Overcooked 2 Nintendo Switch, PS4, Recensione, Xbox One

Overcooked 2: Gourmet Edition – Recensione: Fornelli maledetti/divertenti


Non sono certo un mago dei fornelli.
La mia capacità in cucina, oltre a essere finalizzata al mero sostentamento, si limita a seguire pedissequamente le ricette un passo alla volta. Un singolo passo alla volta.
Un approccio del genere è quanto di più sbagliato in Overcooked 2.
Non puoi permetterti di aspettare con calma che la carne sia cotta.
Devi affettare il salmone, fare attenzione che la pasta sia pronta, spegnere l’incendio che hai causato dimenticandoti la carne di prima sul fornello, togliere la pizza dal forno.
Tutto questo mentre intorno a te piovono ordini su ordini e la tua cucina è una piattaforma semovente sospesa nel vuoto e in balia delle correnti d’aria.


Overcooked 2

Overcooked 2 è la celebrazione del multitasking e dell’abilità di tenere un occhio sempre fisso sul quadro generale della situazione, mantenendo se possibile la calma e il controllo.

Le meccaniche di gioco sono di fatto analoghe a quelle del prequel: si controlla un cuoco (due in modalità singolo alternandoli con un tasto) si raccolgono gli ingredienti nella cucina e si portano ai vari punti specifici per affettarli o cuocerli ed alla fine si assembla il tutto e si consegna l’ordine. Esiste un tempo limite per ogni livello e per completare le singole ricette, pena ricevere un malus nel punteggio per cuochi troppo lenti.
Chi ha giocato il primo episodio si troverà subito a proprio agio con il sequel che di fatto risulta più un “more of the same” che una vera e propria evoluzione.

Vista la buona qualità del primo Overcooked c’è poco da lamentarsi anche se qualche idea nuova in più non avrebbe guastato.


Il menu


Il gioco prevede uno story mode e un paio di modalità multigiocatore sia in locale che online.
Nel caso si opti per il multiplayer da divano è possibile giocare in due ognuno impugnando il piccolo joycon della console.
Le modalità multigiocatore di Overcooked 2 sono sia competitive che in collaborazione; fondamentalmente si sceglie la cucina preferita tra quelle disponibili e si compete per il punteggio migliore.
Il gioco di squadra ricorda i pomeriggi passati davanti alla televisione a giocare a Micromachines con i fili dei pad perennemente intrecciati tra loro.



La meccanica sufficientemente semplice da imparare (ma più complessa da padroneggiare, come da manuale del buon game designer) consente di poter sfidare da subito anche l’amico neofita senza che sia necessaria una curva di apprendimento particolarmente lunga.
Diciamo da subito che l’esperienza multiplayer è il vero cuore del gioco e se si hanno a disposizione amici fisicamente presenti (meglio) o online il divertimento è sempre assicurato.
Il grado di confusione che inevitabilmente nasce dal dover coordinare più giocatori consente di passare sopra a tutti i difetti che invece maggiormente emergono nell’esperienza per giocatore singolo.
Il piatto forte per i solitari è la modalità storia che prevede una serie di livelli in progressione assolutamente lineare ed amalgamati da un labilissimo filo conduttore. La vicenda chiama in causa un necronomicon culinario e fette di pane demoniache ed è francamente solo un pretesto per giustificare il nostro tour da una cucina all’altra.
Ci si sposta su una grande mappa ma la libertà di movimento è di fatto solo illusoria dovendo per forza seguire l’ordine prestabilito dei livelli. La mappa rimane, quindi, più estetica che sostanza.
Ogni tanto ci sarà richiesto di tornare all’hub centrale per ascoltare le parole di una cipolla gigante che ci spiegherà cosa sta succedendo e per spronarci ad andare avanti.


Overcooked 2

Francamente non credo si sentisse il bisogno di una vera e propria trama in un gioco del genere, ma la storia è così abbozzata da non risultare in alcun modo invasiva, anzi presto si finisce per dimenticarla del tutto, limitandosi a poche righe di testo di tanto in tanto.
Per passare al livello successivo si deve terminare il precedente realizzando un punteggio minimo ed essere in possesso del numero necessario di stelle per proseguire.
Le stelle vengono assegnate al termine del livello fino a un massimo di tre, a seconda del punteggio.
Un sistema di progressione così lineare comporta la necessità di tornare su sfide già completate per ottenere qualche stella in più, ma obbliga il giocatore anche a riprovare più e più volte un determinato livello fino al completamento col punteggio minimo.
Non nascondo di aver incontrato qualche collo di bottiglia e livelli da ripetere necessariamente più volte per avanzare.
Di tanto in tanto si potranno sbloccare livelli bonus dove la meccanica rimane di fatto invariata ma si alza esponenzialmente il livello di difficoltà.


Un tavolo per uno grazie.


La modalità per giocatore singolo di Overcooked 2 prevede che si prenda il controllo di due cuochi contemporaneamente alternandoli con la pressione di un tasto.
Il sistema, pur funzionando a dovere, risulta sicuramente meno efficace di una collaborazione a due rendendo il superamento di alcuni livelli a volte frustrante.
La necessità di completare i piatti nel più breve tempo possibile mal si sposa, poi, con alcune cucine dove occorre attendere un determinato evento (come lo spostamento automatico di una piattaforma) senza possibilità di velocizzare la cosa in alcun modo.
In questi livelli può capitare di trovarsi momentaneamente bloccati senza la possibilità di consegnare un piatto o completare un ordine, perdendo tempo prezioso e punti.




Si tratta, fortunatamente, di pochi casi a fronte di un discreto numero di cucine differenti.
Non mancano, al contrario, scenari più gratificanti dove si è maggiormente liberi di muoversi e la voglia di migliorare il proprio punteggio non manca.
Tutto sommato anche l’esperienza per giocatore singolo alla fine risulta sufficientemente gratificante e divertente, a patto di mettere in conto il rimanere bloccati in un determinato livello e ripeterlo più volte.
Nel progredire lungo l’avventura ho notato come la storia single player costringa il giocatore ad un’impostazione radicalmente diversa rispetto al multigiocatore.
Laddove in quest’ultima a farla da padrona è il caos ed il divertimento nasce soprattutto dall’improvvisazione, senza amici le cose cambiano.
Per ottenere punteggi elevati occorre, infatti, pianificare una strategia perfetta, studiare la conformazione della cucina e mettere in conto qualche tentativo a vuoto di pura sperimentazione. Compresa la filosofia differente dell’esperienza anche il single player brilla di luce propria e il tutto risulta più appagante.


La presentazione del piatto.


Graficamente Overcooked 2 è semplice ma piacevole e su Switch svolge egregiamente il suo compito sia in modalità portatile che TV con l’azione su schermo che scorre senza rallentamenti.
Personalmente, pur apprezzando il gioco in portabilità, mi sono, però, trovato spesso a sbagliare l’azione e compromettere qualche ricetta confondendo gli elementi su schermo.
Questo più che a un problema tecnico è dovuto alla dimensione di alcuni elementi di gioco che nel piccolo schermo di Switch finiscono per confondersi con altri (oppure si tratta della mia età che avanza ma a questo preferisco non pensare).
Nulla che non possa essere superato con un po’ di attenzione supplementare ma personalmente ritengo l’esperienza su televisione più fruibile e leggibile.


Overcooked 2

Tutto sommato tollerabili i caricamenti tra un livello e l’altro (almeno installando il gioco in memoria interna) anche se la necessità di ripetere più volte una sfida mi ha fatto spesso desiderare una maggiore velocità.
I controlli a mezzo joycon, come detto, consentono di poter giocare con un amico senza pad aggiuntivi e svolgono bene il loro compito a patto di scendere a compromessi con le dimensioni mini dei controller Switch.
Il sonoro si limita a qualche breve motivetto poco invasivo che però risulta discretamente riuscito e canticchiabile e alla fine rimane in testa anche a console spenta.
E questo non è certo un brutto segno.


Grafica 75%
Sonoro 80%
Gameplay 80%
Carisma 75%
Longevità 90%
Final Thoughts

Come una bella cena al ristorante, Overcooked 2 risulta più divertente e confusionario con l'aumentare degli avventori. Il pranzo da soli però, se affrontato con il giusto spirito può dare altrettante soddisfazioni, pur dovendo rinunciare per forza di cose alla spensieratezza dell’esperienza multigiocatore. I piatti risultano ben curati e gustosi e ci sono abbastanza portate da lasciarci con la pancia piena a fine serata. La prossima volta però, per giustificare una terza visita al ristorante, gradirei trovare un menù rinnovato e qualche sorpresa fuori programma.

Overall Score 80%