paradise lost PC, Recensione

Paradise Lost – Recensione: L’unica cosa persa è l’occasione


Paradise Lost è un Walking simulator sviluppato dalla PolyAmorous e pubblicato dalla All in! Games. Il gioco ci colloca in una versione alternativa della storia dove la seconda guerra si è svolta in modo diverso, gli Stati Uniti sono entrati in guerra molto più tardi consegnando di fatto l’intera Europa ai nazisti. Vediamoci il trailer:



Nel 1960 circa la germania nazista sta perdendo la seconda guerra mondiale e decide di lanciare un attacco nucleare su larga scala e riparare una parte della popolazione in dei bunker progettati appositamente per resistere anni. Il protagonista della nostra storia è un ragazzino di nome Szymon che dopo essere fuggito dal suo rifugio si imbatte in un uno dei bunker nazisti progettato per la sopravvivenza della razza. L’anno è il 1980 e Szymon deve cercare di entrare nel bunker per sopravvivere al gelo. Da questo punto, Paradise Lost cerca di raccontarci una storia che coinvolge nazisti, partigiani polacchi, mitologia slava e un bunker governato da un computer che riserva molte sorprese. Vi avverto già in anticipo che di alcuni elementi del gioco è meglio non parlare durante la recensione dato che finirebbero per essere degli spoiler piuttosto corposi.


Gameplay



Paradise Lost non ha gameplay vero e proprio, l’interazione con il mondo che ci circonda è minima. Le azioni che possiamo compiere sono i movimenti base (a una velocità estremamente lenta) e l’interazione con documenti e oggetti. L’intero gioco (che dura circa 3-4 ore) non ci mette mai di fronte a un puzzle o un enigma, possiamo solamente camminare in giro e guardare l’ambiente che ci circonda. Le uniche interazioni apparentemente interessanti(a livello di trama) sono quelle legate all’intelligenza artificiale (EVE) che controlla il bunker. Vi renderete conto dopo poco come le vostre scelte spesso portano a conseguenze minuscole, un eventuale seconda partita (non si può salvare, una volta finito il gioco si deve rifare tutto da capo) vi renderà palese il controllo quasi nullo che avete sulla storia. Ultima nota, molto negativa, su uno specifico punto della storia (non ci sono spoiler pesanti). La situazione ci vede davanti a tre porte, di cui ne potremo aprire solo due. La terza stanza contiene altre informazioni sulla trama e l’unico modo di vederle facendo una sola partita prevede di vedere due stanze e ricominciare il livello per aprire la terza. In caso vi spingiate troppo avanti, finirete per cambiare livello e per vedere tutto vi toccherà fare altre due ore di partita.


Grafica e sonoro


La grafica di Paradise Lost (realizzata con UE4) è di alto livello con molti dettagli e un’atmosfera perfetta per un walking simulator. I problemi non sono assenti anche qui (qualche calo di frame, qualche muro invisibile ma poco altro) ma spesso passano in secondo piano rispetto al resto. L’aspetto del bunker è una sorta di progressione da una fortificazione sotterranea classica a stili diversissimi incastrati tra loro in modo magistrale. Il sonoro vive di alti e bassi con la colonna sonora che riesce ad accompagnare molto bene il gioco e con degli effetti sonori piuttosto approssimativi. I dialoghi sono validi sebbene le interazioni siano molto ridotte, tenete anche presente che il protagonista è un ragazzino.


Punti di forza e punti deboli



Il punto di forza di Paradise Lost è senza dubbio la sua atmosfera e in generale la realizzazione degli ambienti, con la storia che passa un po’ in secondo piano. Intendiamoci, non è assolutamente da buttare come trama ma le premesse non vengono supportate bene. Esplorare un bunker nazista dotato di intelligenza artificiale all’avanguardia è già di per se motivo di interesse. Il proseguo della storia ci fa rendere conto di quanto la narrazione fatichi a essere tanto interessante quanto gli ambienti che ci circondano. La durata è poi un altro aspetto da tenere in considerazione. Quattro ore circa non sono male per un walking simulator ma in questo caso il movimento del personaggio è talmente lento che una buona parte delle durata è quantomeno artificiale. Percorrere, per una seconda volta, alcuni lunghi saloni o corridoi, perché si pensa di aver dimenticato qualcosa, è quantomeno atroce. Il finale, dove dovremo fare scelte importanti, presenta una brutta sorpresa che non voglio svelare. Vi dico solo che nonostante le pensate varie che potete farvi, si va sempre a finire con la stessa cosa.

Valutazione Finale

grafica 92%
sonoro 72%
giocabilità 40%
carisma 65%
longevità 50%
Final Thoughts

Paradise Lost è un walking simulator con una ambientazione fenomenale ma con una trama quantomeno lineare e fin troppo inconsistente. Chiunque fosse appassionato di walking simulator penso possa gradirlo, a patto di avere molta pazienza perché Szymon si muove molto lentamente e ci sono tonnellate di documenti da leggere con attenzione per poter comprendere appieno cosa è successo nei luoghi che stiamo visitando. E' davvero un peccato che non si sia riuscito a dare un po' più di ritmo e di suspense, sarebbe forse stato il miglior gioco del genere.

Overall Score 63%

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