PC, Recensione

Parkitect, Recensione – Il grande ritorno dei Tycoon?


Chi di noi non ha giocato ad un titolo della serie RollerCoaster Tycoon? Può darsi che il solo nominarlo, vi faccia riaffiorare ricordi lontani di pomeriggi passati a costruire parchi giochi con le più sgangherate e fisicamente deliranti montagne russe esistenti (o, per i più sadici, vedere cosa succedeva se non si finiva la struttura). Se avete provato un’ irrefrenabile nostalgia, allora ho un’ottima notizia per voi: Parkitect, l’opera prima del duo Texel Raptor, non solo ha al suo interno tutte le meccaniche che hanno reso famosa e apprezzata dai fan la serie RollerCoaster Tycoon, ma aggiunge tutto un nuovo livello di dettaglio e profondità che da nuova luce ai simulatori di parchi giochi. Ma andiamo con ordine.

Parchi per tutti

Parkitect si divide in due modalità principali: la modalità campagna e quella libera.
Nella prima, superato un semplice e ben realizzato tutorial, dovremmo costruire un parco divertimenti in livelli tridimensionali via via più complessi, in cui avremo, ad esempio, un budget limitato, problemi di spazio, strutture non modificabili, ecc. Tutti i livelli della campagna, oltre ad avere l’obiettivo principale, che decreterà il nostro successo o fallimento, offrono una serie di richieste opzionali che, soddisfatte, ci garantiranno dei premi da utilizzare nella seconda modalità.
La struttura del titolo è quella classica del genere: costruire un parco giochi che risulti il più allettante possibile agli occhi dei visitatori, cercando di renderlo il più famoso e proficuo possibile.

Ma a differenza dei giochi precedenti, in cui la strategia si limitava al massimo nella modifica del prezzo del biglietto delle varie attrazioni e nell’avere una buona varietà, Parkitect ci fa confrontare con problemi che spesso vengono ignorati: come rifornire un negozio lontano dal deposito? Come evitare che strutture logistiche rovinino l’immersione dei clienti? Dove vanno i clienti se dovesse piovere? Questi sono solo alcuni esempi di domande da porci per rendere il nostro parco il migliore.

Fin troppi parchi

La seconda modalità del titolo ci permette di creare oltre al parco, anche l’ambiente in cui andremo a costruirlo: Montagne, laghi, bassopiani, tutto potrà essere deciso da noi. Inoltre, con la piena compatibilità dello Steam Workshop e occasionali tornei organizzati dagli stessi sviluppatori, avremo un possibilità pressoché infinita di sfide, livelli ed ambienti da cui scegliere per appagare il nostro spirito da costruttori.

Ad accompagnare il nostro viaggio nell’edilizia ludica, ci sarà una colonna sonora molto orecchiabile e stranamente varia (devo dire la verità, qualche traccia sembrava un tantino fuori luogo) e uno stile grafico molto colorato e allegro.

Valutazione

Grafica 84%
Sonoro 78%
Giocabilità 92%
Carisma 89%
Longevità 95%
Final Thoughts

Parkitect riesce nell’impresa di innovare un genere, come quello dei simulatori di parchi giochi, che sembrava aver detto tutto anni fa. E ci riesce con relativa semplicità, implementando meccaniche che rendono il gioco interessante e complesso al punto giusto. Con una modalità campagna molto ben congegnata e una modalità libera pressoché infinita, con costanti aggiornamenti degli sviluppatori, questo titolo diventa un must per i fan del genere e un ottimo punto di partenza per chiunque fosse interessato.

Overall Score 87%
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