwell's Animal Farm PC, Recensione

Orwell’s Animal Farm – Recensione: Un classico sui nostri schermi


Benjamin fissa lo schermo del computer con sguardo assente, accennando un sorriso di circostanza. Nella sua lunga vita di asino saggio ha potuto provare qualsiasi tipo di videogioco: ha visto i più improbabili adattamenti cinematografici, giochi multi evento prodotti da chi, spesso, non aveva assistito neppure a pochi minuti di proiezione. Prodotti educativi dalla scarsa interattività, infarciti di problemi di matematica e accompagnati da illustrazioni di Alice nel paese delle meraviglie. Ha visto Luigi cercare il suo fratello scomparso rispondendo a domande sulla geografia, Waldo nascondersi in mezzo a centinaia di persone e si è chiesto infinite volte dove fosse finita Carmen Sandiego. Nulla, però, lo ha preparato a quello che sta palesandosi davanti ai suoi occhi: Orwell’s Animal Farm. Si tratta niente popò di meno che dell’adattamento videoludico della famosissima novella di Orwell, la Fattoria degli Animali. Il prodotto non vuole essere nulla di quello che l’anziano asino ha provato nella sua vita, nossignori. Nessuna forzatura, nessuna divagazione dalla trama e dai personaggi dell’opera originale, nessun mini gioco o quiz di storia. Il giocatore potrà rivivere gli eventi del libro, cambiare il destino dei personaggi e portare la fattoria degli animali al successo o al declino.


Orwell's Animal Farm

Un prodotto davvero interattivo, che consenta all’utente di avere un reale controllo sulla vicenda, un videogioco completo in tutti i sensi, un po’ visual novel e un po’ gestionale semplificato. Benjamin è scettico, sa che nulla cambia nella storia, che ogni adattamento sarà sempre una forzatura e che maggiori sono le ambizioni e maggiori saranno i problemi. L’anziano asino si avvicina al software con scarse aspettative, installando svogliatamente il gioco da Steam, sospirando più volte. Gondrano la pensa diversamente dal suo amico, è un cavallo nato per lavorare, la fatica non lo spaventa di certo, come mai lo ha spaventato. Mouse alla mano si mette di buona lena piegato davanti al monitor, pronto a sviscerare Orwell’s Animal Farm in ogni suo aspetto. Sarà un compito non semplice, sicuramente, ma Gondrano sa perfettamente cosa deve fare e convintamente ripete tra sé e sé “lavorerò di più e farò una buona recensione”. Quella che state per leggere è la recensione scritta a due mani e quattro zampe con la collaborazione dei due celebri rappresentanti dell’Animalismo. Vediamo cosa ne pensano del gioco, non prima, però, di essermi scusato con la memoria di Orwell per questo articolo.


Tutti gli animali sono uguali


Orwell’s Animal Farm si apre con la consueta introduzione di rito, che racconta l’eroica sollevazione degli animali contro lo sfruttatore umano e la nascita della prima fattoria autogestita da quadrupedi. Gondrano non può fare a meno di versare una lacrima ricordando le gesta di Palla di Neve e di tutti i compagni animali nei bei giorni della rivoluzione. Benjamin è molto più distaccato, e si sofferma soprattutto sul profilo estetico di quello che si presenta di fronte ai suoi occhi. Una piacevole voce narrante (in lingua inglese) racconta le prime battute della storia ed accompagna l’utente per tutto il corso dell’avventura. A questa si affianca una serie di schermate fisse che ritraggono le scene principali e gli ambienti di gioco, con uno stile semplice, da libro illustrato per bambini, comunque piacevole e discretamente curato. L’impatto, però, nonostante tutto, non è certamente dei migliori e sembra tradire una produzione dalle risorse limitate, soprattutto per quanto riguarda la varietà delle illustrazioni . Benjamin sogghigna. “L’ennesimo tie-in di poche pretese, nulla di nuovo sotto il sole, sempre così è stato e sempre così sarà”. Ma Gondrano sembra molto più convinto del suo compagno animale. Certo, le schermate sembrano poco varie e quasi si avverte una certa ripetitività di fondo, con gli ambienti di gioco che si contano sulle dita di una zampa.


Orwell's Animal Farm

Ma il compagno Clarinetto gli ha confidato che questa visual novel ha comunque molti più scenari di quanto sarebbe lecito aspettarsi e che le stagioni cambiano comunque le illustrazioni, che risultano così inaspettatamente dinamiche. Questo ha convinto pienamente il volonteroso cavallo. “Sarà sicuramente così. Viva la fattoria degli animali!”. Per la maggior parte dell’avventura ci muoveremo tra due soli ambienti: la fattoria e la stalla dove si terranno le assemblee degli animali. Ci sarà qualche variazione dovuta al passare degli anni e delle stagioni, o a qualche animale presente in alcune scene e non in altre, ma, sostanzialmente, tutto il gioco sarà limitato a questi scenari. Se da un lato non può non emergere un senso di ripetitività (soprattutto dalla seconda run in poi) dall’altro bisogna dire che almeno le schermate sono sempre chiare e funzionali, facendoci ben capire quale risorsa manchi e se sia necessario intervenire in qualche settore della fattoria. Le musiche sono un discreto accompagnamento, insieme alla citata voce narrante, che non dispiace certamente ai due quadrupedi. Nulla che possa competere con la canzone “animali di Inghilterra” ma neppure nulla di spiacevole. Orwell’s Animal Farm è tradotto in un ottimo italiano e fedele al libro, come giusto che sia. Benjamin apprezza soddisfatto l’adattamento mentre Gondrano, che non è mai andato oltre la lettera “e” dell’alfabeto, si limita a prendere atto della cosa.


Il duro lavoro dei campi


“Va bene, ma in sostanza cosa devo fare? Come posso rendermi utile?” Gondrano non sta più nella pelle e vuole mettersi subito all’opera. Come anticipato, il gioco inizia dopo la conquista della fattoria da parte degli animali, lasciando al giocatore il compito di gestire l’attività agricola. L’utente sarà chiamato costantemente a prendere decisioni tra due o più opzioni, decidendo, tra le altre cose, a quale animale far compiere determinati lavori, se coltivare o tenere parti delle sementi, quali edifici riparare, se potenziare il servizio di sicurezza gestito dai cani e, soprattutto, quale corrente politica dei maiali appoggiare. L’autoritario e guerrafondaio Napoleon o il più progressista e illuminato Palla di Neve? Le scelte che dobbiamo compiere sono sicuramente molte e variegate ed influiscono in maniera evidente sulla trama e le risorse della fattoria. È necessario tenere sotto controllo la quantità di cibo prodotta, ma anche le difese e il livello di fedeltà della popolazione (l’animalismo che dir si voglia), evitare che un animale si carichi troppo lavoro e dare a tutti i personaggi le giuste attenzioni.


Orwell's Animal Farm

È in questi momenti che Orwell’s Animal Farm sembra prendere la giusta strada, lasciando all’utente molte decisioni diverse e portandolo a strade completamente difformi ad ogni nuova partita. Gondrano è stupito del fatto che con le sue azioni potrà influire anche sulla morte di alcuni personaggi (è un cavallo semplice) e si mette di buona lena per cercare di raggiungere tutti gli otto finali differenti. D’altronde, il sistema di controllo è molto semplice e a prova di cavallo, basta cliccare di volta in volta sull’animale prescelto per selezionare l’azione preferita. Ma Benjamin lo riporta subito sulla terra quando si accorge che un personaggio, morto poco prima, fa nuovamente la sua comparsa tra la popolazione animale, come se nulla fosse, in una scena di dialogo. “Bug di questo tipo ci sono sempre stati e sempre ci saranno, nelle produzioni più grandi e in quelle più piccole”. Gondrano è un po’ deluso ma il compagno Clarinetto gli fa notare come la fattoria degli animali abbia comunque meno bug di tanti altri nemici dell’animalismo. In una vicina fattoria polacca, infatti, le cose sembrano andare peggio, tanto da costringerli a rimborsare tutte le sementi vendute. La risposta pare soddisfare Gondrano. “Il gioco ha qualche bug?


Orwell's Animal Farm

Lavorerò di più per finirlo.” In un paio di ore i due animali terminano la loro avventura. Il gioco si sviluppa lungo un arco narrativo di massimo sette anni, durante i quali si potranno incontrare personaggi secondari diversi, così come dedicarsi ad attività opzionali quali il commercio con gli umani o la costruzione del mulino a vento. In generale, le variabili e biforcazioni della trama sono molte e, oltre ad essere uno degli elementi meglio sviluppati del titolo, contribuiscono ad aumentare la longevità di un prodotto che, altrimenti, potrebbe essere terminato in poco tempo. Inutile sottolineare come Gondrano voglia sbloccare tutti gli obiettivi possibili, riassunti in una comoda schermata, e come questo lo costringa ad affrontare più e più run nel tentativo di riuscirci. Benjamin, però, è attratto da altro. Sul muro del granaio nota una nuova legge che prima non era scritta e il cui significato, subito, non riesce ad afferrare pienamente. “Videogioco buono. Libro meglio”. Le pecore si mettono subito a ripetere la nuova cantilena con la solita insistenza per tutta la fattoria. “Libro meglio, libro meglio!”.


Tutti gli animali devono imparare a leggere


Orwell’s Animal Farm è caratterizzato da una grande cura ed attenzione per quanto riguarda la fedeltà al racconto di Orwell. Il rispetto per l’opera originale emerge in ogni passaggio, nei dialoghi e nelle diramazioni della trama. Sarà possibile seguire sostanzialmente lo sviluppo narrativo del libro, pervenendo alle medesime conclusioni e con le stesse tempistiche. Ma, qualora il giocatore lo desideri, sarà possibile anche sviluppare la storia in una maniera completamente difforme rispetto a quanto immaginato da Orwell. Cosa sarebbe successo se Clarinetto avesse scacciato tutti i cani? O se Gondrano fosse stato manlevato dal lavoro nei campi? O ancora se Napoleon si fosse sacrificato in battaglia per difendere la fattoria? Ho particolarmente apprezzato come le scelte del giocatore influiscano anche sulle leggi della fattoria degli animali, che potranno cambiare o meno nel corso dell’avventura. Anche quando le vicende prendono strade inedite non si ha mai, comunque, la sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa di completamente alieno rispetto a libro, o che strida fortemente con l’idea dell’autore.


Orwell's Animal Farm

Persino i personaggi inediti, forte rischio in un prodotto che voglia aderire il più possibile al libro di riferimento, non sembrano così fuori luogo o pretestuosi. Il gioco sviluppato da Nerial mi ha spinto a riprendere in mano il racconto originale e a rileggerlo dopo più di venti anni. Inutile dire che, con il ricordo fresco dell’opera, tutta l’esperienza risulta notevolmente più immersiva e divertente e trovare piena rispondenza rispetto alla novella, nelle frasi e situazioni di gioco, aiuta ad apprezzare ancora di più il prodotto. Gli sviluppatori hanno così, probabilmente, raggiunto il loro reale obiettivo. Dietro la parvenza di una visual novel, di un prodotto interattivo soprattutto ludico, si è palesata la natura educativa del software, che è riuscito a rendere giustizia al libro e ad insegnare, forse, qualcosa all’utente. Benjamin sorride, probabilmente lo sapeva sin dall’inizio, i prodotti educativi sono sempre stati così e sempre lo saranno. “Ti illudono di giocare ma in realtà ti stanno insegnando qualcosa”. A Gondrano poco importa, preso come è dal tentativo di far trascorrere agli animali un altro inverno sereno, accumulando più risorse possibili.

Lato Tecnico 70%
Sonoro 75%
Giocabilità 75%
Carisma 80%
Longevità 70%
Final Thoughts

Valutare un prodotto come la Fattoria degli animali è più difficile di quanto non possa sembrare. Soffermarsi sul profilo più prettamente ludico dell'esperienza significa scontrarsi, inevitabilmente, con alcune limitazioni del prodotto. Se, da un lato, le numerose scelte e gli otto finali sembrano indicare una buona quantità di contenuti, dall'altro emerge sicuramente una certa ripetitività di fondo, accentuata dalle poche illustrazioni e scenari disponibili, che si ripeteranno per tutto il corso della storia e nelle run successive. Ma fermarsi a questo significherebbe non comprendere pienamente lo sforzo degli sviluppatori e il loro obiettivo di recupero dell'opera originale. L'amore per la novella di Orwell è evidente in ogni passaggio della storia, così come la piena aderenza all'opera di riferimento. Chi avrà voglia di scoprire, o riscoprire, uno dei classici della letteratura moderna apprezzerà Orwell's Animal Farm molto di più di quanto il voto finale non possa lasciare intendere. Tutti gli altri, inconsapevoli nemici dell'animalismo, rischiano di fermarsi ad una prima run senza particolari stimoli per continuare a giocare. Alla fine, vale sempre il vecchio adagio “Tutti i software educativi sono uguali. Ma qualcuno è più uguale degli altri”.

Overall Score 74%
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