Outbreak - Endless Nightmares PS5, Recensione

Outbreak: Endless Nightmares – Recensione: No…


Di survival horror vecchio stampo noi appassionati del genere siam sempre affamati. È inutile. Basta passarci un controller con attaccato un qualsiasi Resident Evil, Silent Hill, Obscure, ecc. perchè ci cominciamo a giocare. È un riflesso condizionato proprio. Appena vediamo qualcosa con la telecamera fissa, sfondi prerenderizzati e un sistema di movimento “goffo”, subito veniamo attirati come gli orsi dal miele. È per colpa di questa malattia, che mi sono ritrovato a giocare ad Outbreak: Endless Nightmares. Non nego che appena vista  la proposta di ricevere un codice e controllato di che cosa si trattasse, ho pensato: “Mio dio! È proprio come i vecchi Resident Evil!”, e non abbia potuto resistere a installarlo seduta stante.



E in effetti dire che questo gioco è un omaggio alla saga di Capcom è riduttivo. Perfino l’inventario grida RE, con le sue griglie e le sue opzioni, USA, COMBINA, ecc. Ma bastano i citazionismi a rendere d’intrattenimento un gioco? Ovviamente no, e purtroppo, citazionismi a parte, non è che Outbreak: Endless Nightmares abbia veramente molto altro da offrire. Ultimo nato di quella che si può definire una vera e propria saga che conta ben 6 giochi,   questo titolo è purtroppo fin troppo basico e poco curato per riuscire a convincere nel panorama videoludico odierno. E vi sta parlando un fan del genere.


INCUBO SENZA FINE


La trama di Endless Nightmares fondamentalmente non esiste. O meglio è affidata completamente ad una miriade di fogli da leggere (che tra l’altro spiegano praticamente nulla di quanto sta accadendo), sparsi in giro per i vari livelli. Quello che si sa per certo è che la protagonista Lydia si è ritrova bloccata in una specie di dimensione oscura, dove deve affrontare varie “anomalie” cercando di sopravvivere. Queste anomalie consistono in mondi contorti generati da elementi del subconscio della donna, popolati da mostri e trappole mortali. L’obbiettivo del giocatore è attraversare tutte queste anomalie e trovare una via d’uscita che riporti Lydia alla realtà. Ma come funziona il gioco? In pratica si tratta di un roguelite con componenti orrorifiche/survival in cui bisogna affrontare livello dopo livello senza morire, pena il dover ricominciare la sequenza di stage da capo.


Le location sono ispirate ai vecchi survival di una volta, ma non hanno un minimo di originalità.

Se si soccombe ai morsi delle creature infatti, il destino del giocatore è quello di risvegliarsi all’interno di una villa (Spencer?) che ricopre il ruolo di hub e dove è possibile ricevere qualche oggetto di scorta nel caso munizioni e armi scarseggiassero. La premessa sarebbe anche buona, tenuto conto anche di un’atmosfera horror abbastanza palpabile, ma purtroppo la verità è che tutto molto in questo gioco è molto, troppo grezzo. Nulla in questo gioco funziona a dovere le hitbox, le animazioni, gli effetti sonori. Tutto è soggetto a glitcharsi, a volte anche in modo piuttosto bizzarro. Uno dei bug piú, per modo di dire, divertenti riguarda le armi. A volte queste tendono a switcharsi il model quando vengono cambiate troppo rapidamente: in pratica se decidete di estrarre un’arma subito dopo l’altra i model glitchano e il fucile a pompa può assumere l’aspetto di una pistola o viceversa. Inutile dire che la cosa rischia di creare una certa confusione nei momenti piú concitati portando ad utilizzare non volutamente un’arma.


COME UN CORPO MORTO


E questo è solo uno dei vari problemi che affliggono Outbreak: Endless Nightmares, anche se il suo difetto piú grande resta quello di essere poco curato sotto ogni aspetto. Ci sono un sacco di meccaniche che assieme potrebbero anche funzionare, come un sistema di progressione del personaggio e uno di potenziamento delle armi, ma che nella pratica risultano pressochè inutili una volta che si passa all’azione e non fanno nulla per arrichire il gameplay che risulta ben presto noioso nella sua eccessiva semplicità. Non parliamo poi della telecamera, che in teoria dovrebbe permettere di poter giocare in tre modi diversi: telecamera fissa, sopra la spalla e in prima persona. In verità l’unica che funziona decentemente è quella fissa, visto che quella sopra la spalla non può essere regolata con l’analogico e quella in prima rende la mira delle armi estremamente imprecisa.


Outbreak - Endless Nightmares
A volte gli effetti delle armi sono talmente “sgargianti” da bucare la cornea.

Una tale incuria è forse giustificabile dal fatto che il gioco sia stato sviluppato da una persona soltanto, ma è una scusa che regge fino ad un certo punto, anche in virtú del prezzo di 19,99 che è decisamente spropositato per un titolo di questa qualità. L’unica cosa che lo salva leggermente è il fatto di avere la cooperativa che permette di affrontare l’intera esperienza assieme ad un amico. Vi assicuro che avere qualcun altro con il quale poter sdrammatizzare sulle varie problematiche del gioco ha aiutato non poco durante il playthrough. Sull’audio poco da dire, se non che spesso è glitchato anche quello.

Lato Tecnico 50%
Sonoro 51%
Giocabilità 55%
Carisma 50%
Longevità 50%
Final Thoughts

Nonostante l'idea di mescolare meccaniche survival old school e elementi roguelike non sia male Outbreak - Endless Nightmares risulta un prodotto troppo poco curato che non ha nulla che lo renda appetibile rispetto ad altri titoli, se non forse, la coop. Al prezzo a cui viene venduto è possibile comprare prodotti molto più validi e curati. E anche quelli realizzati da una persona sola.

Overall Score 51%

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